La soluzione appare smarrita...
LE VOCI DI MRB.IT | L'analisi tecnica della gara Nardò-Taranto
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foto Luca Barone
Luigi Boccadamo | 20 Gennaio 2020 - 14:05
Su di un altro pessimo terreno di gioco si infrangono le ultime flebili speranze del Taranto. Un'altra partita fatta di palle lunghe giocate non per volontà ma per necessità, visto il pessimo terreno di gioco ed il risultato si è tradotto in una partita noiosa, con tanti errori dovuti sicuramente alla difficoltà di gestire tecnicamente la palla.

Il Nardò si presentava in campo con il 3-5-2 e come candidamente ammesso dal Tecnico neretino a fine partita, la cosa era ben studiata a similitudine di quanto fatto dal Casarano la scorsa domenica. Questa tattica doveva servire ad aver superiorità in mezzo al campo con l'uomo basso dei tre di centrocampo a togliere linee di passaggio su D'Agostino (anche se con le palle lunghe di domenica ha faticato molto a ricevere e giocare qualche pallone), i due interni di centrocampo in un sorta di uno contro uno con Cuccurullo e Manzo, oltre ad essere pronti ad uscire in chiusura sugli esterni o raddoppiare in ripiegamento sulle punte del Taranto che venivano spesso fuori per provare a ricevere palla. Ovviamente con i quinti di destra e sinistra il Nardò ha costretto Pelliccia ed Oggiano a coprire l'intera fascia, con compiti più di copertura che di spinta, tanto che non si è vista nel primo come nel secondo tempo nessuna situazione sugli esterni con cross dal fondo. Non si può che ribadire ancora una volta che per caratteristiche tecniche giocatori come Oggiano o anche Guaita, quando chiamato a giocare come esterno a 4 di centrocampo, faticano non poco a fare l'intera fascia, cosa che non consente loro di lavorare negli ultimi trenta metri dove potrebbero se lucidi creare molti problemi sull'uno contro uno.

Tuttavia bisogna osservare che il primo tempo ha visto un predominio territoriale del Taranto anche se l'occasione più clamorosa è stata la traversa sul finire del primo tempo del Nardò.

Nel secondo tempo il Taranto entrava più deciso ed alzava il baricentro spinto dalla necessità di fare goal, di contro invece un Nardò ancora più preoccupato si abbassava troppo e portava il Taranto a giocare spesso al limite della propria area. Su una situazione manovrata e sponda dal limite il bel tiro di Cuccurullo confermava quanto detto prima. Una volta passato in vantaggio il tecnico Panarelli provava a mettersi a specchio con l'avversario aggiungendo un centrocampista e togliendo una punta in modo da creare parità numerica a centrocampo. Dopo qualche prima fase di assestamento dove sia Manzo che Genchi chiedevano al tecnico dettami tattici (probabilmente una variante non provata in allenamento) il Taranto riguadagnava metri in avanti e su una delle poche sortite di D'Agostino rischiava di raddoppiare cogliendo una traversa con la complicità di un difensore del Nardò. Come purtroppo spesso accade goal mancato goal subito, il Nardò pescava il Jolly al termine di una azione manovrata con un gran tiro dalla distanza (penso di non sbagliare nel dire che se Sposito avesse incrociato il primo passo, piuttosto che staccare a piedi pari, ci sarebbe potuto arrivare su quella palla).

Una volta subito il goal come spesso sta capitando di recente il Taranto sembra sgonfiarsi ed il tempo che scorre inesorabilmente taglia completamente gambe ed idee. Infatti di li a fine partita qualche situazione più di cuore che di cervello.

Probabilmente si chiudono qui su un campo pieno di buche le speranza per una stagione che doveva essere una passerella trionfale ma che si è rivelata intrisa di imprevisti e difficoltà.
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