Paolucci: 'Situazione disastrosa. In rossoblù annate bellissime, oggi pesa molto il passato'
ATTUALITA' | Intervista all'ex calciatore del Taranto
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Silvio Paolucci
Cosimo Palumbo | 24 Marzo 2020 - 08:00
Oggi noi di MondoRossoBlù.it abbiamo intervistato Silvio Paolucci, centrocampista di Tollo classe '60 che ha vestito la casacca del Taranto dalla stagione 1985-1986 fino all'annata 1988-1989. Nel corso della conversazione sono stati trattati vari temi, tra cui quello che vede l'Italia combattere contro l'attuale pandemia e l'esperienza con la maglia della città dei due mari.

Stiamo vivendo un periodo abbastanza particolare che sta letteralmente sconvolgendo il Paese sotto più punti di vista

Il momento è tragico, una situazione del genere, prima di oggi, l'avevano vissuta i nostri nonni nel dopoguerra. Quello che stiamo passando tra morti, contagiati, crisi economica e lavorativa ci fa capire quanto tutto questo sia disastroso. Bisogna seriamente rimanere a casa e rispettare le norme, solo cosi riusciremo ad uscirne col tempo.

Oltre al blocco di varie attività, il Coronavirus ha costretto il calcio e lo sport italiano a fermarsi. Secondo lei, per quanto riguarda l'aspetto calcistico, com'è stata gestita l'emergenza?
Personalmente credo che inizialmente non ci sia stata una linea unica, alcune partite venivano disputate mentre altre venivano rinviate a data da destinarsi. Credo che bisognava fermare tutto sin dall'inizio, avendo l'esempio della Cina sapevamo a cosa andavamo incontro e quindi andando avanti le probabilità di contagi tra i calciatori stessi indubbiamente aumentavano. Se avessero preso sin da subito i provvedimenti attuali, magari oggi avremmo potuto contare qualche contagio in meno. 

Pensa che si possa realmente riprendere a Maggio o sarà tutto definitivamente annullato?

Dipende molto dai prossimi 15-20 giorni sperando che queste nuove misure vadano ad aiutare, stabilire i tempi attualmente è prematuro. Speriamo di poter ripartire e uscirne il prima possibile. Eventualmente credo che si possa considerare anche l'ipotesi estiva disputando i match nel periodo tra Giugno e Luglio per poi posticipare l'inizio del campionato successivo. Purtroppo dietro ci sono interessi economici importanti e diverse squadre rischiano di andare incontro a una crisi. Adesso la cosa più importante è pensare a uscire prima di tutto da questa epidemia, il resto passa in secondo piano.

Dal calcio attuale a quello dei suoi tempi, che ricordi ha dell'esperienza con la maglia del Taranto?
Ci sono stato quattro anni, furono annate bellissime, peccato solo per quella retrocessione durante la mia ultima stagione. Disputavamo il campionato di Serie B ed il livello era buono, facevamo campionati tranquilli e allo stadio raccoglievamo quelle 20000 persone, si avvertiva sempre grande entusiasmo. Taranto merita questo.

La Serie D si sta rivelando un torneo complicato, come vede il Taranto di oggi?
Il campionato è molto difficile ed è dura ottenere la promozione. La differenza la fa chi va in campo, soprattutto i giovani; questo perché giocare a Taranto non è facile, le pressioni sono diverse e quando le cose vanno male l'ambiente si appesantisce e per un ragazzo può non essere semplice sopportare determinate cose. Pesa molto il passato e a Taranto molti tifosi fanno fatica a calarsi nella realtà quotidiana. Personalmente, quindi, credo che aldilà dei giocatori esperti e con qualità, la differenza la fanno i giovani e la loro personalità.

In conclusione, un saluto e un messaggio ai nostri lettori
Certo, ho ancora vari amici a Taranto, saluto tutti loro e tutti coloro che vi leggono. Mi reputo ancora un tifoso rossoblù e auguro il meglio alla città e alla Taranto calcistica. Un grandissimo in bocca al lupo e un forte abbraccio a tutti con la speranza che si possa uscire il prima possibile da tutto questo.
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