Inversione di tendenza, i 'meriti' di Panarelli
TARANTO FC | Il commento di Leo Spalluto sulle prime uscite del nuovo Taranto
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Festeggiamenti Taranto - Foto Luca Barone
Leo Spalluto | 4 Novembre 2019 - 17:15
L’inversione di tendenza c’è. Evidente, netta, suggerita dai numeri e confermata dai risultati. Sono bastate due settimane: questo è già il Taranto di Panarelli. Una squadra largamente imperfetta, ovviamente, che ha bisogno di lavorare e crescere per puntare alla vittoria del campionato. Ma il cambio di guida tecnica è coinciso con due successi consecutivi. Non è un caso.

Il ritorno in panchina dell’allenatore tarantino ha trasformato la gestione Ragno in un dimenticabile interregno di pochi mesi. In un batter d’occhio il Taranto ha ritrovato la propria identità dello scorso anno: mentalità vincente, sempre dedita alla costruzione del gioco e mai al contenimento, basata sul pressing e sul controllo della manovra. Come d’incanto sono rifioriti gli uomini messi al margine del precedente progetto tecnico. Uno su tutti: Stefano D’Agostino. Il "golden boy" è tornato a essere l’uomo che tramuta le azioni in oro puro: assist, genialità, rifiniture e grinta da non sottovalutare. Mister Panarelli gli ha restituito la totale libertà d’azione, la possibilità di svariare ovunque e incidere. Fuori dai troppi legacci degli schemi e dalle frequenti panchine.

E poi c’è Fabio Oggiano: prima sparito dai radar e posizionato in lista di sbarco, ora di nuovo leader sulla fascia, decisivo autore della rete della vittoria. Senza dimenticare Pelliccia: prima del cambio della guardia in panca aveva giocato solo un minuto. Ora è tornato ad essere padrone della fascia destra.
Ma Panarelli non ha ordito "vendette": ha già mostrato di voler coinvolgere l’intera rosa. Genchi, messo in naftalina contro il Gladiator, è subito tornato titolare. E anche Matute, uno degli uomini-mercato dell’estate, nonostante la panchina resta al centro del progetto. Ieri, a Vallo della Lucania, è risultato decisivo per blindare il risultato nei minuti finali. Il Taranto è ripartito: ora non resta che continuare a vincere.

Se i rossoblù hanno ripreso a correre, le avversarie non mollano, soprattutto il Bitonto capolista. Ma Dago e compagni hanno imparato la lezione: la squadra deve giocare a trazione anteriore, senza rinunciare alla propria vocazione di compagine votata all’attacco. Con tanti talenti a disposizione, non può esistere una strada diversa da percorrere. Basterà non distrarsi: l’unica ricetta per riguadagnare terreno.
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno
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