APS Taras, Guarini: 'Tifosi uniti da preoccupazioni per il futuro'
TARANTO FC | 'Società in vendita? Quando sarà ufficiale saremo i primi a saperlo'
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Redazione MRB.it | 7 Agosto 2020 - 08:08
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In questi giorni ci si sta interrogando molto sulle questioni che girano intorno e dentro il Taranto. Lunedì scorso l’APS Taras, i tifosi all’interno della società, hanno organizzato un incontro allargato anche ai non iscritti nel quale si è parlato del Taranto e delle azioni che il Trust dei tifosi vorrà intraprendere.

L’occasione per ascoltare Fabio Guarini, il presidente dell’APS è scaturita proprio per parlare dei contenuti dell’incontro e delle percezioni dell’attuale momento storico dei rossoblù.

Fabio, come è andato l’incontro al parco Cimino?
Devo dire bene, c’è stata molta partecipazione attiva da parte degli intervenuti. Ci sono tante anime che tifano Taranto preoccupate dell’attuale momento, per cui si è cercato di capire dove sta andando questa società.

Questa società della quale fate parte.
Siamo all'interno della S.r.L., noi dobbiamo fare gli interessi del club e dei tifosi allo stesso tempo. Connotiamo la società nei valori della APS e dei tifosi. Diamo valore alla società con la presenza dei tifosi e la stessa può sfruttare questo capitale proprio nel momento in cui rispecchia i tifosi stessi.

Con gli stadi chiusi molti tifosi vorranno continuare a contestare la società attraverso il boicottaggio degli sponsor, una posizione molto forte.
Fin quando la protesta è civile è un segnale di voler essere ascoltati. Noi, ripeto, dobbiamo fare gli interessi del club e dei tifosi ma credo che in questo periodo storico una arma importante sarebbe quella di riunire tutti i tifosi in un unico pensiero. La gente sa dove il Trust può arrivare e questo è già una indicazione di percorso. Poi, ognuno può fare quello che vuole, fin quando si resta nella protesta civile.

La protesta sui social si fa sempre più feroce...
Ogni tanto leggo o mi fanno notare di quello che viene scritto. Manca serenità e si perde il senso delle cose. Per esempio, sui giocatori, presi sempre di mira. Mi ha fatto schifo leggere di alcuni commenti razzisti, ma credo che ormai si contesta qualsiasi cosa faccia la società, a prescindere. E in questo modo si colpisce in maniera indiscriminata e ingiusta tutti, anche chi non c'entra niente.

Ti sei spesso soffermato anche sugli aspetti legati alla comunicazione intorno alla società.
Credo che qualcuno non si è reso conto della situazione in cui viviamo. Ognuno gioca il suo ruolo, pro e contro la società e c’è chi è critico ed esprime questa posizione attraverso la cronaca di ogni giorno. Ma è davvero difficile parlare con serenità senza per forza essere etichettati a favore o contro, anche perché lo stesso presidente ha cercato un rapporto con la stampa da “o con me o contro di me”.

Qualcuno ha fatto notare il tuo post sul guestbook della Taras riguardante l’interesse di qualche imprenditore per rilevare il Taranto. Cosa c’è di vero?
C’è qualcosa. Nel caso in cui la società dovesse essere messa in vendita ufficialmente, da soci saremo i primi a saperlo, ma per il momento non è così. Senza fare nomi, qualcuno è interessato al Taranto, ci sta pensando da diverso tempo ma non è il suo unico obbiettivo. Questi contatti stanno avvenendo con il riserbo del caso.

Si era già avvicinato qualcun altro però…
Si, ma a certe persone Giove non vuole vendere, nel caso vuole lasciare in mani sicure. Non accadrà mai, ma se per assurdo dovesse succedere di vendere a qualcuno poco raccomandabile saremo i primi a scendere in piazza.

Cosa ci dobbiamo aspettare da questa stagione?
Noi della Taras quest’anno ripartiamo dall’incontro dell’altra sera. Essere tornati al dialogo e aver fatto nostre preoccupazioni e sentimenti dei tifosi è il solo punto di partenza per poter capire che direzione prendere. Il Taranto e i suoi tifosi sono un bene prezioso.
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