Un campionato da favola, ce lo racconta Gianpaolo Spagnulo
TARANTO FC | Iniziava oggi il campionato 89/90, quello della promozione in B
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Taranto 1989-90
Angelica Grippa | 17 Settembre 2019 - 15:18
17 settembre 1989, nella prima di campionato allo Iacovone il Taranto batte per 2 a 0 il Catania, si apre così una stagione vicente, quella dell'ultima promozione in Serie B. Noi di MondoRossoBlù ci facciamo raccontare quella partita e quella stagione da un grande ex, il portiere Gianpaolo Spagnulo.

Oggi 17 settembre 2019 ricorre il 30esimo anniversario di Taranto-Catania, partita d’esordio della stagione ’89/90. I padroni di casa si imposero per 2 a 0, grazie alle reti di Raggi e Coppola. Cosa ricorda di quel match…

Affrontavamo una fra le candidate alla vittoria del campionato, e in quella partita nacque in noi la consapevolezza di essere una squadra forte. Lasciammo pochissimo spazio agli avversari, meritammo la vittoria, anzi potevamo vincere con un risultato ancora più tondo per le tante occasioni da gol. Lo stadio era pieno, cominciammo a pensare di poter centrare l’obiettivo di vincere il campionato.

In quella stagione il Taranto vinse 17 partite, ne pareggiò 14 e ne perse soltanto 3. Che stagione fu…
I numeri parlano di soli, commentare un campionato di questa portata è superbo. Quell’anno avemmo anche il record d’imbattibilità, i numeri raccontavano che dovevamo vincerlo quel campionato. Che grande squadrone, e dovunque andavamo eravamo temuti. Non si possono vincere tutte le partite, e le sconfitte di quell’anno le incassammo da squadre di medio- bassa classifica. Ci furono degli incidenti di percorso, ma i campionati si vincono per la costanza, e noi vincevamo in casa e in trasferta, e alla fine abbiamo avuto ciò che meritavamo.

Al girone di ritorno il rossoblù persero solo in trasferta con la Casertana e fecero tre pareggi di seguito a reti bianche: con l’Andria, con il Palermo e con la Torres. Ma quel era il segreto di quella squadra? Offriva spettacolo in campo, oppure la possiamo definire una squadra cinica?
No, non eravamo una squadra cinica, creavamo tante occasioni da gol, giocavamo bene, avevamo una rosa completa in tutti i settori. Dal portiere, alla difesa sino al centrocampo e all’attacco. Completi tutti in reparti, e non solo in campo, avevamo anche una valida panchina. Ovunque andavamo c’era il Taranto che giocava e offriva spettacolo.

Dopo la sconfitta con la Casertana, il Taranto si rialza immediatamente e vince per 2 a 1 contro la Ternana la penultima di campionato. Un squadra inarrestabile…
Mancavano solo due partite e bisognava assolutamente rialzarsi dopo l’arresto. Le squadre, come le persone, sono forti quando hanno la forza di rialzarsi dopo una brutta caduta, se non si cade mai non si può essere forti. Questo vuol dire avere carattere, carisma e determinazione. Capita a tutte le grandi squadre di avere una battuta d’arresto, difficilmente una squadra vince il campionato imbattuta. Le grandi squadre sono quelle che affrontano le gare per vincerle a viso aperte, e quando giochi così puoi anche perdere. Poi per le avversarie sei la squadra da battere, quindi ci mettono tutto l’impegno in campo. La sconfitta a Caserta fu un calo fisiologico, tiravamo in vetta da tanto tempo e perdemmo con un ottima squadra. Noi sapevamo che dovevamo vincere almeno una partita fra le due rimaste e ci togliemmo subito il pensiero. Oltretutto l’ultima era a Salerno contro la squadra che salì con noi, se non avessimo vinto la partita precedente, quell’ultima di campionato sarebbe stata veramente una guerra. Invece per noi fu un match semplice, loro avevamo bisogno di fare punti, noi avevamo già vinto il campionato e fummo bravi a gestire il match.

La festa della vittoria del campionato in casa e poi l’ultima di campionato contro la Salernitana…
Festeggiamo in casa contro la Ternana, eravamo in Serie B! . Nell’ultima giornata festeggiamo ancora insieme alla Salernitana in uno stadio gremito di gente. No fu una partita accanita ma gestita da ambo le parti.

17 settembre 1989, nella prima giornata di campionato allo stadio iacovone il Taranto batte per 2 a 0 il Catania. Da qui partirà una stagione vincente quella del '89-90 e dell'ultima promozione in Serie B. Noi di Mondo Rossblù quella partita e quella stagione ce la facciamo raccontare da un grand ex talento rossoblù, Giampaolo Spagnulo.

Quell’anno nello stesso girone del Taranto vi militavano anche Brindisi e Casarano, proprio come quest’anno. Ma adesso sono neo promosse dall’Eccellenza e il Taranto gioca in Serie D. quanto sono cambiate quelle realtà?

E’ cambiato tutto ed è cambiato il calco stesso. Oggi si vive un calcio quasi marginale, sono cambiati gli uomini ed è cambiato la cultura stessa di questo sport. Sarà difficile tornate a quel calcio. Viviamo in un quadro sociale ed economico difficile e questa ha toccato anche il calcio, uno sport così popolare rispecchia il contesto sociale. Non è più quel movimento pulito, prima andare a vedere una partita era davvero un fenomeno sociale. Basta guardare ciò che è successo agli ultrà della Juventus, oggi è tutto business.

In quella stagione il Taranto affrontò l’Udinese in Coppa Italia battendolo ai rigori e poi venne sconfitta dalla Juventus per 2 a 1. L’atmosfera di quei match…
Si respirava l’aria della Serie A, partivi dal riscaldamento a vedere lo stadio stracolmo. Poi non avevamo nulla da perdere co le prime della classe, quindi giocavamo co una tale spensieratezza, supportati dal calore dei nostri tifosi. Riuscimmo a battere l’Udinese e con la Juve mancò poco per fare l’impresa. Eravamo nel calcio che conta.
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