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LE VOCI DI MRB.IT | L'analisi tecnica di Taranto-Agropoli
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La formazione scesa in campo allo Iacovone - Foto MRB.it
Luigi Boccadamo | 11 Novembre 2019 - 13:30
Possiamo dire troppo Taranto per un Agropoli apparso poca cosa. Quando la differenza vista in campo è così netta viene subito da pensare "Va beh, l’altra squadra era poca cosa", ma spesso questo è un errore perché non è facile definire quali possano essere i meriti della squadra vincente rispetto agli eventuali demeriti della perdente. Vedendo l’11 iniziale noto con piacere che Favetta è al centro dell’attacco e Genchi sull’esterno, la cosa crea fin da subito quella profondità che ci si auspicava.

Pronti via, a tanta qualità potenziale del Taranto, si aggiunge un grandissimo gol di D’Agostino, che sposta in maniera determinante l’inerzia della gara. Come tante volte avevamo detto, se il Taranto la sblocca subito, diventa un rullo percussore. Infatti così è stato e abbiamo assistito di fatto a un susseguirsi di occasioni create con delle belle trame di gioco, spaziando su tutto il fronte d’attacco quasi sempre con la palla a terra e con pochi tocchi individuali.

In questa coralità di gioco trovano esaltazione i vari elementi della rosa del Taranto che sono dotati di ottime qualità tecniche. Un altro concetto che più volte ho riportato consiste nel fatto che, quando una squadra gioca bene e si diverte, le forze si raddoppiano, si abbatte la soglia della fatica e non si vorrebbe finire mai la partita. Prova ne sono gli ultimi minuti del primo tempo in cui il Taranto, interpretando la partita con l’atteggiamento migliore, è riuscito a realizzare due goal chiudendo definitivamente la disputa.

Il secondo tempo è stato meno foriero di reti, ma altrettanto interessante: si è continuato a vedere un Taranto voglioso di giocare e costruire trame di gioco di fronte ad una compagine impaurita, ma capace tuttavia di crearsi qualche sporadica occasione talvolta per errori individuali o per cali di attenzione della retroguardia tarantina.
Probabilmente tra le cose da rivedere per il mister Panarelli ci sono quelle occasioni concesse all’Agropoli nonostante una prestazione così positiva. Sembra sicuramente un altro Taranto e, come più volte ho detto, al di là del modulo adottato e degli 11 scelti, la differenza sta sul come si interpreta un incontro di calcio. Sicuramente quando si gioca bene alla lunga è più facile vincerle che perderle le partite.
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