Cinque (gol) contro uno (Panarelli)!
LE VOCI DI MRB.IT | L' 'humus in fabula', dalla rubrica di Marcello Fumarola
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foto Luca Barone
Marcello Fumarola | 22 Maggio 2019 - 07:12
L'ultimo atto del Taranto in questa stagione, a Cerignola, storia di una partita assolutamente non giocata; solo una conferma che in questo campionato eravamo i terzi delle tre squadre che ambivano a salire.
Sino a domenica scorsa, però, si era tutti (o quasi) speranzosi e contenti;
non so di cosa, visto che negli anni precedenti in serie D, (a parte il primo) credo ci sia sempre classificati nella piazza d'onore, mentre negli ultimi due campionati abbiamo concluso al quarto e terzo posto.
Certo è che la decantata annata dei record finisce con un altro record (negativo) rappresentato da una manita che fa male davvero come uno schiaffo in piena faccia.
Ingiustificabile, quindi, la prestazione dei rossoblu ma altrettanto strano che si passi dai canti e balli, dagli elogi alla squadra per il bel gioco (?) e per i risultati ottenuti (?) alla crocifissione di Panarelli ed agli insulti ai giocatori.
In fondo le statistiche parlano chiaro, anche per quanto riguarda quei famigerati rigori contro e a favore, sui quali si è fatto molto rumore.

Troppo facile scaricare, ora, le responsabilità su un solo uomo che è Panarelli; restano i meriti di una squadra che ha tenuto botta ai ritmi forsennati delle antagoniste, ma alla quale è mancato più di qualcosa per poter vincere (inutile snocciolare le solite cose dette e stradette dalla scorsa estate).
Panarelli, chiamato in griglia quando si erano già accesi i semafori per la partenza, è stato a lungo in grado di alternare adeguatamente i giocatori a disposizione, toppando, certo, in alcune circostanze (non ultima la scelta di tenere Favetta in panca a Cerignola, non so se in condizioni fisiche non al top) ma non essendo certo individuabile quale unico responsabile di un'altra stagione inutile.

Resta poco elegante, in ogni caso, parlare già di allontanamento di Panarelli per la prossima stagione in diretta tv, ad un'ora dal termine del match. È sembrato, in tutta sincerità, che non si aspettasse altro.
Ora occhi sul ripescaggio e sulla relativa costruzione della squadra. Le dichiarazioni in tal senso sono "confortanti e corroboranti". Il dg Montella garantisce infatti che saremo ripescabili in seconda battuta e che i soldi ci sono anche se il fondo perduto dovesse aumentare a 400.000 euro; soggiunge che "costruiremo una squadra in grado (come...in grado?) di affrontare sia la D che la C". Parole che ci sembra sinceramente di aver già ascoltato e alle quali sarebbe auspicabile seguissero i fatti; non come l'anno scorso, non come due anni fa e come per tutti gli anni "sofferti" in serie D (ma non solo).

Anche per lo stadio sembrerebbe tutto a posto e cio è importantissimo.
Pensate che il Matelica non ha uno stadio a norma ed ha vinto la Coppa Italia di categoria.
Noi con lo stadio "a posto" o quasi (che avrà anche quel tabellone luminoso che Babbo Natale ha dimenticato di portarci a dicembre scorso), purtroppo non riusciamo a metterci in posizione decisamente favorevole in griglia playoff.
Posizione favorevolissima che ha invece il Cerignola, il cui presidente ha annunciato che il fondo perduto, sia pur ingiusto, non rappresenta un problema e che si sente al 90% già in serie C.
Complimenti anche a loro, quindi, capaci di agire con "rigore" e decisionismo a 360 gradi.

Mi fermo qui e, giunti a fine stagione, saluto con ammirazione quei tifosi che anche quest anno hanno deciso di sostenere la squadra con il loro tifo e, conseguentemente, la società con il loro biglietto; cuori rossoblu che hanno sopportato dichiarazioni del tipo "La tifoseria tarantina deve imparare ad accontentarsi"; ai quali è stato detto di dover essere "orgogliosi" di questa società, per un autobus sul quale evito ogni ulteriore ed inutile commento; tifosi accusati di tradimento per non aver sottoscritto 4000 abbonamenti in Lega Pro; tifosi ai quali non si fa altro che chiedere ed ai quali si regalano solo delusioni ed umiliazioni.
Quegli stessi tifosi che poi, però, si rinzelano quando gli fai notare che qualcuno sta giocando con la nostra passione; che il "mostro" forse lo hai già in casa e che farlo notare non significa "contrapposizione" quanto più una semplice "presa di coscienza".
Ma tant'è, mentre qui cantiamo "oltre ogni categoria" e "solo per la maglia", gli altri avanzano e a noi non resta che leccarci le profonde, datate e sanguinose ferite.
Forse abbiamo davvero imparato ad accontentarci.
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