22 maggio, quando le italiane vincono le coppe
NOTTI DI COPPE E DI CAMPIONI | Milan, Juventus e Inter in questa data sul tetto d’Europa
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Redazione MRB.it | 22 Maggio 2020 - 14:01
Sarebbe stato difficile scegliere una sola stagione per il 22 maggio, perché ognuna delle storie scritte in questo giorno merita di essere rivissuta. In ordine cronologico, ecco alzare una coppa europea da una squadra italiana.

Wembley 1963, la maledizione di Guttman colpisce il Benfica
Il Milan schianta i portoghesi e vincono la loro prima Coppa dei Campioni

Per una clausola voluta agli albori della Coppa dei Campioni da Santiago Bernabeu, la vincitrice della Coppa avrebbe partecipato anche se non avesse vinto il campionato nazionale. In questa edizione si ritrovano quindi due formazioni portoghesi, lo Sporting Lisbona e il Benfica, che l’anno prima aveva sconfitto il Real Madrid. Il regolamento prevede, in caso di doppio pareggio la gara 3

Il Milan di Nereo Rocco è una squadra solida, che ha nel capitano Maldini, in Trapattoni, Rivera e Altafini i suoi gioielli. Primo turno facile per i rossoneri, che liquidano i modesti lussemburghesi dello Union con 8 reti all’andata e 6 al ritorno: Altafini sugli scudi con 8 reti in due gare. Agli ottavi il Milan liquida gli inglesi dell’Ipswich, vincendo 3-0 a San Siro e perdendo 1-2 in terra d’Albione.

Il divario tecnico tra le varie nazioni è ancora accentuato, ed è così che anche i quarti di finale si presentano ricchi di gol: il Milan stende il Galatasaray 3-1 in Turchia e 5-0 a Milano: Pivatelli, Barison ed Altafini irrefrenabili e semifinali da protagonisti. Gli avversari sono gli scozzesi del DundeeFC, che hanno fatto fuori Colonia, Sporting Lisbona e Anderlecht. La qualificazione alla finale viene garantita già a Milano con un perentorio 5-1 con gol di Sani e doppiette di Mora e Barison.

La finale si gioca a Wembley: il Milan al cospetto del Benfica di Eusebio, uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi, autore di 6 reti nel torneo. Ed è proprio lui a battere Ghezzi al 18’. Nella ripresa pareggia Altafini, ma i portoghesi sono vivi. Al 78’ Rivera ruba palla a centrocampo per Altafini che si invola verso la porta di Costa Pereira: a tu per tu, l’italo-brasiliano ribadisce in rete la respinta del portiere della nazionale. Le immagini di Cesare Maldini con la coppa è parte della storia dei rossoneri.

Roma 1996, finalmente Juve!
I bianconeri superano ai rigori gli olandesi dell’Ajax

L’edizione 1996/97 vede la novità dei tre punti a vittoria nei gironi. La fase a gironi vede partecipare sedici squadre: per l’Italia è la Juve a partecipare. I bianconeri vincono le prime 4 gare, garantendosi il passaggio del turno da prima in classifica. Al secondo posto i rivali di quegli anni, il Borussia Dortmund (3-1 in Germania, 1-2 in casa), i rumeni dello Steaua Bucarest (3-0 a Torino, 0-0 in Romania) e gli scozzesi del Glasgow Rangers (4-1 in casa e 4-0 ad Ibrox).

Ai quarti di finale la Juve incontra l’avversario peggiore, il Real Madrid: al Bernabeu i blancos vincono grazie ad una rete di Raul, ma al Delle Alpi un sontuoso Del Piero e Michele Padovano ribaltano il risultato. È l’impresa che rilancia le quotazioni dei bianconeri come possibili vincitori del torneo. In semifinale la vittima è il Nantes, battuto 2-0 in casa. Indolore la sconfitta in Francia per 3-2.

La finale si gioca a Roma, per la Juve è come giocare in casa. Gli olandesi dell'Ajax hanno una squadra giovane ma temibilissima, con Van Der Sar tra i pali, i fratelli De Boer, Siloy, Bogarde, Blind, Davids, già tutti nel giro della nazionale, i nigeriani Finidi e Kanu e l’attaccante finlandese Litmanen, capocannoniere del torneo. Il tecnico è Van Gaal, vecchia volpe del calcio europeo, che l’anno prima aveva dato scacco matto al Milan di Capello ma che si ritrova una squadra con qualche elemento ancora acerbo. La Juventus, dopo l’Hysel, può riscattarsi e vincere pienamente la coppa dalle grandi orecchie, guidata da Marcello Lippi e trascinata da Vialli, Ravanelli e Del Piero.

A passare in vantaggio è la Juve con Ravanelli, ma il pareggio, nel primo tempo, manco a dirlo, è di Litmanen. Il risultato resta invariato e si va ai calci di rigore. Il primo errore dal dischetto è di Davids: la Juventus segna tutti i suoi penalty e dopo l’errore di Silooy e Jugovic a regalare la gioia più grande ai bianconeri.


Madrid 2010, l’anno della pazza Inter
I nerazzurri compiono un vero e proprio exploit, Mourinho sul tetto d’Europa

La squadra da battere è il Barcelona di Messi, cha l’anno prima all’Olimpico di Roma aveva battuto il Manchester United. Le quattro italiane in gara sono l’Inter di Mourinho, vincitore di quattro scudetti consecutivi, la Juventus, ritornata in alto dopo la caduta in serie B del 2006, il Milan e la Fiorentina. I bianconeri non passeranno il girone, mentre il Milan e i viola si fermeranno agli ottavi, sconfitti rispettivamente dallo United e dal Bayern Monaco..

C’è un momento nel percorso dell’Inter che cambia le sorti del torneo: dopo tre pareggi consecutivi i nerazzurri rischiano l’eliminazione, ma nel gelo di Kiev, alla quarta giornata, Milito e Snejder ribaltano negli ultimi minuti la rete di Shevchenko, rimettendosi in careggiata e qualificandosi come seconda dietro il Barcellona.

Per l’Inter ogni gara è una montagna da scalare: agli ottavi batte il Chelsea (2-1 al Meazza e 1-0 a Stamford Bridge), mentre ai quarti i nerazzurri regolano con un doppio 1-0 il CSKA di Mosca (Milito e Snejder i marcatori). L’impresa è in semifinale, contro i campioni del Barcelona, che hanno travolto Stoccarda e Arsenal: a Milano Pedro porta in vantaggio i catalani, ma la risposta è di tre gol, con il terzo (di Milito) forse irregolare. Partita epica. Il ritorno al Camp Nou vale come una finale: in Spagna Muorinho si veste da Trapattoni, chiude tutti gli spazi per Messi e Ibrahimovic, solo all’84 Pique batte Julio Cesar.

A Madrid i tifosi nerazzurri sperano di rialzare la coppa dopo 55 anni, ma di fronte ha il Bayern Monaco di Robben e Muller: Van Gaal deve fare a meno, però, dello squalificato Ribery e opta per Olic unica punta. Mourinho sposta Zanetti centrale al posto dello squalificato Thiago Motta e punta su Milito supportato da Snejder, Pandev ed Eto’o. A salire in cattedra è Milito, che con una doppietta stende i teschi e riporta in Italia la Champions. Una vittoria meritata, nata da un’annata strepitosa di alcuni suoi giocatori (Cesar, Zanetti, Milito, Cambiasso, Maicon, Samuel) e dalla guida carismatica di Mourinho. (vedi gli highlights)
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