Beffa finale
LE VOCI DI MRB.IT | L'analisi tecnica della gara Foggia-Taranto
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Foto da diretta tv Studio 100
Luigi Boccadamo | 7 Ottobre 2019 - 16:00
Durante la settimana che ha preceduto questo derby con il Foggia spesso si è parlato delle insidie dovute alla pressione del pubblico, non solo fuori e dentro lo stadio, che avrebbero condizionato probabilmente la stessa gara.
Come prevedibile ed anche preannunciato, il fattore “agonistico”, se così lo si vuole definire, ha finito con indurre l’arbitro ad espellere un giocatore del Taranto e l’allenatore del Foggia. La differenza secondo me sostanziale è che il Foggia è rientrato in campo per il secondo tempo in 11 ed il Taranto in 10 e questo a mio modesto parere ha condizionato notevolmente il finale di gara.

Nel primo tempo (unico che merita un analisi tecnica perché in parità di forze in campo) ha visto una gara maschia giocata a buona intensità con tanti scontri fisici ed un predominio in termini di occasioni costruite a favore del Taranto. Il Foggia si è reso pericoloso solo su qualche azione di ripartenza o su calci piazzati, senza mai tuttavia arrivare in maniera pulita ad essere realmente pericoloso. Il Taranto invece ha provato soprattutto sfruttando la fascia sinistra a rendersi pericoloso, arrivando in almeno tre situazioni a calciare in porta con Genchi. L’occasione più pericolosa di tutto il primo tempo nasce da una splendida giocata di Matute, che poi però vanificava tutto andando a calciare debolmente piuttosto che servire Genchi solo in area.

Per quanto visto nel primo tempo, penso che in parità numerica il Taranto avrebbe giocato anche nella ripresa una buona gara al di là di quello che poi sarebbe potuto essere il risultato finale, ma forse per ingenuità del difensore tarantino o per strategia dell’allenatore foggiano la partita per il Taranto finisce al 45’.
Nel secondo tempo non ricordo grande supremazia da parte del Foggia né tanto meno facili occasioni da goal, certo quando si rincorre per tanto tempo alla lunga può capitare un errore di valutazione come quello che è successo a Matute.

Sicuramente si è visto un Taranto migliore rispetto a quello visto contro il Sorrento, perché, come più volte ho detto in passato, la nostra è una squadra che al momento fatica ad alzare i ritmi al cospetto di compagini che si arroccano nella fase difensiva.
Concludo ribadendo che nei momenti difficili della stagione come questo, bisogna lasciare il tempo che il gruppo si compatti e coalizzi contro tutto e tutti e solo allora facendo leva sulla voglia di rivalsa si possa risollevare e riprendere il posto che sicuramente questo organico deve occupare.
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