Milano 1997, lo Schalke lascia l'Inter con le ossa rotte
NOTTI DI COPPE E DI CAMPIONI | I tedeschi ai rigori conquistano la Coppa Uefa
Un'azione di gioco - Foto di Sky Sport
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Emiliano Fraccica | 21 Maggio 2020 - 14:00
Nulla è più brutto di perdere una finale in casa propria. Lo sa bene l’Inter, che nel 1997 si giocò la vittoria della Coppa Uefa a San Siro: allora infatti vigeva ancora la regola della doppia sfida per decretare la squadra vincitrice. I nerazzurri erano allenati dall’imprevedibile Roy Hodgson, che fu esonerato proprio all’indomani della finale di ritorno, e affrontavano lo Schalke 04, allora guidati dall’olandese Huub Stevens.

Il buon cammino dell’Inter in Coppa Uefa, che oscurò in parte un’altra annata in chiaroscuro per quanto riguarda la lotta scudetto, iniziò dai trentaduesimi di finale: avversari erano i francesi del Guingamp, ma la pratica fu liquidata con uno 0-3 in terra transalpina e un 1-1 a Milano. Tanta, troppa difficoltà, invece ci fu nell’eliminare gli avversari dei sedicesimi, gli austriaci del Grazer. Dopo l’1 a 0 di San Siro i nerazzurri subirono una sconfitta di pari punteggio nella gara di ritorno, e si andò ai rigori. In quel caso gli dei del calcio sorrisero a Hodgson e compagni, e l’Inter approdò agli ottavi. Ad aspettare i nerazzurri c’erano i portoghesi del Boavista, ma la sfida fu senz’appello: a San Siro i padroni di casa si imposero per 5 a 1, e bissarono la vittoria anche a Porto, con il punteggio di 1-2.

Ai quarti i belgi dell’Anderlecht dettero del filo da torcere all’Inter: la trasferta nerazzurra finì 1-1 e ci si giocava tutto a San Siro, forti di quel gol segnato fuori casa. Ci pensò una doppietta del solito Maurizio Ganz a far approdare l’Inter in semifinale, e a nulla valse la rete ospite di Preko. Le semifinali l’Inter le disputò contro i francesi del Monaco, squadra che poteva annoverare tra le sue fila campioni come Barthez, Petit, Henry. A San Siro nella gara d’andata i padroni di casa si imposero per 3-1: ancora doppietta dello scatenato Ganz (che difatti sarà il miglior marcatore del torneo a quota 8 gol) e rete di Zamorano. Gol monegasco di Ikpeba. Le cose andarono diversamente nel Principato: i biancorossi assediarono per larghi tratti la porta difesa da Pagliuca, ma riuscirono a segnare solo un gol, ancora di Ikpeba.

Finale doppia contro i Knappen dello Schalke, l’andata è a Gelsenkirchen il 7 maggio: i nerazzurri giocano bene pur impensierendo poco la porta difesa dal colosso tedesco Lehmann, ma al 69’ Wilmots, con una sassata da fuori area sorprende Pagliuca. Finirà 1 a 0, verdetto rimandato al ritorno. 

Il 21 maggio del 1997 l’Inter si schiera così per cercare di vincere la sua terza Coppa Uefa: Pagliuca tra i pali, difesa a quattro con Bergomi, Paganin, Fresi e Pistone, a centrocampo Zanetti, Sforza, Ince e Djorkaeff, e in attacco il duo Zamorano-Ganz. I nerazzurri cercano in tutti i modi di passare in vantaggio ma Lehmann e una mira di poco sbagliata non permettono all’Inter di segnare. Lo Schalke però non sta a guardare e impegna severamente Pagliuca con le sassate di Buskens dalla distanza e i colpi di testa di Wilmots. A poco più di cinque minuti dalla fine del match il lampo che non ti aspetti: rimessa laterale dal lato corto dell’area di rigore, prolungamento di testa e Zamorano sbuca con una zampata millimetrica a far fuori Lehmann. San Siro esplode, ora è tutto in parità.

I supplementari non servono, si va ai rigori, ma stavolta gli dei del calcio non vogliono bene all’Inter: Zamorano e Winter infatti sbaglieranno dal dischetto, regalando la vittoria ai teutonici. Delusione cocente, ma bisognerà aspettare solo un anno: nel 1998 infatti l’Inter otterrà la sua terza Coppa Uefa, ai danni della Lazio.
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