Incompleto Taranto, che vuoi fare da grande?
LE VOCI DI MRB.IT | L'ennesima beffa allo scadere pone interrogativi: volare o restare a terra?
Roberto Orlando Tutte le News
Le Voci di MRB.it Tutte le News
Foto Roberto Orlando
Roberto Orlando | 15 Dicembre 2020 - 08:30
Tempo di lettura: 2 minuti e 12 secondi
Chi parla di sfortuna non ha capito niente. “Spiaze” per la presa di posizione così netta ma è proprio l’atteggiamento vittimista a non fare andare avanti niente e nessuno. Parafrasando “zio” Vujadin Boskov, “partita finisce quando arbitro fischia”. Il Taranto che permette ai calciatori del Gravina di battere indisturbati il calcio d’angolo finale, entrare in area e andare al tiro è anche peggio delle due svirgolate in area di Casarano.

L’azione finale di Gravina – Taranto è il paradigma dell’incompletezza del Taranto, bella dalla difesa in su e inguardabile in attacco, battagliera e concentrata con black-out finale. Il Taranto, inoltre, ha subito 5 reti su sei nel secondo tempo e anche questo dato dovrebbe essere meglio analizzato dal tecnico Laterza durante il suo lavoro settimanale. Certe statistiche non sono casuali. A guardare il bicchiere mezzo pieno il Taranto non è andato in rete soltanto nella partita d’esordio contro il Picerno, per il resto ha sempre segnato almeno una rete. E allora ribaltiamo il punto di vista: si possono vincere i campionati a suon di 1-0, quindi il problema è la difesa? Assolutamente no.

La pochezza offensiva del Taranto non è nel numero dei gol segnati ma nella consistenza e nelle prestazioni degli uomini del reparto offensivo. Il Taranto fino ad oggi ha contato due prime punte di ruolo, l’under Serafino (buone le sue prestazioni contro Picerno e Bitonto e successivamente dissoltosi come neve al sole) e Stracqualursi, meteora argentina che rimarrà l’affare incompreso del DS Montervino. È giunto il “pronto” Guido Abayan, altro argentino dal curriculum non proprio irresistibile, di cui capiremo il vero valore tra qualche giornata.

Ad affiancare questo parco di prime punte una pletora di esterni, fantasisti e mezze punte (3 under e 4 over) dal rendimento complessivo sotto la sufficienza. Spezziamo la lancia degli infortunati Corvino e Alfageme (il secondo in particolare ha mostrato di essere di categoria superiore) ma aggiungiamoci anche i bocciati Lagzir e Mariano.

Il quadro del Taranto è questo: ma se lucidamente questi risultati sono in linea col profilo basso voluto dalla società in estate (“che mica dobbiamo vincere il campionato!”, in soldoni) resta il rammarico di due amari pareggi, 4 punti buttati via che sono proprio il gap tra i rossoblù e la capolista Sorrento. Per fare la differenza occorre spendere i soldi, per restare coerenti con i propri propositi di “galleggiare” va benissimo così. Ok per tutti?
MRB.it Tag: