Taranto, la spesa per la Serie C
TARANTO FC | Cosa occorre davvero per il salto nei professionisti
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Foto Luca Barone
Roberto Orlando | 27 Aprile 2019 - 07:58
Nonostante il campionato abbia ancora due giornate da disputare, già da qualche settimana i tifosi del Taranto si stanno interrogando sull'eventuale ripescaggio in serie C, l’unica porta di servizio da aprire per il passaggio nei professionisti. Da quanto riferito dal presidente Giove (qui) da parte del numero uno rossoblù c’è la volontà di tentare questa carta, ma purtroppo questa partita non si gioca da soli e purtroppo non basta avere tutte le carte in regola per usufruire del ripescaggio.

Abbiamo fatto un elenco di ciò che la società jonica deve mettere in conto e dei requisiti fondamentali per sparare al meglio le proprie cartucce. Nota bene: non può mancare niente di ciò che elenchiamo.

GRADUATORIA – Arrivare secondi in classifica fornisce il vantaggio di poter disputare in casa le due gare previste in appendice al campionato, ma non è necessario. Il regolamento dei play-off di serie D parla chiaro: solo chi vince i playoff di girone viene inserito nella graduatoria dalla quale attingere per eventuali ripescaggi in serie C. Perdere in finale cancella ogni possibilità. La graduatoria terrà conto del coefficiente punti: il Taranto è tra le prime ma difficilmente potrà ottenere la pole-position, dati gli strepitosi campionati delle capolista nei gironi B (Como e Mantova), e G (Lanusei ed Avellino). Anche un eventuale secondo posto in graduatoria significa che dovrebbero mancare 5 squadre dai campionati professionistici per essere ripescati… Terzo posto in graduatoria? Allora le squadre mancanti dovranno essere 8...

POSTI LIBERI IN SERIE C – Naturalmente, per essere ripescati occorre che in terza serie manchino delle squadre per completare il format da 60 squadre. Per ora mancano tre squadre (1 girone A, 2 girone C) e quelle in netta difficoltà economica (vedasi la Lucchese, per esempio) sono in zona retrocessione e non libereranno posti. In estate chissà quante altre società “cadranno”, ma tirare i piedi non è il nostro sport, ci renderemo conto della situazione quando saranno i fatti a parlare.

REGOLAMENTO RIPESCAGGI – In attesa della circolare della Federazione che stabilirà i requisiti per presentare la fatidica domanda di ripescaggio in serie C ricordiamo una norma precisa stabilita con il Comunicato Ufficiale n. 42 dell’11 maggio 2018, ovvero che l’ordine per coprire le vacanze sarà formato da 1) una seconda squadra di serie A, 2) una proveniente dalla serie D, 3) una retrocessa dalla C.

Il comunicato ufficiale sui criteri uscirà nel mese di maggio (l’anno scorso è uscito il 30 maggio): nel paragrafo “formazione della classifica”, veniva riportato testualmente che “D2.   Le   società   ripescate   nelle   ultime   cinque   stagioni   sportive   in   qualsiasi   Campionato professionistico saranno computate ai fini della redazione della classifica finale, ma saranno in ogni caso escluse dalla possibilità di colmare vacanze di organico.”. Già questo potrebbe tagliare le gambe al Taranto, ma occorre verificare che questa norma venga nuovamente confermata. Attenzione! Non stiamo dicendo che non accadrà, ma cerchiamo di parlare sempre “carta alla mano”.

STADIO A NORMA – I famigerati “criteri infrastrutturali” emanati dalla FIGC stanno facendo impazzire un po’ tutti i Comuni d’Italia, visto che per mettere a norma gli stadi delle squadre dei campionati professionistici occorreranno lavori dispendiosi, soprattutto nell’adeguamento degli impianti di illuminazione e delle sedute individuali. Basta fare un giro in rete per comprendere la difficoltà dei Comuni (leggi qui, Sambenedettese, Fermo, Fano e Pesaro) e anche per questo, nei giorni scorsi abbiamo interrogato direttamente l’Assessorato dei Lavori Pubblici del Comune di Taranto (qui) che ha confermato quanto poi riferito dall’Assessore Motolese (qui). Il Comune ha già un preventivo di spesa (circa 200.000€) e conosce quali sono i criteri: per i seggiolini, diversamente da quanto dichiarato dal DG Montella in altre sedi (basta spostare i sediolini della tribuna inferiore in gradinata, ndr), devono rispecchiare determinate caratteristiche e gli attuali seggiolini presenti in tribuna possono essere tranquillamente buttati.

Riepiloghiamo, riportando pari pari la circolare della FIGC:

SEDUTE INDIVIDUALI - Tutti i posti di cui all’articolo precedente devono essere posti a sedere numerati. Almeno le due tribune principali, ovvero quelle poste lungo i lati lunghi del terreno di gioco, devono essere dotate di seggiolini individuali aventi le seguenti caratteristiche: •fissati al suolo; •numerati; •separati gli uni dagli altri; •costituiti da materiale resistente ed ignifugo; •confortevoli e di forma anatomica; •muniti di schienale di un’altezza minima di cm 30 misurata a partire dal sedile.

Per le società neopromosse dalla serie D ci sarà una proroga entro il 20.02.2019 ma il Comune si muoverà solo dopo aver conosciuto le intenzioni della società, ovvero a ripescaggio ottenuto.

SOLDI – l’anno scorso tra “contributo straordinario” (il c.d. fondo perduto) e fidejussione, le società dovevano uscire di tasca propria 600.000€, una somma importante. Non si sa quest’anno cosa accadrà, si parla di cifre più altre ma come sempre, attenderemo il comunicato ufficiale della Federazione per capire l’entità esatta di quale cifra la società del presidente Giove dovrà sborsare. Come già dichiarato anche dal DG Montella (qui) in caso di domanda di ripescaggio, la città dovrà fare la sua parte, ovvero dovrà sostenere economicamente Giove facendosi carico di parte delle spese.

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