Ricomincio da 3
LE VOCI DI MRB.IT | Dalla rubrica 'Il colombo osservatore' di Carlo Esposito
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Carlo Esposito | 27 Novembre 2019 - 12:05
Non sarà di certo la sconfitta di domenica ad inficiare il buon lavoro di mister Panarelli svolto fino ad ora, così come non potevano essere le 4 vittorie consecutive ottenute dalla squadra prima della sfida col Gravina, ad eliminare tutti i dubbi sui rossoblu. Incappare in una giornata storta ci sta, ma per diverse, forse troppe similitudini, il match di domenica ha ricordato quell’infame sconfitta della scorsa stagione inflittaci dall’Andria in casa per 3 a 1.

Sarebbe troppo semplice parlare del miracolo sulla punizione nei primi 15 minuti con la quale il Taranto avrebbe potuto sbloccare il risultato, o del rigore sbagliato da Genchi sullo 0-1, che avrebbe incanalato il match in un’altra direzione. Inutile, stupido farlo, perché nei 90 minuti abbiamo visto una squadra subire fin troppo il campo pesante, così come fin troppe sono state le manovre più da squadra tecnica, leziosa a volte, che operaia calata appieno nel contesto di questa “maledetta” serie D.

Ma il Taranto è questo, e ad oggi cercare di poter giocare con un atteggiamento diverso da quello consono (fraseggio, manovra e scambio breve) è cosa su cui dobbiamo lavorare. Bisogna volerlo, necessariamente, perché non sarà difficile trovarsi ancora ad affrontare gare in un terreno infame come quelle delle ultime 2 partite, al cospetto anche di squadre (vedi il Gravina) che con ordine, diligenza e sacrificio riescono ad incanalare la partita sui binari a loro più graditi, grazie anche ad un centrattacco – Santoro, nel caso specifico - che ha fatto vedere i sorci verdi ad una difesa, soprattutto nel secondo tempo, in ritardo sulle ripartenze del cecchino, che ha sfiorato la possibilità di strappare il pallone che Genchi aveva portato a casa sette giorni prima firmando una tripletta.
  
Intanto restiamo in attesa di assistere ai 35 minuti di recupero della gara tra il Bitonto e il Grumentum, per poter dare una visione definitiva della 13° giornata di campionato che (si faccia avanti chi ci credeva…) vede il Foggia (costruito in poche settimane) solitario in vetta e anch'esso con le orecchie tese alle 14.30, sperando in un passo falso dei bitontini.
Mister Panarelli, predica – e chi può dargli torto – lavoro, marcia e concentrazione su noi stessi, senza guardare la classifica, ma questo non ci esonererà dall’accendere le radioline per sintonizzarci, speriamo, su un colpo gobbo della squadra lucana, che potrebbe permetterci di recuperare “un punto sulla capolista”… e ricominciare da 3, anzi – 3.

Nessuno, onestamente, si aspettava una debacle così profonda, anzi avevamo preventivato di giungere alla gara col Fasano con quasi 2 piedi in vetta e così sarebbe stato se domenica il Taranto avesse fatto bottino “pieno” e il “vuoto” dietro sé.

E’ un campionato più che regolare, la cui unica nota stonata, e che non riusciamo a correggere, è proprio l’andamento in casa; 3 gare perse tra le mura amiche lasciano più di qualche dubbio sulla effettiva forza di questa squadra che se in vantaggio, diventa straripante ma che fatica proprio nei momenti decisivi.

Nulla è compromesso perché, anche se ci ritroviamo comunque a rincorrere, restiamo sempre agganciati al primo vagone. Domenica a Fasano il Taranto ha un solo obiettivo, la vittoria. Lasciare ancora punti, nella domenica che vede le prime 2 in graduatoria affrontarsi, vorrebbe dire complicare ancor di più una rincorsa che di per sé risulta impegnativa. Dopo averla subita – in campo e sulla terra ferma - bisogna dunque dare una “scossa”, come quella subita dal popolo albanese colpito dal tremendo terremoto si ieri mattina.

Siamo sicuri che il Taranto riuscirà a far “tremare” la voce dei suoi tifosi sempre presenti anche con le avverse condizioni metereologiche della scorsa domenica; pubblico che ha incitato fino alla fine ma che pretende ( e come dare torto anche a loro ) quel “quid” in più, caratteristica non di una buona squadra ma di una “grande” squadra.

Attendiamo fiduciosi il passare di questa settimana, in cui gli appuntamenti sono diversi: se oggi si recupera la gara a Bitonto, proprio in queste ore si inaugura (lavorativamente parlando) il campo B ormai ultimato con piena soddisfazione di tutti, mentre venerdi la città, la popolazione tutta è chiamata ad una giornata di mobilitazione generale con un corteo popolare che partirà dall’Arsenale militare di via Di Palma alle 9.30.

Dovrebbe essere inutile ricordare quanto questa manifestazione possa essere importante in virtù dell’ennesima crisi siderurgica italiana, che a Taranto manifesta le sue più grandi criticità. Partecipare al corteo significa dare l’ennesimo segnale forte di una popolazione ormai stanca di subire gli stupri di una industria dedita al solo ed esclusivo profitto, negando il diritto al lavoro e soprattutto alla salute. Se l’atteggiamento dello Stato è quello di mal celare le problematiche ambientali spostando l’attenzione esclusivamente sulla crisi dell’acciaio e occupazionale, la città deve assolutamente stringersi attorno a 3 punti cardine: la salute, i bambini e il suo futuro.
  
Ricominciare da 3 è questo l’obiettivo che ci dobbiamo porre tutti quanti:

vincere tutti insieme stringendoci in un unico abbraccio venerdi 29 durante la manifestazione contro chi ci inquina e tutti uniti domenica a Fasano per ricominciare la rincorsa alla testa della classifica.

Ah, dimenticavo: domenica c’è Bitonto – Foggia... quale occasione migliore...
Buon Taranto, avanti Taranto
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