La Lazio schianta il BVB, Morata trascina la Juventus
PRIMA GIORNATA | Esordio felice per Inzaghi e Pirlo, lo United espugna Parigi, Barça a valanga
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Armando Torro | 20 Ottobre 2020 - 23:30
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Erano chiamati a un esame importante dopo le critiche per il gioco e per i risultati e hanno convinto. Simone Inzaghi e Andrea Pirlo hanno il volto sorridente dopo il loro esordio su una panchina in Champions League: hanno vinto entrambi con due gol di scarto, contro avversari molto diversi, ed entrambi hanno già un vantaggio per il prossimo turno di coppa tra una settimana.

Iniziamo dalla Juventus e da Pirlo che ha superato un'insidia non di poco conto: alle 18:55 ha sfidato e battuto il più anziano allenatore della storia della Champions, Mircea Lucescu (75 anni, 2 mesi e 21 giorni), a Kiev con la sua Dinamo spinta da 20mila tifosi in clima solo teoricamente freddo, ma da calcio vero che non si vedeva da 8 mesi. Dominio "arancio" per 45', poi è stato ancora una volta Morata a risolvere la partita dopo aver pareggiato e quasi vinto il match di sabato col Crotone: prima un tap-in sulla respinta di Bushchan in apertura di ripresa e poi un gran inserimento con colpo di testa su cross di Cuadrado per spezzare gli attacchi (sterili) dei padroni di casa.

La partenza bianconera è stata buona, quella del Barcellona ottima, ma con una pecca: nel netto e indiscutibile 5-1 al Ferencvaros la squadra di Koeman ha mandato in rete cinque marcatori diversi e Messi ha fatto il Messi, solo che il rigore per il gol della bandiera è stato causato da Piqué, espulso, che salterà la sfida dell'Allianz Stadium della prossima settimana.
La Champions League è sempre ricca di sorprese e infatti in contemporanea con Dinamo Kiev-Juventus c'è stata la vittoria esterna del Bruges a San Pietroburgo contro lo Zenit. Eppure i belgi che l'anno scorso hanno spaventato il Real Madrid hanno confermato le loro doti di squadra vivace e pronta al contropiede nelle due azioni dei gol, ma anche una certa capacità di soffrire (e un po' di fortuna) contro i talenti dei russi. Tanto che il momentaneo pareggio dello Zenit è arrivato con una sfortunata deviazione di schiena del portiere Horvath dopo la sassata sul palo di Lovren.

Così potrebbe sembrare un'impresa quella della Lazio, che non vinceva in questa competizione da 13 anni, contro il Borussia Dortmund. All'Olimpico c'è stata la serata della vendetta di Immobile contro la sua ex squadra che lo ha scaricato dopo un solo anno e la risposta alle critiche per l'ultima prestazione in Nazionale. Un gol e un assist caratterizzati da due movimenti a bruciare i difensori centrali gialloneri, come è stato bruciante l'anticipo sul primo palo di Luiz Felipe sul calcio d'angolo di Luis Alberto nel 2-0 assegnato come autorete del portiere di Hitz. Il tutto immediatamente dopo le occasioni fallite da Guerreiro e Correa: ecco, gli uomini di Inzaghi hanno sbagliato di meno (clamoroso l'errore sotto porta di Meunier) e sono stati più incisivi in tutte le zone del campo. Anche dopo il momentaneo 2-1 del solito Haaland e la naturale pressione tedesca si è realizzata la favola di Akpa Akpro, l'anno scorso in B con la Salernitana ed entrato da pochi minuti, che ha chiuso la partita.

Da una parte ci sono le favole del gol, come anche quella del terzino sinistro Angeliño che ha realizzato la prima doppietta della carriera in Europa ed è a segno da tre partite consecutive: lo ha scartato Guardiola al Manchester City e ora se lo gode il Lipsia, semifinalista dell'ultima edizione, capace di liquidare il Basaksehir senza soffrire minimamente.
Dall'altra le delusioni, anche se la partita sulla carta non era facile: il Paris Saint Germain vice campione in carica (e giustiziere dei tedeschi) ha giocato male e perso con merito contro il Manchester United di Solskjaer che si giocava la panchina dei Red Devils. Navas tra i pali ha fatto quel che ha potuto, compreso parare il primo rigore di Fernandes, ma non avendo tenuto il piede sulla linea, il portoghese ex Sampdoria e Udinese ha potuto ripetere il penalty spiazzando il costarricense. Mbappé e Neymar sono sbattuti addosso a De Gea e il gol dei padroni di casa è arrivato grazie a una perfetta quanto sfortunata deviazione di testa di Martial nella porta sbagliata, ma poi Rashford li ha puniti ancora una volta, a distanza di un anno e mezzo, con un gran diagonale all'angolino basso.

Equilibrato, ma comunque deludente, il match clou del gruppo H tra Chelsea e Siviglia a Stamford Bridge: 0-0 giusto con poche grandi occasioni che rispecchia anche la buona prova dei portieri Mendy e Bono, bravi a farsi trovare pronti soprattutto sui calci piazzati. Segno X anche sull'altra sfida del gruppo, Rennes-Krasnodar, ma con risultato diverso: un 1-1 concretizzato nel giro di 3' (56' e 59'), prima col vantaggio francese su rigore di Guirassy, poi la serpentina di Ramirez per il pareggio dei russi.

GRUPPO F
Zenit-Bruges 1-2
E. Dennis 63’ (B); Horvath 74’ a (Z); De Ketelaere 93’ (B)
Lazio-Bor. Dortmund 3-1
Immobile 6’, Hitz 23’ a (L); Haaland 71’ (B); Akpa Akpro 76’ (L)

GRUPPO G
Dinamo Kiev-Juventus 0-2

Morata 46’,84’
Barcellona-Ferencvaros 5-1
Messi 27’ r, A.Fati 42’, Coutinho 52’ (B); Kharatin 70’ r (F); Pedri 83’, Dembélé 89’ (B)

GRUPPO E
Chelsea-Siviglia 0-0

Rennes-Krasnodar 1-1
Guirassy 56’ r (R); Ramirez 59’ (K)

GRUPPO H
Psg-Man. Utd 1-2

Fernandes 24’ r (M); Martial 55’ a (P); Rashford 87’ (M)
Lipsia-Basaksehir 2-0
Angeliño 16’,20’

CLASSIFICHE

GRUPPO E
Chelsea 1
Siviglia 1
Rennes 1
Krasnodar 1

GRUPPO F
Lazio 3
Bruges 3
Zenit 0
Bor. Dortmund 0

GRUPPO G
Barcellona 3
Juventus 3
Dinamo Kiev 0
Ferencvaros 0

GRUPPO H
Lipsia 3
Man. Utd 3
Psg 0
Basaksehir 0

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