Montella: 'Dall'arrivo di Panarelli i giocatori hanno ritrovato la tranquillità'
TARANTO FC | L'intervista al dg del Taranto sul Corriere dello Sport
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Gino Montella - foto Luca Barone
Redazione MRB.it | 8 Novembre 2019 - 12:20
Riportiamo l'intervista integrale ad direttore generale del Taranto, Gino Montella apparsa sul Corriere dello Sport a cura di Vito Di Noi.

Le tempistiche non consentono ancora di parlare di crisi risolta, ma il Taranto sembra aver cambiato marcia: l'equilibrio del raggruppamento H ha fornito un aiuto concreto ai rossoblù, fermo restando che i quattro punti di distanza dalla vetta rappresentano un gap da colmare quanto prima. Il dg ionico, Gino Montella, si dice fiducioso in vista dei prossimi impegni.

Direttore Montella, il ritorno di Panarelli ha coinciso con due successi di fila. Ora, però, serve continuità, componente mancante in questa prima parte della stagione.
"E' un Taranto diverso: vedo la squadra maggiormente tranquilla e rilassata. Parte di essa, inoltre, conosce già i metodi di mister Panarelli e questo è un aspetto vantaggioso. Mi auguro che si possa continuare così".

L'esonero di Ragno ha messo in risalto il malfunzionamento di alcuni meccanismi: cosa, nel dettaglio, non è andato nel verso giusto?
"Cimentarsi in una piazza come Taranto non è semplice: mister Ragno, probabilmente, non ha retto le pressioni che, inconsciamente, si sono trasformate in un limite, piuttosto che in uno stimolo. I calciatori non sono riusciti ad assimilare il suo credo, lo stesso che nel corso degli anni gli ha permesso di vincere altrove. Noi, come società, non potevamo stravolgere la rosa a metà ottobre: abbiamo così preferito dare una scossa, affidandoci nuovamente a Panarelli, già conoscitore della piazza, Con il senno di poi è facile avventare giudizi, ma con lui al timone sin dal ritiro pre-campionato, forse, ad oggi parleremmo di altro: l'importante, tuttavia, è saper riconoscere i propri errori".
La decisione di esonerare Ragno è stata condivisa da tutti i componenti della società, oppure tra di voi c'è stato qualche "attrito" in merito?
<"A livello personale e da direttore generale del Taranto ho quasi rallentato tale scelta: sollevare dall'incarico uno staff importante e, successivamente, sostituirlo con un altro altrettanto di livello, comporta costi rilevanti. Dopo Bitonto, però, ho avuto la percezione che la squadra non riuscisse più a reagire: cambiare, perciò, è diventato un obbligo. Posso immaginare, tuttavia, che altre figure in società, per ragioni che in ogni caso comprendo, abbiano deciso di astenersi in merito".
Focus sul mercato: in vista di dicembre, cosa serva al Taranto per compiere il definitivo salto di qualità?
"Innanzitutto dobbiamo smaltire la rosa, riducendola dagli attuali 27 a 24 elementi. Abbiamo già individuato, inoltre, un paio di tasselli utili per puntellate un collettivo che, comunque, riteniamo già forte e che al mister piace. L'auspicio, prima della riapertura del mercato, è di recuperare punti in classifica, nel mentre abbiamo il tempo di pianificare il tutto con calma".
Il cammino del Taranto, fin qui, non ha soddisfatto la tifoseria: la società, inoltre, è stata anche oggetto di contestazione. In che modo si risana il rapporto?
"Il rapporto si risana soltanto attraverso i risultati: noi siamo consapevoli di aver agito sempre in buona fede, costruendo una squadra avente tutti i mezzi per riportare la città di Taranto tra i professionisti. Sono convinto che quello striscione in cui si parla, tra l'altro, di società incompetente, verrà rimosso nel breve: la tifoseria rossoblù, com'è giusto che sia, mal diferisce la Serie D, ma con l'unità di intenti e con il supporto dei nostri sostenitori, presenti in maniera esemplare in ogni stadio, il tutto potrà essere ricomposto, anche se per noi lo è già. La squadra è in crescita: siamo sicuri che il nostro futuro sarà ricco di soddisfazioni".
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