I più importanti inni della storia del Taranto
AMARCORD | Quello nuovo firmato Loconsole debutta contro il Brindisi, arriverà al livello di quelli vecchi?
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Armando Torro | 31 Agosto 2019 - 20:30
"Sento che nel mio stomaco un brivido c'è, questa maglia è di più, la pelle che tu non toglierai mai". La Curva Nord e in generale tutti i tifosi del Taranto inizieranno dalla sfida contro il Brindisi ad abituarsi alle parole scritte e musicate da Fabrizio Loconsole per il nuovo inno che accompagnerà in campo i giocatori rossoblù allo Iacovone. Piacerà? Non piacerà? Ci vorranno almeno 17 partite casalinghe di questo campionato per avere il giudizio finale.

Quel che è certo è che il tifoso tarantino è un po' nostalgico, ricorda i bei tempi della Serie B e quelli turbolenti tra C1 e C2 legandolo ai calciatori, alle dirigenze, ma anche ovviamente agli inni, dagli anni '80 ai primi del 2000.
Allora cominciamo da quello che evoca l'ultima promozione in B, cioè "Taranto sei grande" di Franco Guitto, dal ritornello molto ritmato e dettato dalla consapevolezza di vivere un momento esaltante in campo, almeno fino al fallimento del 1993. Prima era stato Sauro accompagnato dall'orchestra di Nando Francia a dominare la scena dagli anni '70, quelli in cui il campionato cadetto era praticamente la normalità e si poteva sognare la A con i gol di Iacovone, prima della sua tragica scomparsa. "Forza Taranto" sembra un liscio da balera e il testo contiene parole che oggi non si utilizzerebbero, ma conserva ancora calore per i colori.

Facciamo un salto di 30 anni e arriviamo a Enzo Latanza e Franco Cosa, al Taranto Calcio srl e al Taranto Sport srl: insomma, promozioni e retrocessioni tra C1 e C2, col sogno della B che sfugge spesso ai playoff. Nel 2003 Latanza si avvale della collaborazione di Piero Esposito per cantare una canzone d'amore alla squadra ma anche alla città: la chiama semplicemente "Taranto è" ed è tanto apprezzata da essere utilizzata anche all'inizio degli anni '10. Nel 2007 si inserisce Cosa che lancia con un video autoprodotto la sua proposta: si chiama "Cuore rossoblù" e racconta l'amore dei tifosi che vanno allo stadio, pronti a sostenere i due colori, al di là della categoria.

Erano gli anni delle rifondazioni, ma quale inno è stato il simbolo dalle prime partite della storia del Taranto fino al dopoguerra? Il più vecchio è quello del compositore Mario Rossi, chiamato "Taranto rossoblù", anch'esso accompagnato da un'orchestra e segnato dalle rime baciate.
Ultima tra le canzoni di artisti ionici è "Oh oh oh Taranto" di Tiziano Pacciana, che richiama più volte la figura di Iacovone a 30 anni dalla sua morte, sempre con la speranza di ritornare in Serie B e la storia della città.

Manca qualcosa, no? Manca solo quello che è tutt'ora l'inno occulto, perché nasce con la Curva Nord ed è probabilmente il coro più famoso in assoluto. Ovviamente parliamo di "Assim pacc", ripreso nel 2001 dai Pacefatta che ne hanno dato un tocco hip hop-raggae accompagnando la squadra di Simonelli fino alla finale playoff: la canzone oggi non viene riprodotta spesso, al contrario del coro.
Quello che ci chiediamo ora è se quello di Loconsole potrà entrare nel cuore dei tifosi almeno quanto i 7 citati in questo articolo e in quale posizione si collocherebbe in una eventuale classifica.
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