Profili fake, quando trollare è un'arte
INTERNET E DINTORNI | Nascondersi dietro la tastiera: da opinion leader virtuali a zimbelli reali
Altre Notizie Tutte le News
Altre Notizie Tutte le News
Redazione MRB.it | 12 Aprile 2020 - 19:43
Tempo di lettura: 3 minuti e 20 secondi
La letteratura sui profili fake dei social network è ricca di studi psicologici, sociologici ma soprattutto degli alert della giustizia. Secondo gli studi recenti il 4-5% dei profili di facebook attivi sono fake e solo nel 2018 la piattaforma di Zukerberg ne ha cancellati oltre due milioni. Tantissimi. Ma a cosa serve un profilo fake? I motivi sono i più disparati, che vanno dal mantenere l’anonimato per attività ludiche o per controllare i propri dipendenti fino ad arrivare all’adescamento per fini sessuali. Quest’ultimo motivo è una piaga della rete che necessita della massima attenzione da parte di tutti e colpisce soprattutto le fasce meno protette, come gli adolescenti.

Gran parte dei profili fake che partecipano alla vita sociale di Facebook, per esempio, lo fanno per partecipare a gruppi tematici solitamente contrari agli standard della comunità (omofobia, xenofobia, violenza…), ma anche, in minoranza, per cercare di creare gruppi di consenso e per aumentare i “mi piace” ad una pagina aziendale. Naturalmente il discorso “globale” si riverbera anche nel locale e naturalmente investe anche la nostra Taranto. Alcune pagine e alcuni personaggi sono diventati di culto, nel bene e nel male. Una su tutte è “Taranto è lui”, dove uno (o più) amministratori fanno vedere il bello e, soprattutto, il brutto di Taranto. Una pagina da oltre 52mila followers, seguitissima da cittadini indignati, vittime e carnefici di violazioni della legge (i falò illegali di San Giuseppe, i veicoli senza targa, abusivismo, vandalismo…) ma seguito anche dalle istituzioni locali (Amiu e Amat, per esempio e da alcuni politici locali) e dalle Forze dell’ordine. Su Taranto è Lui partecipano anche nelle discussioni personaggi con nomi di fantasia, proprio per nascondere la propria identità dalle conseguenze negative che potrebbero scatenarsi contro da altri utenti; questo a conferma del fatto che internet è un brutto posto.

La cerchia la stringiamo al calcio e qui cominciano i nostri sorrisi. Una pagina su tutti è quella di Taranto Scalcio, il cui amministratore è riuscito a mantenere l’anonimato nonostante più di qualcuno sia sicuro dell’identità nascosta dietro una bella ed originale pagina satirica sul calcio. Peccato abbia sospeso le attività, l'intelligente ironia di questa pagina ci manca. Continuando a sorridere, se non proprio a ridere, passiamo ai personaggi fake, più o meno scoperti, che infestano i commenti sui principali siti di informazione del Taranto. Chi si ricorda di Cocco Bill, difensore integerrimo del Taranto di Giove, svanito nel nulla? Sembra sia stato dimenticato da tutti anche perché ultimamente a cercare di essere opinion leader a favore del Taranto di Giove ci pensa tale Donna Dolores. Non sappiamo chi sia, i bene informati pensano a qualcuno vicinissimo alla società del presidente Giove. Anche perché qualcuno un’analisi testuale dei suoi post l’ha anche fatta e il profilo corrisponderebbe a 3 massimo 4 persone. Certo è che ormai molti utenti non aspettano altro che i suoi strampalati commenti, a volte fuori anche da ogni logica e dal buon senso.

Troppa grazia concessa a tale personaggio? Forse, ma oggi con gli amici (tranquilli, in chat) la memoria ci ha portato a pensare che c’è gente che perde tempo per seguire i commenti di utenti veri per portare l’acqua al suo mulino. Nulla di male, ognuno è libero di difendere e di criticare, argomentando, chicchessia e di certo chi si cela dietro Donna Dolores non compie nessun reato. A chi si chiede chi si nasconda dietro il suo profilo rispondiamo che a noi non ci interessa, ma che se un giorno dovesse “sputtanarsi” farebbe davvero una gran bella figura di… pupù. Perché per difendere i propri colori occorre sempre metterci nome, cognome e faccia.
MRB.it Tag:
taranto fc
serie d
girone h
lnd
dilettanti
matrix