Biondo: 'L'intera esperienza in Serie A è stata stratosferica. Il più forte? Maradona'
RACCONTAMI UNA STORIA | I calciatori rossoblù ci raccontano la loro esperienza contro i 'mostri sacri' - Seconda puntata
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Rosario Biondo con Diego Armando Maradona - Foto pianetazzurro.it
Angelica Grippa | 19 Aprile 2020 - 08:00
Oggi ospitiamo ai microfoni di MondoRossoBlù.it, l'ex calciatore del Taranto, Rosario Biondo che ha disputato anche gare importanti in Serie A e che ci racconta questa sua esperienza nella massima serie.

Lei ha giocato in Serie A, parliamo della sua gara d'esordio e dell'emozione provata...

Il mio esordio in Serie A lo ricordo benissimo, giocai contro la Fiorentina, marcai Borgonovo e fu un'emozione incredibile, un ricordo molto bello vincemmo addirittura 3 a 2 contro i viola e io feci una gran partita. Giocavo nel Como.

Se dovesse parlarmi dell'intera esperienza nella massima Serie?
L'intera esperienza in Serie A è stata stratosferica, sei nella massima serie, il gioco è diverso, e soprattutto marchi dei veri fenomeni: Maradona, Gullit, Van Basten, Matthäus. E' un'altra cosa giocare in quegli stadi, e io ho anche fato l'esperienza di giocare in Coppa Uefa, è veramente difficile descrivere quello che prova un calciatore.

La partita di Serie A che ricorda con maggiore emozione?
Non c'è stata una sola partita che ricordo come un'esperienza bellissima ma tante: quella contro il Milan dove ho marcato Gullit, o quella contro l'Inter dove ho fermato Klinsmann o contro Maradona. Sono state tanti i ricordi in Sere A perchè incontro tanti campioni ed è brutto quando finisce, perchè ti restano solo i ricordi ma li vorresti rivivere tutti.

Il più grande avversario che ha affrontato?
Van Basten, Gullit, questi nomi dicono già tanto. Ma il migliore in assoluto fu Diego Armando Maradona.

Tra i compagni che ha avuto in Serie A, quali sono stati i più forti?
Così come ho affrontato dei fuoriclasse, è ovvio che li ho avuti come compagni nello spogliatoio. Tra questi dico Lajos Detàri che avrebbe potuto fare molto di più, e Luis Milton nel Como. Sono stati dei campioni e altri giocatori importanti, è difficile dirne qualcuno in particolare.

Qual è la differenza tra la Serie A e quelle inferiori?
La differenza con le altre serie è tanta: cambia proprio il ritmo del gioco, la circolazione della palla, ci sono tanti giocatori da affrontare in qualsiasi gara che disputi. In quel periodo ho addirittura affrontato il più forte al mondo, Maradona. Non ti puoi permettere di sbagliare in A perchè prendi gol,  in B o in C puoi anche fare qualche errore di distrazione ma non qui, devi essere sempre perfetto, perchè i fuoriclasse non perdonano.

Mi parli del pubblico che ha visto quando ha giocato nei più grandi stadi di Serie A...
Gli stadi di Serie A sono assurdi, San Siro è qualcosa di trascendentale con tutta quella gente. Dico che la scala del calcio è il massimo, mi è rimasta dentro.

E' questa l'esperienza che ricorda con più piacere della sua vita, o altre anche se in serie inferiori?
Io ricordo tutto: dal Palermo andai a Taranto mi chiamavano Piccinno, dove ci furono i primi pianti ed ebbi delle responsabilità incredibili. Avevo fatto alcune delle apparizioni a Palermo e mi formai a Taranto poi Lecce, Como, Bologna. In tutte le serie ho vissuto delle grandi emozioni e fra queste c'è sicuramente quella fatta in Riva allo Ionio.
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