Vienna 1990 e Atene 2007: il 23 maggio è il giorno del Milan
NOTTI DI COPPE E DI CAMPIONI | Sacchi e Ancelotti (quest'ultimo sia da giocatore che da allenatore) sulla vetta d'Europa
Ancelotti e Maldini alzano la coppa nel 1990 e nel 2007
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Emiliano Fraccica | 23 Maggio 2020 - 15:30

In due occasioni i rossoneri hanno alzato la Coppa dalle Grandi Orecchie in questa data, che ormai è entrata nel cuore di tutti i tifosi del Milan. Due uomini vivranno le stesse emozioni in questi 17 anni: Paolo Maldini, titolare a Vienna e poi ad Atene, e Carlo Ancelotti, che nel '90 alzò la coppa da giocatore e nel 2007 da allenatore.

Vienna 1990, i rossoneri fanno il bis

Nessuno avrebbe scommesso che il Milan sarebbe riuscito a bissare la finale vinta del 1989, quel 4-0 sonoro rifilato ai rumeni dello Steaua, ma la squadra di Sacchi e dei tre olandesi (Rijkaard, Gullit e Van Basten) in quel periodo aveva ben pochi rivali. Il cammino di quel Milan parte ai sedicesimi: agevole la sfida contro i finlandesi dell’HJK Helsinki, regolati con un totale 5-0 nel doppio confronto.

Gli ottavi sono più ostici: gli avversari sono infatti i Blancos del Real Madrid, gente del calibro di Hierro e Hugo Sanchez, giusto per fare due nomi. La squadra di Sacchi è impeccabile a San Siro, e rifila due gol ai madrileni. Al Bernabeu i padroni di casa giocano bene ma non vanno oltre l’1 a 0.

Quarti di finale che mettono i rossoneri di fronte ai belgi del Mechelen, squadra alla prima apparizione in Champion’s. Sembra una sfida abbordabile, ma in realtà i giallorossi si confermano un osso duro: reti bianche sia in Belgio che a San Siro, si va ai supplementari, dove ci penseranno Van Basten e Simone a regalare ai tifosi la gioia delle semifinali.

I Milan devono vedersela col Bayern Monaco in una doppia sfida caldissima: a San Siro i rossoneri hanno la meglio sui tedeschi grazie al gol di Van Basten su rigore, ma all’Olympiastadion i bavaresi vincono 1-0 con gol di Strunz (sì, proprio lui). Si va ai supplementari e al 101’ ci pensa Stefano Borgonovo, con un bellissimo pallonetto, a pareggiare i conti. Il Bayern trova nel finale la rete del 2 a 1, ma sarà inutile.

Finale a Vienna contro il Benfica di Sven-Göran Eriksson. Prima del match Eusebio, ex giocatore e simbolo dei lusitani, va a pregare sulla tomba di Bela Guttmann, chiedendo all’ex allenatore ungherese di annullare la maledizione scagliata nel 1962 secondo la quale il Benfica non avrebbe vinto coppe europee per i successivi 100 anni. Anche nel 1990 però il Benfica tornò da una finale di Champion’s con le ossa rotte: partita bloccata nel primo tempo, poi al 67’ Van Basten trova in profondità Rijkaard, che deve solo battere il portiere. Il match finirà così, l’undici titolare di quella sera era composto da: Galli in porta, Tassotti, Baresi, Costacurta e Maldini in difesa, Colombo, Rijkaard, Ancelotti, Evani a centrocampo, e attacco composto da Gullit e Van Basten.

Atene 2007, il diavolo si prende la rivincita sul Liverpool

Erano passati due anni dall’incredibile umiliazione subita dal Milan a Istanbul contro il Liverpool (ne parleremo lunedì), e la squadra di Ancelotti nel frattempo è dovuta passare, non senza fatica, anche dall’uragano Calciopoli.

La Champions 2006/07 inizia dal terzo turno dei preliminari, dove il Milan elimina la Stella Rossa con un complessivo 3 a 1. Nel girone poi, nonostante delle avversarie non irresistibili (Lilla, AEK Atene e Anderlecht), i rossoneri arrivano primi col brivido, a quota 10 punti.

Agli ottavi di finale ancora un’avversaria soft, il Celtic Glasgow, farà sudare il Milan: in Scozia il match finisce a reti bianche, e a San Siro pure. Si va ai supplementari ma al 93’ quel funambolo brasiliano di nome Kakà decide di cambiare la partita: prende palla da centrocampo e con una cavalcata impressionante arriva di fronte Boruc, trafiggendolo finalmente.

Dai quarti si fa sul serio, l'avversaria è il Bayern Monaco, e forse è qui che il Milan prende finalmente coscienza di sé. A San Siro la gara d’andata non è delle migliori: Pirlo segna inaspettatamente di testa, poi pareggia Van Buyten su incomprensione tra Dida e Nesta. Col rigore di Kakà all’84’ la vittoria sembra cosa fatta, ma al 93’ ci pensa ancora il difensore bavarese a pareggiare, stavolta trovandosi pronto in mischia. Si va all’Allianz Arena con il punteggio di 2-2, ma in Germania il Milan tirerà fuori una partita sontuosa dal cilindro. Protagonista assoluto sarà Seedorf, che prima segna con una rasoiata dal limite, e poi inventa di tacco un assist al bacio per Inzaghi. Risultato finale 0-2.

Semifinali che sembrano uno scoglio insormontabile: davanti ci sono i Red Devils del Manchester United, squadra stellare che poteva annoverare tra le sue fila gente come Giggs, Van Der Sar, Rooney, Cristiano Ronaldo. All’Old Trafford succede di tutto: prima segna di testa Ronaldo su uscita poco felice di Dida, poi Kakà si mette in proprio siglando una doppietta e facendo ammattire i difensori di casa, ma arrivano i due gol di Rooney, il secondo nel recupero, a ribaltare tutto. A San Siro si riparte dal 3 a 2 dell’andata, ma il Milan metterà in scena quella che ancora oggi tanti tifosi ricordano come “la partita perfetta”: il Manchester United di Ferguson verrà travolto 3 a 0, con i gol di Kakà, Seedorf e Gilardino.

Nella finale di Atene è di nuovo Ancelotti contro Benitez, di nuovo Milan contro Liverpool. Il tecnico di Reggiolo sceglie per la partita di affidarsi ai seguenti undici: Dida, difesa a quattro composta da Oddo, Nesta, Maldini e Jankulovski, centrocampo formato da Gattuso, Pirlo, Ambrosini e Seedorf, con Kakà alle spalle di Superpippo Inzaghi. La gara scorre senza particolari emozioni e all’ultimo minuto del primo tempo Pirlo va a battere una punizione che sembra non cambierà nulla. La palla però va a sbattere sulla schiena di Inzaghi, e beffa clamorosamente Reina. Nel secondo tempo il Liverpool attacca, ma senza creare particolari pericoli, e allora Inzaghi, all’82’ decide di chiuderla, stavolta a suo modo: scatta sul filo del fuorigioco, salta Reina e deposita con un tiro lento ma angolato. All’89’ ci pensa Kuyt a regalare un po’ di pepe ai minuti finali, siglando il gol che dimezza lo svantaggio, ma alla fine sarà trionfo Milan, con la settima Champions conquistata.  

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