Taranto, troppe chiacchiere
LE VOCI DI MRB.IT | Non è un campionato come gli altri, serve serenità
Roberto Orlando Tutte le News
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foto Luca Barone
Roberto Orlando | 15 Ottobre 2019 - 08:00
Dato di fatto: il Taranto è a 3 punti dalla vetta, ha il miglior attacco insieme a Foggia, Fidelis e Gravina e la quarta difesa. I rossoblù hanno perso tre partite subendo solo tre tiri in porta e due di queste sconfitte sono arrivate allo scadere dei 90 minuti. Al netto di tutte le colpe, le attenuanti, i “se” e i “ma”, il Taranto è nel gruppone di testa.

Polemica numero uno: il gioco latita (naturalmente, per polemica si intende tutta quella serie di critiche che stanno attanagliando la squadra di Ragno, uscita ieri tra i fischi nonostante la vittoria). Non si è visto un bel Taranto ieri in campo. I rossoblù hanno lasciato troppo campo agli avversari, che col cambio di panchina hanno mostrato qualche sprazzo di gioco. Ragno è tornato sulle condizioni del manto erboso e su questo non ha torto, ma la squadra non sembra aver acquisito una precisa identità. Molti giocatori non hanno i 90 minuti nelle gambe (D’Agostino, Galdean) e altri stentano (Guaita) o deludono (Genchi). Ragno vive quasi da separato in casa nonostante le rassicurazioni pubbliche del presidente Giove ed egli stesso è consapevole che la sua posizione non sia delle più comode. Non un buon segnale.

Polemica numero due: Ragno via! Da più parti si sta cercando di far cadere l’allenatore molfettese, criticando sia le scelte tecniche (D’Agostino e Oggiano) che la pochezza tattica (ma per caso il Potenza di Ragno giocava calcio champagne?) ma la vera riflessione la deve fare il presidente Giove. Domenica c’era Bitetto in tribuna e non può essere casuale. Nelle settimane scorse sembra sia stato avvistato in città anche Eziolino Capuano; insomma, tutto questo movimento non fa bene a nessuno. Mandare via Ragno ha senso nella misura in cui arriva qualcuno che ti fa vincere il campionato. Ma chi lo garantisce? Inoltre, Ragno è al centro di un progetto: comprensibilissimo il malumore della società per una partenza di certo non all’altezza delle aspettative, ma davvero esonerare il tecnico sia la soluzione migliore?

Polemica numero tre: e sempre polemiche! Uscire tra i fischi non piace a nessuno, soprattutto dopo una partita dove l’unica cosa che contava era vincere. Non mi sembra che nelle altre piazze ci sia tutta questa insofferenza: il Cerignola, che sembrava dovesse spaccare tutto, non vince da 5 turni, a Casarano, dove la proprietà ha speso davvero tanto, ha perso tre delle prime quattro e rincorre. Il Bitonto, altra società che ha speso tanto in campagna acquisti, ha un solo punto più del Taranto, mentre il Foggia agguanta vittorie e pareggi con un tiro in porta a partita. Nessuno squadrone, nessuna corazzata, tanti errori da parte di tutti... eppure solo a Taranto fischi e messe in discussione. Perché? C'è qualche volontà di non far funzionare le cose?

I guai della pignata li conosce il mestolo”, si dice a Taranto (ma non solo): la società saprà benissimo se confermare o meno le proprie scelte estive, dall’allenatore ai giocatori. A noi spetta raccontare i fatti: saremo pompieri, in un momento in cui sarebbe molto facile buttare benzina sul fuoco.
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