Un nuovo Taranto, a chi serve?
TARANTO FC | Pro e contro, illusioni e fantasie. Di cosa stiamo parlando?
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Roberto Orlando | 8 Aprile 2020 - 13:06
Esce allo scoperto una voce che si inseguiva da diverse settimane, ovvero l’idea di far nascere una nuova società calcistica a Taranto. Ma, sembra, non nello spirito di una nuova avventura calcistica, ma come contrapposizione al Taranto di Giove, se non proprio nei confronti di Giove stesso. Il motivo è semplice: la volontà di Giove di non vendere e di proseguire la sua avventura a capo del sodalizio rossoblù avrebbe il senso di “aver preso in ostaggio” il Taranto. Quindi l’unico modo per poterlo scalzare sarebbe creare una società nuova di zecca (magari con gli stessi colori rossoblù) e rivaleggiare con il Taranto FC 1927. Ma è davvero così?

I PROTAGONISTI – Secondo l’ex DG del Taranto Vittorio Galigani, sodale di Massimo Giove, in questo periodo impegnato al suo fianco come amico consigliere, questo nuovo progetto avrebbe come starter la APS Taras, che si starebbe già muovendo per raggruppare degli imprenditori pronti a questa avventura. Ma le voci sono solo quelle di corridoio. La APS Taras, ricordiamo, è socio dell’attuale società e la convivenza con il presidente Giove non è certo idilliaca. Si vive da separati in casa, insomma. Sarebbe questo il motivo che spingerebbe il trust tarantino a defilarsi definitivamente e ricominciare? La Taras smentisce, ma la “scintilla” sarebbe proprio la contrapposizione Giove-Taras, che ha vissuto momenti di aspra critica. Possibile una cosa del genere?

UN BENE O UN MALE? Ragionando per assurdo, naturalmente, perché di concreto, almeno all’apparenza, non c’è nulla, sarebbe un male o un bene una seconda società a Taranto? Abbiamo vissuto, negli anni scorsi, l’esperienza della Hellas Taranto, ma non c’è stato il seguito né i risultati sperati per il presidente Occhinegro. Cosa cambierebbe con una nuova società?  Parliamo di voci, di suggestioni, ma organizzare un campionato di Promozione con una buona base finanziaria, puntando a far giocare i ragazzi della città e della provincia sarebbe di per sé una lodevole azione. Mecenatismo più che imprenditorialità. Davvero sarebbe una minaccia per il Taranto FC 1927? Anche in questo caso, la critica muove proprio dalle malaugurate gestioni del settore giovanile degli ultimi anni, anche se quest’anno il lavoro della struttura gestita dal direttore Tonino Borsci sta cogliendo frutti buoni, da dare alla prima squadra.

SCENARI FANTASCIENTIFICI – Tiriamo in ballo un esempio, quello di Francavilla Fontana: negli anni scorsi la cittadina brindisina contava due società, la storica Francavilla Calcio, che nel 2013 retrocede in Promozione e la Virtus, che in quella serie ci navigava già. Entrambe, ripescate, giocano il derby in Eccellenza l’anno successivo, fino all’estate del 2014 quando avviene la fusione e l’epopea della Virtus del presidente Magrì. La storia lascia il posto alla forza imprenditoriale di Magrì.
A Taranto qualche malizioso pensa che un’altra società tarantina 1-2 categorie sotto quella del Taranto FC 1927 possa diventare una specie di contrapposizione pericolosa per il monopolio calcistico di Massimo Giove e che l’eventualità sperata sia quella di diventare l’unica società di Taranto. Il fallimento del Taranto di Giove dovrebbe concretizzare questa probabilità. Ma del fallimento del Taranto di Giove se ne parla dal 2018 e l’operato del numero uno di Piazza Dante è sotto gli occhi di tutti. Grandi progetti (allestiti anche se naufragati) inclusi.

CHI TIFARE? Ai tempi del Chievo in serie A e dell’Hellas Verona in C gli ultras gialloblù non hanno perso la loro identità, anche se l’affascino delle sirene della serie A poteva essere forte. Qualcuno pensa che la curva girerebbe le spalle al Taranto e alla sua storia per fare un dispetto a Giove e andare a vedere una squadra che la domenica affronterebbe, con rispetto parlando, Racale, Sava, Novoli o Carovigno? Oppure, dopo le tante delusioni di questi ultimi 8 anni, “rinascere” passando da Promozione ed Eccellenza non sarebbe meno umiliante rispetto alla storia calcistica cittadina? Una domanda per assurdo in un contesto davvero “per assurdo”. Ma nel mare magnum delle chiacchiere, si è fantasticato anche su questo.

Ma le risposte a queste domande non ci sono, perché, ribadiamo, stiamo parlando di aria fritta. Il giorno in cui si materializzerà qualche progetto, ne riparleremo seriamente.
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