Il Comune chiude il Liguori, Turris minaccia rinuncia alla D
SERIE D | Negati gli allenamenti allo stadio, anche i vigili a monitorare la situazione
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Redazione MRB.it | 8 Agosto 2019 - 10:41
Piuttosto turbolenta la ripresa degli allenamenti della Turris all’Amerigo Liguori, dopo l’installazione del nuovo manto erboso artificiale. Il motivo della discordia è ancora una volta la fruizione dell’impianto di Viale Ungheria dato che in mattinata, attraverso nota comunale, alla società corallina veniva negata la richiesta di utilizzo dell’impianto dal 7 agosto al 30 settembre per le sedute di allenamento. Contraddizioni su contraddizioni, dato che invece fino a poche ore prima il club corallino aveva ricevuto ampie rassicurazioni da Palazzo Baronale sulla disponibilità dello stadio per allenarsi.

La situazione ha avuto ulteriori sviluppi nel primo pomeriggio, quando un tecnico comunale si è presentato allo stadio ribadendo l’impossibilità di sostenere la seduta di allenamento, in quanto considerata ancora un’area cantieristica per le opere di riqualificazione e sotto responsabilità del Comune, nonostante la stessa Amministrazione qualche giorno fa avesse diramato un comunicato nel quale si annunciava l’avvenuta consegna dei lavori per il sintetico e l’avvenuto collaudo dei lavori di miglioramento funzionale alla palazzina degli spogliatoi.

Lo stesso tecnico, che in un primo momento aveva lasciato il Liguori poiché privo di un’ordinanza scritta richiesta dalla Turris, tale da legittimare il suo intervento e l'apposizione dei sigilli all'ingresso, si è ripresentato al Liguori ad allenamento ultimato, questa volta accompagnato anche dai vigili urbani, giustificando la loro presenza con la necessità di inibire alcune aree dell’impianto in esecuzione di una pec proveniente dal Comune.

Il paradosso però si è materializzato qualche minuto più tardi, quando gli stessi vigili, non sapendo con precisione quali fossero le aree da inibire, sprovvisti anche in questo caso di un mandato scritto, hanno rimandato il proprio intervento, vista la necessità di chiedere all’ente comunale preposto di identificare concretamente quali fossero le zone dello stadio non utilizzabili, in quanto presumibilmente ancora soggette a cantiere.

Nel frattempo il presidente Colantonio ha chiesto di essere convocato dal Comune dato che, tra l’altro, la Turris ancora non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale di cessazione della concessione dell’impianto con conseguente consegna dello stesso, continuando a sobbarcarsi nel frattempo le spese per le varie utenze.

Animi comunque concitati nella società biancorossa per questi ostacoli continui, tanto che la Turris ha minacciato provvedimenti clamorosi attraverso il dg Rosario Primicile: “Se questo ostruzionismo dovesse perdurare anche nelle prossime ore, se già domani non ci verrà permesso di allenarci, presenteremo le dimissioni in blocco, svincoleremo tutti i giocatori in modo da dare loro la possibilità di trovare un’altra sistemazione, infine inoltreremo alla LND formale rinuncia al prossimo campionato”. Un'azione che di fatto determinerebbe la morte del titolo della Turris Calcio Asd, ma che testimonia il punto di esasperazione al quale è arrivata la gestione Colantonio.
Fonte: TuttoTurris.com
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