Fondazione Taras, Guarini: 'Più inclusivi, più aperti alle novità'
TARANTO FC | Intervista al neo presidente, confermata la volontà di non rientrare nel CdA
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Fabio Guarini
Roberto Orlando | 10 Giugno 2019 - 19:17
Abbiamo intervistato il neo presidente della APS Fondazione Taras, Fabio Guarini, a pochi giorni dall’insediamento del nuovo direttivo che lo ha eletto Presidente. Abbiamo trovato una persona determinata e decisa, propensa al dialogo, che crede che il nuovo corso darà una svolta all’attività associativa.

Presidente, il fatto che non ci siano state vere e proprie votazioni sminuisce il valore delle nuove nomine?
Direi di no, perché comunque è gente che ha deciso di prendersi delle responsabilità. Purtroppo, in generale ma anche all’interno della Fondazione, c’è poca gente disposta ad assumersi delle responsabilità; essendo fuori Taranto (Guarini vive e studia a Pisa, ndr) devo fidarmi di chi è in città e vive la quotidianità. Abbiamo la necessità di mostrarci aperti alla pluralità delle voci e delle idee che possono provenire dalla base, evitando anche gli errori del passato. Naturalmente io non sono esente, avendo fatto parte del direttivo negli ultimi tre anni.

In un discorso più generale, l’azione della Fondazione Taras è meno forte e incisiva rispetto al passato? Ci sono state delle riflessioni sull’operato del passato?
È sempre una questione di responsabilità. Le idee ci sono, la base è attiva, anche più di qualche anno fa, con il nuovo Direttivo ci sono più sponde per confrontarsi e portare avanti pluralità di idee. La personale attività con Supporters in campo mi ha dato la possibilità di osservare e capire alcune dinamiche che servono a tutti i Supporter’s trust. Riconosciamo di aver fatto degli errorie le riflessioni all’interno del Trust ci sono state. Dobbiamo sicuramente essere più inclusivi, cosa che è mancata.

Rientrerete nel CdA? Come ci si approccerà nei confronti del presidente Giove e degli altri membri del Consiglio? L’ultima azione forte ha riguardato la battaglia sullo stemma… A proposito, con il presidente Giove vi siete sentiti?
No, ancora non ho parlato direttamente con il Presidente. Di sicuro i nostri consiglieri sul territorio sono in costante e frequente contatto con la dirigenza ma approfitterò di una mia prossima presenza a Taranto per poter incontrare, insieme agli altri membri del direttivo, la dirigenza rossoblù. Continueremo ad avere un rapporto franco con il presidente Giove, ma confermo che non rientreremo nel CdA; ciò non significa che il nuovo direttivo non collaborerà con la società. Nessuno del Trust vuole fare l’amministratore del Taranto, anche perché il presidente ha i numeri per prendere decisioni e assumersi le proprie responsabilità.

Avete già chiesto pubblicamente a Giove di approvare il bilancio e qualcuno dice che se non ci fosse stata la Fondazione Taras il Taranto sarebbe fallito altre 3 volte. Possiamo dire che la APS è più presente e attenta di quello che si vede dall’esterno?
Assolutamente si, la Fondazione è sempre attenta alla vita della società, anche quella economica. Il problema è che la gente su determinate battaglie si disinteressa e molto spesso alcune dichiarazioni della Fondazione sono state viste fuori luogo, soprattutto quando la squadra ha ottenuto risultati. Purtroppo l’esperienza di D’Addario non ci ha insegnato niente, ma che occorre avere una base solida, essere attenti a tutti gli aspetti e non solo quelli sportivi. Quando ci sono delicate situazioni economiche e finanziare occorre stare sempre con le orecchie sempre tese e vigilare. Su questo garantiremo sempre massima attenzione.
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