Terremoto Taranto, si sbaracca?
LE VOCI DI MRB.IT | Settimana decisiva per capire cosa vorrà fare Giove
Roberto Orlando Tutte le News
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Roberto Orlando | 3 Dicembre 2019 - 08:20
Premettiamo che noi non siamo nessuno per dire al presidente Giove come organizzare e gestire le sue aziende, Taranto compreso e interpretiamo il suo gesto di dimettersi come atto dimostrativo nei confronti di un ambiente che non riesce ad avere pace. Ma alla fine l’ambiente di cui parliamo rientra nel recinto della sua proprietà, della “res” privata e quindi che ricade sotto la sua azione e la sua responsabilità. Le scelte sono del Presidente Giove, meriti e colpe sono tutte sue e dei suoi uomini: ma proprio i suoi uomini, le sue scelte, sono stati ripudiati e fatti fuori. Ragno in primis, l’allenatore dei record, il guru delle promozioni. E ieri, formalmente anche il DS Sgrona, già accantonato al rientro in panca di Panarelli e del suo vice Triuzzi. Possiamo parlare di progetto pluriennale fallito?

Salvare il salvabile: proviamo con difficoltà a mettere da parte il passato e pensare al Taranto che sarà e quindi chiederci cosa succederà adesso. All’orizzonte si parla di epurazioni anche nello spogliatoio, tra delusi e deludenti. La lista è nota a tutti e conta nomi eccellenti, ingaggi pesanti che non hanno reso per quanto ci si aspettava. Ma se dobbiamo vedere tali allontanamenti in ottica campionato, occorrerà sostituirli con calciatori degni della maglia da titolare, capaci di fare la differenza. Ma le squadre che vincono il campionato si costruiscono in estate, non certo a dicembre. Dobbiamo pensare che il campionato è bello che andato? Solitamente miracoli non se ne fanno...

Nel salto del cetriolo, sembra che non ci siano colpevoli alla ennesima stagione sofferta per i rossoblù. Possibile che non si riesce ad uscire da una condizione dilettantistica a sette anni dal fallimento D’Addario? Sarà che ce li meritiamo, i dilettanti. E lo diciamo non con spirito rassegnato, ma con la lucidità per pensare ad una reazione: pretendere serietà, da tutti. Esigere professionalità da tutti, senza sconti. Dal Presidente Giove, al quale non si può giustificare il solo fatto di metterci faccia e soldi. Ma anche a tutte le altre figure quadro del Taranto, fino ai calciatori, che fino ad oggi, a Taranto, non hanno dimostrato assolutamente niente, nonostante siano osannati come campioni. Ma campioni si diventa con le vittorie, non con i vezzeggiativi. Bisogna dimostrare di essere superiori con i più forti, non con le squadrette imbottite di giovani. E pretendiamo rispetto della maglia anche ai tifosi, paradossalmente: a coloro che più o meno consci, si sono assuefatti a trascinarsi allo stadio, a quelli che basta che il pallone rotoli.

Perché non può essere così, perché altrimenti Taranto sarà sempre pasto per squali e pescecani.
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