Ritrovati valori forti e una logica di squadra
TARANTO FC | Il nuovo corso del Taranto commentato da Lorenzo D'Alò
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Redazione MRB.it | 5 Novembre 2019 - 13:34
C’è qualcosa di «vecchio» nel «nuovo» Taranto. Qualcosa che riporta alla scorsa stagione. Riferimenti ritrovati, idee recuperate, concetti rispolverati. Non è soltanto una questione di modulo, da cui comunque molto discende. Ma di contributi individuali, di destinazione d’uso, di resa collettiva. Panarelli sta rivoltando il Taranto come fosse un calzino maldestramente infilato dalla parte sbagliata. Il processo di restaurazione non è ancora compiuto. C’è sempre un passaggio intermedio quando si cambia guida tecnica. Ma del Taranto di Ragno, ormai, si stanno progressivamente perdendo le tracce. Come se appartenesse a un passato da liquidare senza troppi rimpianti. Si rimane in mezzo a un vuoto che occorre riempire in fretta. Panarelli lo sta facendo. Non ha perso tempo. Subito, soluzioni nette e scelte coerenti. Intendiamoci, è la stessa squadra di prima ma riproposta secondo una logica diversa. Mossa dal bisogno di non disunirsi, scossa da movimenti che guardano sempre la porta avversaria, attraversata da impulsi agonistici che moltiplicano gli sforzi.

È un Taranto che ancora non gioca meglio ma che lo fa con maggiore consapevolezza, riscoprendo valori come applicazione, insistenza, coralità. Persistono sfarinamenti difensivi e momenti in cui il gioco si riduce a frammento, perdendo unità di trama e d’intreccio. Ma è assolutamente normale. E nulla toglie al meticoloso lavoro di Panarelli, che si sta rivelando un ottimo ripiego, dopo la grande delusione-Ragno. Perché nel frattempo ha studiato, perfezionandosi. Perché ha una smisurata voglia di dimostrarsi  all’altezza di un compito che fu incautamente e bruscamente interrotto.
Fonte: Lorenzo D'Alò - La Gazzetta del Mezzogiorno
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