Il fantasma di Gigi Blasi
INTERNET E DINTORNI | Sul web tifosi scatenati inseguono l’ex numero uno rossoblù
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Foto Luca Barone
Redazione MRB.it | 7 Giugno 2019 - 12:59
Un fantasma si aggira per il web, ed è quello di Luigi Blasi, ex presidente del Taranto, cacciato in malo modo nel 2009 a favore di Enzo D’Addario; l’imprenditore manduriano, nei suoi 5 anni di presidenza, aveva ottenuto una salvezza ai playout (2005), una promozione ai playoff (2006), una semifinale (2007) e una finale playoff (2008) prima di essere bandito dallo Iacovone al grido di “vattene e io mi abbono”.

Il tifoso tarantino, che all’epoca contestava una proprietà che aveva portato in rossoblù giocatori come Deflorio, Mancini, Toledo, De Liguori, Dionigi, Plasmati e Sciaudone, chissà quale revisione storica abbia avuto nella propria testa per andare ora alla ricerca di Blasi quasi come il salvatore della Patria. Forse troppi anni di serie D hanno fatto capire che i realtà all’epoca non abbiamo saputo apprezzare ciò che avevamo o che la pochezza delle proprietà succedutesi dal 2012 ad oggi hanno esaltato le potenzialità economiche e manageriali del “trattorista” (come veniva appellato in modo dispregiativo Blasi)?

Fatto sta che quel movimento social creatosi e riaccesosi ogni volta che in riva allo Jonio si prospettava un cambio di proprietà ha tirato la giacchetta a Blasi quasi ciclicamente: Zelatore lascia? Blasi comprati il Taranto. Campitiello vende? Blasi, torna. Nardoni vai via, lascia a Blasi! Il Bari fallisce? Blasi lascia stare, vieni a Taranto. Insomma, Luigi Blasi from Manduria, imprenditore del ramo del settore agricolo (attrezzatture per l’agricoltura e produzione vinicola) è l’uomo per tutte le stagioni e tutte le crisi del Taranto.

L’era Blasi però non è stata delle più tranquille: continui rapporti agitati con i tifosi (diversi i faccia a faccia e tanti striscioni di contestazione a Blasi, Galigani ed Evangelisti), rapporti tesissimi con i media (negli annali l’aggressione al giornalista Fulvio Paglialunga), legami convulsi con i giocatori (leggenda metropolitana vuole che Blasi non pagasse i giocatori che si infortunavano: “tu non giochi? E io non ti pago?”). Uomo criticato anche per le sue sgargianti giacche, presidente disapprovato per i suoi modi rudi e spicci, con il fiuto degli affari e la fama di essere taccagno, aveva un progetto: stadio in gestione per 99 anni per farci una cittadella dello sport (si è vero, l’hanno promesso tutti, da Pieroni a Giove). Sicuramente Blasi non voleva mai andarci a perdere e in ogni rapporto economico cercava l’affare (come nei famosi tira e molla per le convenzioni dello Iacovone con il Comune). Il Presidente che adesso in molti sognano, nel 2009 si è lasciato alle spalle tutto e tutti, mentre i tifosi rossoblù applaudivano il “Re delle automobili”…

Oggi la gente sogna e fantastica, scrive sotto la sua bacheca su Facebook chiedendogli di tornare. Chissà perché. La gente è forse stanca di umiliarsi la domenica contro Gelbison o Serpentara? Non crede o non vuole più dare credito a nessuno? I tifosi chiedono e Blasi… risponde. Il suo profilo Facebook non dovrebbe essere un fake quindi prendiamo per vere le dichiarazioni “dellu Gigi”: “Il Taranto è sempre nel mi cuore”, “Mai dire mai”, “un giorno se i tarantini lo vorranno potrò prendere il Taranto”… dichiarazioni d’amore che ancor più infiammano questo Giugno avaro di notizie vere…

A dire la sua, oggi, ci ha pensato l’ex DG Vittorio Galigani, braccio destro di Blasi ai “tempi d’oro”, mai amato dai tifosi e sempre attento osservatore del calcio rossoblù nostrano. Dice giustamente che il Taranto ha una legittima proprietà ma che per il futuro…. Non si può mai sapere. Ribadisce la “conditio sine qua non” dell’affidamento pluriennale dello stadio per rivedere Blasi interessato al Taranto. Insomma, niente di nuovo…

Crediamo che la telenovela si arricchirà di altri capitoli ed altri post. Ma non distraiamoci, le notizie vere saranno altre.
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