Duro colpo alla pirateria tv, oscurato sito da oltre 5 milioni di clienti
CALCIO | Tutti coloro che si sono abbonati illegalmente rischiano il carcere
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Foto presa da quicosenza.it
Redazione MRB.it | 18 Settembre 2019 - 14:00
La Guardia di Finanza va all'offensiva contro i pirati del calcio, dei film, delle fiction. Oltre 100 militari del Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche stanno provando a smantellare un'organizzazione clandestina tra le più importanti al mondo. L'organizzazione permetteva a circa 5 milioni di italiani di visionare tutti i canali di Sky, di Mediaset Premium (finché è stata attiva), di Dazn, di Netflix, di Infinity (gruppo Mediaset) in cambio di un abbonamento low cost. Solo 15 euro al mese.

I militari si muovono sotto la regìa dei magistrati Giovanni Melillo, Vincenzo Piscitelli e Valeria Sico della Procura di Napoli. L'organizzazione illegale aveva messo in piedi una vera e propria rete commerciale. I pirati trasformavano il segnale televisivo - comprato in modo lecito - in un flusso di dati digitali in grado di viaggiare via computer. Quindi inviavano questo flusso a delle rivendite che erano particolarmente radicate in Lombardia, Veneto, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Queste rivendite proponevano poi il pacchetto in vendita all'utente finale.

I clienti erano divisi in tre categorie: famiglie, imprese e perfino hotel. L'utente finale doveva dotarsi di un programma che poteva scaricare da uno specifico sito (che ora sarebbe stato oscurato). Quindi immetteva le sue credenziali per vedere partite, film, fiction. Lo stesso sito permetteva di comprare uno speciale abbonamento a 59 euro al mese. Questo abbonamento più caro consentiva di vedere i contenuti tv piratati; ma anche di rivendere il servizio ad altre persone, che dunque entravano nel business come commercianti e distributori dei canali televisivi (trattenendo per sé una percentuale dei ricavi).

In alcuni casi, i clienti dovevano dotarsi di un decoder illegale (o "pezzotto"). Quando è scattato l'oscuramento del sito, oltre 700 mila utenti erano online. Tutti i clienti - dice in conferenza stampa il colonnello Giovanni Reccia - rischiano ora il carcere da 6 mesi a tre anni e una multa fino a 28 mila 822 euro. Gli investigatori proveranno a rintracciarli attraverso le carte di pagamento con cui hanno acquistato gli abbonamenti.
Fonte: La Repubblica
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