Aldo Monza: 'Il mister mi disse entra e vai a marcare Maradona'
RACCONTAMI UNA STORIA | I calciatori rossoblù ci raccontano la loro esperienza contro i 'mostri sacri' - Prima puntata
Aldo Monza
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Angelica Grippa | 17 Aprile 2020 - 08:00
Oggi ospitiamo ai microfoni di MondoRossoBlù.it l'ex calciatore del Taranto  Aldo Monza, che ci parla della sua esperienza in Serie A.

Il suo esordio in Serie A e la prima partita nella massima serie. Mi racconti quell'emozione...
Era il 1990 quindi nella stagione 90/91, era la terza giornata di campionato. Io giocavo nel Parma, ma in quel match affrontavamo il Napoli, ero in panchina e verso l'80', Scala che era il tecnico mi ha fatto entrare in campo. C'era da marcare a uomo Maradona, mi ha detto vai e marca quel fuoriclasse. Abbiamo anche vinto quella partita con una rete di vantaggio, un match sofferto, ma  quello era il  Napoli che aveva vinto lo Scudetto, una squadra molto forte. Abbiamo vinto in una splendida cornice di pubblico. A Parma era il primo anno in Serie A, quindi aveva un grande seguito di tifosi.

Se dovesse riassumere la sua esperienza in Serie A?
Tutto bellissimo, nel Parma non ero protagonista ma solo una riserva di quella squadra, anche se ho giocato 17 match,  quindi una presenza abbastanza importante. Ho affrontato squadre davvero importanti: Juve, l'Inter, il Milan squadre che avevo visto solo alla tv e siamo andati benissimo  visto che si siamo qualificati anche per la Coppa Uefa nel primo anno in A.

La partita più bella? Quand'è finita questa esperienza? E perchè?
La più bella è stata quella a San Siro contro il Milan dove sono partito titolare, e in quella squadra c'erano dei campioni assurdi come gli olandesi Gullit, Van Basten, che partita. Ho giocato una sola stagione perchè poi la mia società ha fatto scelte diverse e io sono andato a giocare altrove, al Cosenza per 4 anni e poi ho girato l'Italia.

L'avversario più forte che ha affrontato nella massima Serie?
Fare una scelta è complesso perchè c'erano davvero tanti campioni  e il nostro campionato iin Italia, era il più bello e anche il più difficile, ho marcato tanti fuoriclasse. Ma rispondo Maradona, era lui il più forte senza dubbio.

 Il compagno di squadra più forte che ha avuto in Serie A?
Erano tutti bravi ma c'era Taffarel, portiere brasiliano che aveva una marcia in più anche per la simpatia. Aveva una tecnica particolare per la parata. Era fortissimo, una grandssima agilità e molto forte con i piedi. Ha vinto tanto e ha giocato sempre ai massimi livelli, anche con la nazionale dove ha vinto la Coppa del Mondo.

La differenza più grande tra la Serie A e le altre inferiori?
E' il massimo per la tecnica, per la fisicità e le prestazioni in generale. Adesso è cambiata tanto, ma allora c'era una grande differenza con le altre categorie. Poi ogni giocatore in base alle proprie doti si colloca in quella giusta, ma la Serie A è il top.

Mi parli del pubblico in uno stadio di Serie A...
Gli stadi sono sempre pieni, e vai a giocare in delle strutture bellissime. Parlo di squadre che hanno fatto la storia del calcio con tanti tifosi  con delle curve incredibili, come la Roma, il Milano l'Inter. Ovunque andavi c'era una cornice spettacolare, con delle bellissime coreografie.

E' questa l'esperienza che ricorda con più piacere della sua vita, o altre anche se in serie inferiori?
Questa è stata magnifica, ma anche altre lo sono state belle. Tutte le stagioni dove ho vinto il campionato da calciatore o da allenatore sono state magnifiche. Taranto è stata un'esperienza emozionante per tante cose, ho vinto il campionato di C2 e poi ho giocato in C1 con un ambiente strepitoso, lo ricordo con grande affetto.
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