Montervino: 'Continuiamo per la nostra strada'
TARANTO FC | Il DS risponde alle domande di mercato, criticato dai tifosi da tastiera
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Redazione MRB.it | 4 Agosto 2020 - 08:01
Il direttore sportivo del Taranto, Francesco Montervino, è uno che dal punto di vista dialettico difficilmente riesci a mettere in difficoltà. Ha sempre la risposta pronta, è spesso ironico, a tratti pungente. I malpensanti pensano sia uno dalle molte parole e dai pochi fatti ma probabilmente, ormai, a Taranto, nel calcio non va più bene nulla. Di sicuro il suo lavoro sul mercato lo sta portando avanti, senza sosta, di concerto con il tecnico Laterza, nonostante le recenti vicissitudini personali del presidente Giove abbiano fatto pensare ad un riposizionamento del pianeta Taranto FC 1927 nelle priorità dell’amministratore unico del club rossoblù.

“Non è cambiato nulla, siamo stati rassicurati su tutto. Quello che è accaduto al presidente ha a che fare con le sue attività imprenditoriali e non con il Taranto Calcio. C’è stato giusto un momento di smarrimento, una volta appresa la notizia. Un minuto dopo siamo stati tranquillizzati dal presidente stesso. I nostri programmi non subiranno variazioni”,afferma il quarantaduenne diesse jonico.

E allora visto che, al momento, il Taranto FC 1927 va avanti per la sua strada poniamo attenzione alla fase di costruzione dell’organico 2020/2021. Recentemente l’attaccante Liurni ha preferito accettare l’offerta del neo- promosso Lavello piuttosto che quella del Taranto a parità di condizioni economiche. Decisione, questa, che ha suscitato discussioni nell’ambiente tarantino e la risposta piccata del direttore Montervino il quale ha fatto riferimento alla “cazzimma” che bisogna aver per scegliere di venire a giocare nel capoluogo jonico.
“Non voglio tornare più sull’argomento però preciso ancora una volta che il giocatore non ha accettato la nostra proposta per motivi differenti da quelli economici” – rimarca Montervino – “Probabilmente il fatto che un giocatore accetti le proposte di altre piazze meno blasonate di quella nostra è lo specchio delle difficoltà che sta vivendo una piazza importante come Taranto. La situazione ambientale è difficile e non tutti se la sentono di venire in un posto dove c’è contestazione, malumore. Come detto in altre interviste dobbiamo farcene una ragione del fatto che non esiste più quel Taranto a cui quelli della mia generazione e delle precedenti, sono legati. Il Taranto che militava per anni in serie B o che retrocedeva in C e l’anno successivo risaliva subito. Siamo nei dilettanti e dobbiamo prendere coscienza che qualcuno ci possa considerare una piazza come le altre anche se poi non è così”.

L’acquisto dell’attaccante argentino Alfageme non ha acceso la fantasia dei tifosi, che dando un’occhiata al tabellino delle reti realizzate in carriera, specie negli ultimi due anni, hanno storto il naso, trattandosi anche di un trentacinquenne. E’ troppo fresco il ricordo dei flop sudamericani come Goretta e Olcese…
Per cortesia, con tutto il rispetto peri giocatori che hai citato, Alfageme ha fatto quasi tutta la sua carriera tra i professionisti. E’ un giocatore integro, uno che fa dello strapotere fisico la sua dote migliore, è un trascinatore ed un professionista serio. Non trovo giusto contestare l’arrivo di un atleta che potrà darci una grossa mano sia dentro che fuori il campo. Se poi, ci si riferisce alle ultime stagioni, possiamo anche dire che forse non è stato impiegato al meglio delle sue potenzialità.

Avete ingaggiato anche il centrocampista africano Ba. Ce lo presenta dal punto di vista tecnico?
Tipico mediano di interdizione anche dai piedi buoni. Ha vinto il campionato di serie D a Lecco e Vibonese, è uno che ha lasciato il segno con buonissime prestazioni anche la scorsa stagione ad Acireale e mi spiace che sui social si sia fatta dell’ironia spiccia, a tratti anche offensiva, non rappresentativa del tifoso tarantino che sa essere molto accogliente nei confronti dei nuovi giocatori che arrivano. Va bene la contestazione nei confronti della società, nei miei confronti, ma il sarcasmo gratuito nei confronti dei calciatori non lo ammetto.

Qualcuno ti rimprovera di guardare troppo al mercato dei giocatori campani, specie nella scelta degli under, ignorando i tarantini...
Sono favole. Under tarantini in grado di giocare nel Taranto non ce ne sono, anzi ce n’è solo uno e lo stiamo trattando. E’ chiaro che per costruire una squadra in grado di battagliare nel girone H dei dilettanti c’è bisogno di giocatori avvezzi a questo tipo di girone. La Campania, come la Calabria o la Sicilia sono regioni in cui si disputano tornei altamente competitivi dal punto di vista tecnico-agonistico. E poi mi sembra che Gabrielloni, Porcino o anche Ammirati, che in passato ho portato a Taranto non siano campani. Tra l’altro in ritiro saranno aggregati cinque juniores tarantini, che sia i, che il tecnico Laterza, valuteremo.

Direttore, il giorno della sua presentazione ha tenuto un profilo basso riguardo gli obiettivi del Taranto. C’è un ridimensionamento?
Puntiamo ad essere competitivi. Questo significa anche essere in grado di lottare per la promozione. Ma non partiamo facendo gli spacconi e dicendo che siamo la squadra da battere. Vogliamo procedere per gradi. E’ sempre il campo, alla fine, a dire tutta la verità. Il ridimensionamento di cui parli è di tutto il mondo del calcio, comunque ed è a livello di budget economico a disposizione dei club.

Giovanni Saracino
Fonte: corriereditaranto.it
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