Juventus campione d'inverno, Lazio da record
SERIE A | I bianconeri battono la Roma e approfittano del pareggio di Inter-Atalanta, i biancocelesti fanno 10 vittorie consecutive
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Armando Torro | 13 Gennaio 2020 - 23:35
Alla fine del girone di andata ecco assegnato il primo "titolo" della Serie A, cioè quello di campione d'inverno. A vincerlo è la Juventus perché batte la Roma nel posticipo domenicale della19esima giornata e approfitta del pareggio dell'Inter contro l'Atalanta di 24 ore prima. La Lazio si conferma sempre terza forza del campionato e viaggia a un potenziale -1 dai nerazzurri di Conte grazie al successo esterno a Napoli, dove la cura Gattuso al momento non sta dando i frutti sperati.

I risultati più importanti del turno arrivano con i tre anticipi del sabato e con il big match di domenica sera, dove la curiosità è vedere l'Olimpico impiegato in due giorni consecutivi da Lazio e Roma per poterlo preparare a maggio per gli Europei. E proprio uno dei protagonisti più acclamati in quello stadio non li giocherà: Zaniolo si rompe il legamento crociato durante il match contro la Juve e lo stesso destino capita al bianconero Demiral (in forma più lieve, lesione) autore del vantaggio lampo degli ospiti. La squadra di Sarri dopo 10' e già davanti grazie sostanzialmente a due errori della difesa giallorossa: prima Kolarov si fa anticipare dal difensore turco sulla punizione di Dybala, poi la stessa Joya ruba un pallone al limite dell'area a Veretout sul rinvio corto da fondo campo di López e si procura furbescamente il rigore, trasformato da Cristiano Ronaldo, aspettando l'arrivo del francese che lo travolge. Poi è solo Roma con qualche spunto in contropiede dei bianconeri, specie dopo il 2-1 di Perotti sempre dagli undici metri (mani di Alex Sandro), che comunque non dà la scossa agli uomini di Fonseca.

Così la Juve ha due punti di vantaggio sull'Inter, che è anche contenta al triplice fischio della gara contro un'Atalanta che a San Siro fa vedere il solito bel gioco, tanta corsa e voglia di vincere dopo il gol in apertura di Martínez e il contatto tra l'attaccante argentino e Toloi in area a due passi dalla porta interista che non viene giudicato da rigore. Ci pensa Gosens al sesto gol in campionato a ristabilire la parità che rimane tale perché Handanovic para il 30esimo rigore in A della sua carriera a Muriel, uno che fino a quel momento aveva fatto 12 su 12 tra i professionisti.

Fa 20, invece, Immobile sempre più capocannoniere e decide Lazio-Napoli grazie a una clamorosa ingenuità di Ospina che perde troppo tempo nel rinvio a 10' dalla fine e alla frenesia del rientrate Di Lorenzo sul pallonetto verso la porta azzurra. Eppure la squadra di Gattuso (tre sconfitte su quattro partite) non meritava di perdere e consegnare Inzaghi alla storia biancoceleste, perché mai, neanche negli anni degli scudetti, la Lazio aveva raccolto 10 vittorie consecutive in campionato nella sua storia e i 120 anni vengono festeggiati al meglio, anche con maglia celebrativa che ricorda quella scudettata.
L'impresa laziale è legata a doppio filo al Cagliari e a quei 7' di recupero alla Sardegna Arena perché i sardi da allora non ne azzeccano più una (neanche con la nuova maglia del centenario) e trovano la quarta sconfitta di fila, stavolta contro il Milan ufficialmente a immagine di Ibrahimovic. Pioli schiera per la prima volta il 4-4-2 con Leao come partner dello svedese, lascia fuori per tutti i 90' Piatek, Suso e Paquetá e vince con i gol della coppia d'attacco nel secondo tempo.
Alla prima di ritorno i rossoneri affronteranno l'Udinese che sembra fuori dalla zona pericolosa perché schianta 3-0 il Sassuolo e sfrutta l'inedita vena offensiva di De Paul in rete per la terza partita consecutiva a sigillare il tris friulano dopo il ritorno al gol di Okaka e il raddoppio di Sema.

L'Udinese è praticamente fuori dalla lotta salvezza anche perché la Spal cede a Firenze dove capitan Pezzella di testa regala il successo alla Fiorentina che mancava da tre mesi e il Brescia si illude a Genova contro la Sampdoria. I lombardi passano in vantaggio con Chancellor, ma è il giorno di Jankto e Quagliarella a Marassi: dopo il pari di Linetty, il ceco sul gong del primo tempo firma il sorpasso, poi il capitano blucerchiato torna a segnare in casa da maggio e approfitta di un assist del compagno di squadra proprio come Caprari per siglare il 5-1 che fa staccare momentaneamente la squadra di Ranieri.
Subisce una rimonta dolorosa anche l'altra squadra a quota 14, cioè il Genoa che pure passa a Verona con Sanabria ma l'ex Juric fa lo scherzetto giocando senza punte di ruolo e proprio i più offensivi Verre e Zaccagni fanno volare i gialloblù a 25 punti come il Milan, ma con la partita contro la Lazio da recuperare tra meno di un mese.
Non approfitta il Lecce di questo tris di sconfitte, anzi fa poker di ko perdendo anche a Parma, colpito nella ripresa dopo un primo tempo soporifero dagli emiliani: prima Iacoponi e poi Cornelius firmano il ritorno al successo della squadra di D'Aversa che controsorpassa il Torino vittorioso in casa col Bologna, grazie al gol di Berenguer ma soprattutto agli errori sotto porta di Palacio che fallisce più volte il pareggio per i rossoblù.

Cagliari-Milan 0-2
46' Leao, 64' Ibrahimovic
Lazio-Napoli 1-0
82' Immobile
Inter-Atalanta 1-1
4' Martínez (I); 75' Gosens (A)
Udinese-Sassuolo 3-0
14' Okaka, 68' Sema, 90' De Paul
Fiorentina-Spal 1-0
82' Pezzella
Torino-Bologna 1-0
11' Berenguer
Verona-Genoa 2-1
55' Verre r, 65' Zaccagni (V); 41' Sanabria (G)
Roma-Juventus 1-2
68' Perotti r (R); 3' Demiral, 10' C.Ronaldo r (J)
Parma-Lecce 2-0
57' Iacoponi, 72' Cornelius

Juventus 48
Inter 46
Lazio 42*
Atalanta 35
Roma 35
Cagliari 29
Parma 28
Torino 27
Milan 25
Verona 25*
Napoli 24
Udinese 24
Bologna 23
Fiorentina 21
Sassuolo 19
Sampdoria 19
Lecce 15
Genoa 14
Brescia 14
Spal 12
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