L'Asino di Buridano
LE VOCI DI MRB.IT | L' 'humus in fabula', dalla rubrica di Marcello Fumarola
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Foto Luca Barone
Marcello Fumarola | 1 Maggio 2019 - 06:44
Tra i pochi intimi presenti allo Iacovone (a proposito di tifoseria "riconquistata" e di percentuali più attendibili di un exit poll) si conclude contro il Pomigliano e con un'altra vittoria il campionato casalingo del Taranto.
Un applauso personale lasciatemelo fare ai protagonisti di questo torneo, dal mister a tutti i giocatori, che hanno sicuramente dato il massimo anche oltre i propri limiti. 71 punti che sono sicuramente tanti ma purtroppo insufficienti a vincere; tra l'altro, per gli amanti delle statistiche, da notare che saremmo in testa solo nei gironi C (con due punti di vantaggio) e nel girone D (un punto), mentre nel girone E saremmo capolista a pari punti, nonostante sia un girone a 20 squadre. Poi, che ci vuoi fare, ci sarà pur un motivo se non solo Bari ma, con buone probabilità, anche Avellino, Modena e Cesena saliranno al primo tentativo dopo un solo anno di purgatorio dilettantistico.

Tornando per un attimo ai "fatti di Picerno", appare chiaro come la d società picernese venga fuori con le sue dichiarazioni, come una canzone di Carmen Consoli: "Confusa...e Felice". Si era parlato, infatti, di un giocatore locale scalciato da uno dei nostri, ma le immagini hanno subito smentito questa versione, aumentando la convinzione che delle sane scuse avrebbero decisamente limitato il baccano mediatico e non solo che ne è poi giustamente seguito. Ripeto, a mio modesto avviso, lo 0-3 sarebbe doveroso.

Cambiando discorso, dopo i playoff ci ritroveremo con il solito dubbio amletico: quell'incertezza sull' opportunità di sostenere un (eventuale) oneroso ripescaggio o preferire la costruzione di uno squadrone (?) per vincere il campionato. Eh si perché, dopo lunga militanza nei dilettanti ci siamo addirittura resi conto che per vincere, in questa categoria, devi classificarti assolutamente PRIMO...Altrimenti hai fallito! L'importante è non fare come l'asino di Buridano che nell'incertezza tra iniziare a mangiare e bere il fieno e l'acqua alla sua destra, piuttosto che quello alla sua sinistra...morì di fame e di sete. Noi nell'incertezza, invece, rimaniamo da anni beatamente, convintamente ed orgogliosamente...in serie D.

A seconda delle ambizioni e dell'amor proprio, ognuno può giudicare questa stagione a modo suo; da questo umile, ma libero ed appassionato pulpito, si è chiesto sempre e solo chiarezza; proprio per questo passiamo convintamente oltre le allarmanti voci relative a stipendi arretrati, perché scaturiscono da "fonti meramente social", quindi assolutamente non attendibili se non addirittura fuori controllo; anche se, a dire il vero, proprio ciò che viene scritto sui social dai tifosi pare essere diventata l'unica ispirazione per quanti, di fronte al fallimento sportivo e in mancanza di giustificazioni tecniche plausibili, vivono forse con terrore l'ipotesi di... altri fallimenti; e sempre nel solco della chiarezza, propongo una statistica particolare: presentato il terzo main sponsor stagionale per il settore giovanile. Un record che non saprei se definire positivo o negativo; da un lato l'encomiabile capacità di trovarne (di sponsor), dall'altro i dubbi che scaturiscono dalla caducità e dalla breve durata dei rapporti con i precedenti partner (vds Masterform e Pascar). E un pò di preoccupazione mi prende anche per le sorti di un uomo dello staff tecnico: poco chiaro, infatti, il destino del prezioso match analyst.

In ottica ripescaggio e sempre in quanto a "chiarezza", temo poi che la paventata ipotesi dello spostamento dei seggiolini della tribuna non sia tecnicamente fattibile, come già scritto su mondorossoblu, non per valutazioni personali ma sulla scorta delle certificate dichiarazioni dei tecnici e dei funzionari del Comune. Dettagli, piccoli particolari che interessano pochi; perché ciò che conta è: che ci sia una partita, una squadra, una birra (non al bar dello stadio ovviamente) la compagnia degli amici, una bella foto "ostentosa", un giocatore, allenatore o dirigente "amico" e per il resto, della categoria, dell'ambizione e del prestigio, sembra non interessare molto ai seguaci della teoria del "Chi si accontenta go...De".

Tra i sempre presenti su quei gradoni, inoltre, c'è anche chi, ribadendo con forza il quanto mai condiviso "no" alla grande industria, continua però ad ignorare che la nostra dirigenza attinge inevitabilmente da essa, anche sotto forma di sponsor (vds Italcave). Tutto ciò, dicevo, a qualcuno non interessa; non molti, però, parliamo forse di 1500/2000 persone su una comunità che ne conta circa 200.000; le percentuali (sempre sui dati certi, non sulle suggestioni o supposizioni) le lascio fare a voi.
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