Di Bari: 'Mi piacerebbe tornare a Taranto, anche in un altro ruolo'
TARANTO FC | Intervista all'ex difensore rossoblù
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Vito Di Bari - foto Luca Barone
Angelica Grippa | 7 Novembre 2019 - 08:00
Oggi ospitiamo ai microfoni di Mondorossoblù.it, l’ex difensore Vito Di Bari che si confessa tra passato e presente.

Signor Di Bari cosa fa attualmente, gioca ancora a calcio?
Si gioco ancora, in Eccellenza con il Corato.

L’anno scorso  ha giocato nel Taranto, e alcuni tifosi rossoblù la vorrebbero ancora come difensore centrale della squadra jonica. Cosa ne pensa?
Sono lusingato, mi fa piacere che i tifosi parlano ancora di me in modo positivo. Questo vuol dire che quando ho indossato quella maglia ho fatto bene e ho lasciato un bel ricordo, anche loro hanno sempre dato tantissimo a me. Come ho sempre detto nelle intervista, ha dato più Taranto a me che io a Taranto.

Quindi vede lontano il ritiro, ha ancora voglia di giocare?
Beh, ho quasi 37 anni. Ho sposato questo progetto a Corato e ho voluto dargli una mano per risalire, e siamo primi in classifica. Ho fatto una scelta di vita non spostandomi più da Andria, casa mia. Perché nella mia città con mio padre, gestiamo una scuola calcio con 400 bambini.

A questo punto della sua carriera, può fare un resoconto di tutte le sue stagioni nel Taranto?
Sono arrivato in questa città giovanissimo, la mia prima esperienza è stata con il presidente Blasi, non è stata positiva. Poi tornai e il ricordo più bello lo conservo nell’epoca D’Addario anche se la società fallì, feci parte di una squadra davvero forte che solo con la penalizzazione non vinse il campionato, pur arrivando primi, e perdemmo la semifinale play-off con la Pro-Vercelli. Poi l’anno scorso con grande umiltà sono tornato a Taranto, per poco e non siamo riusciti a fare qualcosa di straordinario, tante vittorie e record ma il Picerno è stato più bravo di noi. Ricordo con piacere le partite con il Cerignola in casa, con il Savoia dove c’era tantissima gente e abbiamo ritrovato l’entusiasmo. Spero che in questa stagione la squadra rossoblù riporti i tifosi allo stadio, quest’anno può farcela.

Lei che ha vissuto più momenti a Taranto: cos’ha visto cambiare in questa piazza?
Dico sempre da buon pugliese che Taranto è una città sottovalutata, si parla quasi sempre dell’Ilva della disoccupazione e dell’inquinamento. Per me è una città bellissima, con persone molto disponibili, per non parlare del cibo del mare. L’incredibile bellezza del centro storico, ci sono stato benissimo e ci torno spesso perché ho tantissimi amici. È chiaro che la gente sia stanca di militare nei dilettanti, anche la serie C andrebbe stretta questa città. Ma non devono mollare perché ritorneranno nel calcio che conta.

Mi pare di capire che segue assiduamente il Taranto?
Si lo seguo sempre, è il primo risultato che guardo appena finisco di giocare. Adesso è tornato il mister Panarelli, non nego che ci lega una grande amicizia che va oltre il calcio. Sono contento per Gigi, penso sia la persona giusta per riportare la città dove merita.

Quindi dando uno sguardo nel girone H, i rossoblù possono ambire ancora alla vittoria del campionato?
Quest’anno il Taranto è ancora più forte, perché la società ha fatto investimenti importanti e ha riconfermato un blocco di ottimi calciatori della scorsa stagione. Non so perché con Ragno le cose non sono andate bene, ma ora ha fatto la scelta giusta con un mister che conosce benissimo la piazza. Sono convinto che fino alla fine lotterà e alla fine spero vinca.

I suoi progetti futuri?
Ora sono concentrato sulla mia attività di scuola calcio e spero con il Corato di raggiungere la promozione e arrivare in Serie D. Non so se l’anno prossimo continuerò a giocare. Ma non nego che mi piacerebbe ritornare a Taranto, anche in un altro ruolo che non sia da calciatore. Anzi io sono convinto che tornerò in un’altra veste, sarebbe bellissimo. Ho preso il patentino Uefa B quest’anno e sto studiando, il futuro parlerà.
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