KARATE

La Semeraro aspetta il ritiro di Ostia: 'Le gare? Nel 2021'

Dalla rassegna stampa di oggi

Il Covid 19 sta costringendo la giovane campionessa 24 enne Silvia Semeraro a rimanere nella sua casa di Faggiano, assieme ai suoi familiari.

Una permanenza forzata ma giustificata per tantissimi sportivi e per la stessa karateka che fino a qualche mese fa si trovava invece a Roma dove occupava il suo tempo giornaliero al centro sportivo dell'Esercito Italiano. L'emergenza sanitaria ha fatto catapultare Silvia Semeraro nel suo paese di origine, dove si trova ininterrottamente dal mese di marzo. Le olimpiadi di Tokyo sono state rinviate al 2021 e così l'atleta nostrana ha tutto il tempo per conquistare la qualificazione alla massima competizione a cinque cerchi, il grande obiettivo e sogno a cui Silvia Semeraro anela con grandissimo impegno e forza d'animo, entusiasmo e speranza. Ma per raggiungere questo straordinario traguardo servono assolutamente le gare, le manifestazioni europee e mondiali e i combattimenti a catena che si svolgono ogni anno, in primis le famose tappe della Premier League, oltre alle competizioni europee e i mondiali. Al momento gli atleti non possono salire ancora sul tatami per sfidarsi e superarsi. Silvia Semeraro non ha perso certamente la sua verve, la sua voglia matta di farsi trovare pronta fino a quando la federazione non deciderà che si potrà tornare a combattere. «Va tutto bene. Continuo regolarmente ad allenarmi a Faggiano, alternando la tecnica agli esercizi di potenziamento muscolare».

Cosa si prospetta per il futuro? «Non lo sappiamo ancora. Ancora non c'è chiarezza per i prossimi mesi. Le gare ripartiranno nel 2021. È' a rischio anche il mondiale di novembre che si sarebbe dovuto disputare a Dubai.

Ovviamente non vedo l'ora di fare la valigia e di essere convocata per il ritiro di Ostia, si vocifera forse nella seconda metà di giugno che la Federazione ci chiamerà per riprendere gli allenamenti collegiali. Faccio parte di un team molto forte (siamo in 25), particolarmente motivato. E' ovvio che i tempi tecnici per rimettere in moto l'intera macchina organizzativa del karate vanno rispettati nel fare tanta prevenzione, sanificando tutti gli ambienti, oltre alla necessità che a tutti gli atleti vengano fatti i necessari tamponi oltre alla misurazione della temperatura corporea di ognuno».

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno - Angelo Occhinegro


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