Real Taras, Manfuso: 'Noi dalla parte dei ragazzi, lo sport è vitale'
REAL TARAS | Intervista al presidente del centro calcistico di base FIGC ionico
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Emiliano Fraccica | 8 Febbraio 2021 - 18:30
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In un momento di crisi come questo, nel mondo sportivo nazionale forse le più penalizzate sono le squadre dilettantistiche e le scuole calcio. Soprattutto il non poter praticare sport contribuisce ad acuire lo stress dei ragazzi, costretti per larghi tratti della giornata, a rimanere tra le quattro mura delle loro abitazioni. Ci sono però realtà che non si arrendono. È il caso del Real Taras, centro calcistico di base FIGC che opera a Taranto e che, con non poche difficoltà, continua a tenere fede al proprio obiettivo: aiutare i giovani a esprimere il proprio potenziale calcistico crescendo in un ambiente educativo e sano. 
Ne abbiamo parlato con il presidente del Real Taras, Giuseppe Manfuso, per capire con quali motivazioni sta portando avanti questo progetto in un momento storico molto particolare.

Il Real Taras non si ferma, come stanno andando gli allenamenti da inizio gennaio e come stanno rispondendo i ragazzi?
"Non ci fermiamo perché siamo una delle pochissime valvole di sfogo rimaste per i nostri bambini e ragazzi e vogliamo fare in modo di restare a loro disposizione il più a lungo possibile nonostante mille difficoltà. I ragazzi fortunatamente rispondono alla grande e a parte qualche assenza dovuta al freddo dei giorni scorsi, ora sono tornati ad allenarsi con più passione di prima e con qualche faccia nuova in più che è arrivata in questi giorni per metterci alla prova. Sono tanti i bambini nuovi che si stanno avvicinando al mondo Real Taras".

Che rapporto c'è con i genitori e in che modo state lavorando in sinergia?
"Siamo stati in parte fortunati ed in parte bravi perchè siamo riusciti a selezionare un ambiente sano, ma è pur vero che, fortunatamente appunto, abbiamo avuto la possibilità di farlo. I genitori sono parte integrante del Real Taras perchè vivono gli allenamenti insieme a noi e soprattutto hanno dimostrato uno straordinario senso di responsabilità che fortunatamente ci ha tenuti lontani dai rischi del momento. A loro ed alla loro vicinanza va il grazie di tutta la nostra Società".

Con l'arrivo del vaccino la speranza è che tutto ritorni alla normalità il prima possibile per lo sport e quindi anche per le scuole calcio
"Non vediamo l’ora che questo accada. Abbiamo tutti quanti l’esigenza di metterci il Covid alle spalle e riprendere le nostre vite, sportive e non... Non è facile mantenere alto il desiderio di giocare a calcio dei nostri bambini dovendoli tenere forzatamente lontani dalle partitelle, eppure siamo riusciti in questo piccolo miracolo. Purtroppo oramai c’è la convinzione che la stagione in corso terminerà così, ma speriamo che l’arrivo del vaccino possa farci sperare in una prossima stagione normale, per la quale tra l’altro non le nascondo che stiamo mettendo a punto dei nuovi progetti ancora più ambiziosi".

43 anni fa, il 6 febbraio, l'incidente che portò via per sempre Erasmo Iacovone alla città di Taranto. In un'epoca in cui i ragazzi spesso conoscono solo la coppia Ronaldo/Messi quanto è importante raccontare la storia di Iaco anche alle generazioni più giovani?
"Io sono un Presidente giovane, sono nato nel 1981 ed Erasmo Iacovone perse la vita nel ‘78. Non ho avuto la fortuna di vederlo giovare ma ogni volta, attraverso video, cortometraggi, storie che lo raccontano non le nascondo che una lacrima vien giù anche a me. Il Real Taras nasce come progetto sportivo ma tra i suoi scopi ha anche quello educativo. E l’educazione allo Sport nasce anche dal raccontare ai nostri piccoli campioni la storia della nostra città, affinchè questi miti, come Erasmo Iacovone appunto, non siano mai dimenticati. Sarebbe brutto sapere che tra 20/30 anni, andando allo stadio, nessuno possa capire come mai sia stato intitolato ad Erasmo".
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