Galigani: 'Giove ha in me un amico vero che gli sta facendo aprire gli occhi'
TARANTO FC | Da dove ripartire? Dai giovani. Blasi? È stato trattato troppo male a Taranto…
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Redazione MRB.it | 21 Gennaio 2020 - 15:30
Intervenuto come ospite nella trasmissione “Chi segna Vince”, l’ex Direttore Generale del Taranto Vittorio Galigani ha parlato a tutto tondo sul Taranto. Dalla società al campionato, dal passato al futuro. Ecco alcuni passi degli interventi passati in onda.

Capitolo Giove
Giove ha comprato il Taranto per passione in un momento in cui se non ci fosse stato l’anno dopo non ci si sarebbe iscritti neanche in Promozione. Perché lo ha preso? Giove ha voluto riscattarsi dopo l’esperienza passata, accollandosi più oneri che onori. Oggi chi avrebbe pronosticato questo percorso? Dal fallimento D’Addario si è ricominciato con gente che aveva la presunzione di sapere di calcio, ma non c’erano le spalle coperte. Giove ha creduto di poter gestire la stagione attraverso gli introiti dei biglietti, naturalmente con un campionato del genere diventa una gestione onerosa. Ma i 12.000, i 6.000 spettatori non ci sono più… Rottamati 600 mila euro a ottobre? Nel momento in cui Giove si accolla i debiti della società è chiaro che può usufruire della rottamazione e lo sta facendo. Ora serve tagliare, quello è il consiglio che ho dato a Giove. Ho chiesto inoltre, in una delle tante chiacchierate che ci facciamo, di organizzare una conferenza stampa aperta a tutti in un momento di maggiore serenità.

La squadra
La squadra è stata costruita male in estate. A Taranto non si va a cercare la persona più qualificata per questo, qualche nome è stato preso per gli incassi e per gli abbonamenti. Non si è visto il passato di un giocatore, vedere per esempio i campionati vinti. Quest'anno cosa è mancato a questa squadra? I giocatori ritenuti fondamentali, che hanno deluso, ma nessuno può rimproverare a Giove il sacrificio di aver portato tanti nomi. Quando è arrivato Genchi ho chiamato Massimo (Giove) dicendogli che le minestre riscaldate non funzionano. Uno staff di sei persone bravissime per un allenatore devono garantire la vittoria del campionato, forse questo si può rimproverare a Giove. Giove ha provato a prendere Patierno, ma c’era quel puntino sulla presunta combine contro il Picerno.

Il futuro del Taranto
Ricominciare dalla struttura, ma questa società ha già la sua struttura. Farei una squadra impostata sui giovani, come quando ho vinto il campionato di serie D negli anni ’90, inserendo anche quei 3-4 esperti che fanno spogliatoio. Credo che nella squadra di oggi manca proprio la gente spogliatoio. Giove ha la possibilità di rifarsi attraverso un piano industriale di 3-5 anni, attraverso un ragionamento diverso, radicale. Ha mandato via alcune persone della società perché si è reso conto di alcune situazioni: cambiando modo di comportarsi forse sta cercando di ricreare un’altra struttura. Giove ha in me un amico vero che gli sta facendo aprire gli occhi. Il fondo arabo? Si, è vero.

La comunicazione 
La comunicazione è più difficile oggi rispetto a venti anni fa. Dico sempre che nel calcio non si sa solo quello che non si fa ed oggi ciò che accade fa il giro del mondo in un minuto: molti addetti ai lavori sono succubi delle notizie, dei social. Non si può rincorrere la notizia, bisogna essere corretti nel fornirla e nel darla a tutti. Bisogna crescere tutti, con la velocità che da internet è diventato normale rubare la notizia, magari diventando amico dell’allenatore, del giocatore, del magazziniere. Magari siccome sono amico del Direttore Sportivo o dell’allenatore esonerato magari gli tiro la volata… bisogna ricompattarsi, remare nella stessa direzione. Muovo questa critica a tutti, perché accade. C’è molta invidia in giro, in un contesto generale c’è tanta gente in tribuna stampa che non ha i titoli per starci.

Il ritorno di Blasi
Ci siamo giocati la serie B ad Ancona con una contestazione addosso, abbiamo vissuto la squalifica per Taranto – Massese, quindi si facessero due conti che cosa abbiamo vissuto. La maglia verde? La verità è che eravamo senza seconda muta, da 15 giorni chiamavo la Umbro che non ci ha dato una fornitura, l’unica che mi proposero era quella verde dei Rangers. I colori del Manduria? Ma chi ci stava pensando? Quella sera ho dato le dimissioni.
Far tornare Blasi? La gestione con lui era oculata, Blasi dava massime garanzie. Una azienda calcio deve essere produttiva, i torni devono tornare altrimenti si fallisce. Ricordo l’imboscata che ci fecero in tribuna e quel giorno abbiamo capito che ce ne dovevamo andare. A Taranto abbiamo avuto un pessimo trattamento, Blasi è tifoso del Taranto, ma ha subito tanti insulti”.

Il mercato
Bollino? Un presidente ha il dovere di far fare le visite ad un giocatore da tesserare. Ieri qualcuno ha scritto che Bollino stava arrivando a Taranto, a Bitonto si è infortunato Lattanzio e leggendo della disponibilità di Bollino magari gli hanno detto “vieni a firmare senza fare le visite”.

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