Bravo Presidente!
LE VOCI DI MRB.IT | Una presa di coscienza coraggiosa, ma alle parole devono seguire i fatti
Roberto Orlando Tutte le News
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Foto Luca Barone
Roberto Orlando | 14 Gennaio 2020 - 07:59
C’è un momento in cui ci si rende conto che probabilmente tutto è perduto e difficilmente si ha il coraggio di dire le cose come stanno. Quasi mai nella storia recente del Taranto, la società si è ritrovata già a Gennaio senza obiettivi, che fossero di promozione o di salvezza; questo renderà l’inverno lungo, ma potrà dare il tempo di metabolizzare la quasi sicura sconfitta e permettere a tutti di lavorare senza le pressioni di una piazza avvelenata, mortificata, ferita.

Giove, dichiarando da più parti senza mezzi termini il fallimento di un progetto importante, guarda oltre coloro che adesso lo criticano: significa davvero mettere un punto e ripartire. Un Presidente ha il dovere di parlare senza illudere nessuno e in questo caso ha esattamente dato ai tifosi l’amara, triste ma semplice verità. Questo Taranto ha pochissime possibilità di vincere il campionato ed è il caso di ripensare a tante cose. Apprezzeranno tutti.

Capire cosa non ha funzionato, su questo si interroga il presidente Giove: potrebbe volerci anche poco a capirlo, senza essere cinici, ma le valutazioni dovrà farle necessariamente lui. Ciò che adesso ha in mano è una squadra a 9 punti dalla vetta (forse 10), una rosa ridimensionata numericamente (e forse anche qualitativamente), una tifoseria in aperta contestazione (non pochi i cori ieri contro di lui e contro la squadra), scelte di staff sbagliate, investimenti sui quali riformulare pianificazioni.

Titolare “bravo presidente” non è sarcastico o beffardo, ma vuole essere davvero un plauso al presidente, a patto che adesso alle parole faccia seguire i fatti. Dietro le sue dichiarazioni scorgiamo una velata critica all’assetto tattico di mister Panarelli, così come alle performance di alcuni “big”, come li ha definiti lui. È giusto mettere in discussione tutto e tutti e con il mercato dei “pro” ancora aperto può di certo pensare a qualche altra operazione, forse in uscita.

Da qui al prossimo campionato i rossoblù potranno giocare senza la pressione della piazza e l’assillo del risultato, con la tranquillità di chi non ha nulla da perdere (perché ha già perso tutto). Può essere l’occasione davvero di pianificare, nel caso si vorrà dare la possibilità a Panarelli di costruirsi la squadra che vuole, guardare oltre maggio. Iniziare a definire chi dovrà rimanere degli over, iniziare a testare in campo e scegliere gli juniores dell’anno prossimo, ricostruire l’assetto societario, in ogni aspetto. Giocatori senza mordente da qui a maggio? Una parte della colpa del fallimento è la loro, adesso chi vuole bene alla maglia e alla città come dice può lavorare per riscattarsi, gli altri possono tranquillamente preparare le valigie.

Ci riproveremo l’anno prossimo, dice ancora Giove. Certamente, con il giusto spirito e la giusta lucidità. Un progetto di medio termine che il numero uno di via Lago di Como dovrà affrontare con un nuovo budget, con nuovi investitori (il famoso fondo del Quatar?). Tenendo in considerazione il “peso” dei debiti esistenti sulla programmazione, sulle azioni intraprese per un eventuale concordato con il fisco (trattativa in coso?). Garanzie che il presidente in qualche modo deve palesare a se stesso e alla piazza. Solo così potrà tornare a riunire attorno a se la comunità calcistica rossoblù.
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