Non si può pretender molto di più...
LE VOCI DI MRB.IT | L'analisi tecnica della gara Gladiator-Taranto
L'Analisi Tecnica Tutte le News
Le Voci di MRB.it Tutte le News
foto Gladiator - Facebook
Luigi Boccadamo | 2 Marzo 2020 - 13:47
Tempo di lettura: 3 minuti e 8 secondi
A leggere i vari commenti del post partita, mi sembra quasi di capire che, dopo la buona prestazione di domenica scorsa con il Bitonto, fosse legittimo aspettarsi un Taranto corsaro che su un campo difficile come quello del Gladiator, avesse dovuto fare la parte del mattatore.

A mio modesto avviso le cose vanno analizzate in maniera più ampia e soprattutto più matura senza farsi prendere dal tifo che molte volte esalta prestazioni mediocri e deprime altre, tutto sommato oneste ed in linea con l'attuale organico.

Si è ripartiti da un 442 a similitudine della domenica precedente (anche se con qualche modifica nell'undici iniziale), con la sensata speranza che la buona prestazione della domenica precedente potesse dare delle indicazioni chiare circa il modulo da mettere in campo. Tuttavia avendo visto la partita si può tranquillamente dire che, questo modulo può essere ideale quando si affronta una squadra più forte sulla carta, come era il Bitonto che consente di coprire tutto il campo con due linee vicine in grado di annichilire la capacità di gioco degli avversari garantendo poi, partita durante, qualche interessante ripartenza. Diverso è invece il risultato, quando si affronta una squadra come il Gladiator che non fa della coralità del gioco e dell’aggressività alta le sue carte migliori, ne vien fuori una partita fisica condotta per lo più nella fase centrale del campo e con rare azioni da goal.
Sostanzialmente più Taranto che Gladiator nell’arco dei 90 minuti, fatta salva l’ultima parte della gara dove i padroni di casa hanno prodotto un paio di occasioni (in entrambe le situazioni si è notata la difficoltà di Marino nel posizionamento e nella presa dell’avversario di turno, ma bisogna riconoscere che il ragazzo si adatta in un ruolo che non è suo). Di contro una buona ripartenza del Taranto ha visto un ultimo tocco di Genchi che piuttosto che andare in scivolata per ribadire la palla in porta e rimasto in piede ed ha calciato malamente il pallone fuori.

Allora cosa pretendere di più? Da più parti si è detto e ridetto che, visto che ormai il campionato è andato bisogna insistere sui giovani e provare tutto quello che può rientrare nel progetto del prossimo anno. Molte volte si è detto e ridetto che il parco degli under di quest’anno è di altissimo livello e che sono gli unici che stanno dando continuità alla stagione. Dobbiamo metterci d’accordo e capire bene cosa vogliamo o cosa sosteniamo, se poi si vuole pensare che, i ragazzi da soli possano affrontare una parte di stagione come questa, dove si va in campi come quello del Gladiator, ad affrontare squadre che combattono con ogni forza per raggiungere la salvezza, mi sembra una aspettativa quanto meno utopica. Se a questo ci aggiungiamo che il parco under per quanto visto durante la stagione, si fonda sostanzialmente su Ferrara (che di under ha ben poco visto il suo curriculum), sull’ottimo Cuccurullo, ieri partito dalla panchina e su un Pelliccia quest’anno discontinuo e non ai livelli dello scorso anno, oltre che ad un Marino che gioca in un ruolo non suo con tutte le difficoltà del caso, viene naturale dire adeguiamo anche noi tifosi le aspettative e lasciamo che i giovani abbiano il tempo di crescere e sperimentarsi con l’aiuto degli over per far si che si possano buttare le basi per costruire un progetto vincente per la prossima stagione.
MRB.it Tag:
taranto fc
gladiator
gladiator-taranto
serie d
serie d girone h