Sapia: 'Giove vuole vincere, con lo spogliatoio ci ho parlato io'
TARANTO FC | Intervista esclusiva al Vicepresidente del Taranto
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foto Luca Barone
Roberto Orlando | 4 Dicembre 2019 - 17:00
La voce di Massimo Giove, all’indomani delle sue dimissioni dalla carica di presidente del Taranto, è riecheggiata su carta stampata e web. Nessun disimpegno, anzi, la ferma volontà di continuare a cullare il sogno della promozione, con un programma ben chiaro: ripartire da chi ama la maglia rossoblù e da chi è degno di indossarla. Una scossa all’ambiente che è stata data per ricordare a tutti che il suo obiettivo resta quello massimo, senza “se” e senza “ma”.
La squadra ha però ricevuto il Giove-pensiero attraverso una figura-filtro, il vicepresidente Vincenzo Sapia. Abbiamo voluto ascoltare proprio le parole dell’Avvocato, per avere un’altra angolazione di ciò che sarà l’azione della società e cercare di tastare il polso della situazione allo spogliatoio, apparso troppo spesso in affanno (vedasi le ultime sconfitte, che hanno fatto infuriare tutti, tifosi e dirigenza).

Avvocato, sappiamo che la squadra l’ha ascoltata con attenzione e ha avuto le risposte che cercava.
Certamente. Mi sono sentito di intervenire a nome del Presidente Massimo Giove per cercare di riportare lo stato d’animo del presidente e i suoi sentimenti per il Taranto. È Stato un discorso emotivo e di sensazioni, che è tornato utile a tutti. Ho rassicurato su ogni aspetto, anche quello dell’impegno del presidente Giove nei confronti dei giocatori, sotto tutti gli aspetti.

Ma i giocatori nutrono (o nutrivano) qualche timore circa un eventuale disimpegno di Giove?
Giove resta il proprietario e il responsabile numero uno del Taranto: ho rassicurato i calciatori che nessuno verrà meno agli impegni. Massimo Giove continuerà a mantenere fede alle parole e ai contratti, ma questo aspetto non è minimamente in dubbio.

Quindi su cosa si è concentrato il faccia a faccia tra Lei e lo spogliatoio?
Mi sono sentito in dovere di fare da filtro, ponendo il discorso su una base “animistica”, emozionale. Ho detto chiaramente ai ragazzi quale è la volontà di Giove, cioè di vincere questo campionato. Le forze ci sono, la stima e la fiducia verso i calciatori anche. L’atto delle dimissioni doveva dare ai ragazzi il segnale che niente stava andando secondo la volontà e la grinta che il presidente vuole vedere. Le prestazioni hanno deluso dal punto di vista volitivo; si sono visti primi tempi buoni ma riprese senza mordente, senza energia e la determinazione che una squadra che deve vincere il campionato deve possedere. E poi un altro aspetto, che a Giove preme più di tutti: il Taranto deve diventare un volano per la città, il presidente ci crede fermamente.

Quindi il Giove-pensiero...
Per Giove lo sport è uno dei biglietti da visita della città, una possibilità che tutta la comunità può e deve avere a disposizione per crescere, per farsi conoscere. Anche se affrontiamo un campionato di serie D non dobbiamo sentirci tali: nemmeno le aspettative della comunità che non segue il calcio lo sono, ecco perché il presidente Giove è nero. Lui è il primo, insieme ai tifosi che non crede che la città sia da serie D. Vuole vincere per sé e per la città.

Questi concetti come sono stati espressi alla squadra? Che tipo di incontro è stato?
Devo dire che è stato un incontro cordiale, i ragazzi non solo hanno ascoltato ma hanno reagito con emotività e maturità. Hanno recepito. Anche gli under hanno dimostrato personalità in questo momento di confronto e molti giocatori sono intervenuti per dire la propria. La questione è chiara, le partite si possono vincere o perdere, ma nessuno verrà mai a contestare se la maglia è stata onorata. Adesso forse occorre proprio lavorare su questo, sulla testa dei ragazzi, anche se più di qualcuno di loro ha molta esperienza alle spalle. Tutti mi hanno dato una buona impressione, ma sottolineo l’intervento di D’Agostino, che ha parlato non solo di sé, ma di quello che può significare per la città, per i tifosi. Un discorso da vero capitano. Ma Anche gli altri che hanno preso la parola hanno voluto evidenziare quanto sia importante vincere per il proprio pubblico, per rispetto alla comunità.

Quindi da dove riparte il Taranto?
Il Taranto riparte da sé stesso. Nonostante le varie liste di partenti che si leggono in giro, la società non ha comunicato a nessun tesserato di non far parte del progetto. Tutti sono chiamati a dare il proprio contributo, poi è chiaro che in questa finestra di mercato ci saranno dei movimenti. I ragazzi sono chiamati a dare una risposta sul campo già da sabato. Ci aspettiamo tutti un definitivo cambio di rotta.
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