Taranto, pazza idea
LE VOCI DI MRB.IT | Nel giorno del possibile arrivo del Direttore Sportivo, un nuovo punto di partenza
Roberto Orlando Tutte le News
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Roberto Orlando | 10 Dicembre 2019 - 08:03
Ripartire, comunque. La posta in gioco, troppo alta per tutti, esige massima lucidità in ogni scelta da fare. Il presidente Giove lo sa bene e adesso è chiamato a riportare sulla giusta rotta la barca del Taranto. Una squadra allestita per vincere, giocatori importanti per la categoria che necessariamente occorre valutare e rivalutare, un mercato da affrontare con la necessaria chirurgica precisione per tornare a dire la propria, una struttura societaria da rinforzare.

Oggi potrebbe essere il giorno del nuovo DS, quel Vincenzo De Santis che per la categoria è di certo un ennesimo valore aggiunto: prospettive, programmazione, decisioni. È quello che chiedono tutti a Giove e al Taranto. I malumori della piazza, legittimi, condivisi da tutti, sono sintomatici di una delusione che nasce dalla rabbia di avere una squadra importante e non vedere i risultati. D’Agostino, Genchi, Guaita, Matute, Galdean, Allegrini, Ferrara, sono nomi che molti sognano in quarta serie, ma non riescono a fare sintesi in campo. Si è parlato di rivoluzione, di mandare via tutti (o quasi), far vestire la maglia del Taranto a chi se la sente veramente, ma forse la vera riforma sarebbe proprio quella di confermare l’attuale rosa, puntellando dove necessario.

Ripartire dagli uomini a disposizione, certo, ma alla base di una ripartenza del genere ci deve essere la consapevolezza da parte dei giocatori di cambiare registro. Giocare, soprattutto, e giocare per la squadra, per i tifosi, per la maglia. E non lo si dice con retorica, ma con la consapevolezza che quel pallone che rotola è un simbolo per una città difficile, problematica, bistrattata. Una città che comunque non perde la speranza di rinascere, di vedere fiori e non solo letame: testa bassa, quindi, pedalare e giocare per la comunità. Sarebbe il gesto più professionale possibile che i giocatori possano fare.

Il Presidente Giove lo sa benissimo, ha fatto del Taranto biglietto da visita un punto d’onore del suo mandato. Per farlo occorre che tutto intorno a lui funzioni, all’interno e all’esterno della società: le contestazioni al DG Montella, le critiche agli attuali risultati sono l’esasperato messaggio a Giove che l’attenzione e la cura devono essere massime in ogni aspetto, anche nelle inezie. E allora ripartire da ciò che c'è, che non è poco: un bagno di consapevolezza per tutti che questo Taranto deve essere una possibilità e non una vergogna. Non servono proclami, non servono adulazioni. Così come non servono inutili caccie alle streghe né contrapposizioni distruttive. Alla fine, se il traguardo sarà ottenuto, sarà merito di tutti, di Massimo Giove in primis.
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