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LE VOCI DI MRB.IT | L' 'humus in fabula', dalla rubrica di Marcello Fumarola
  • Marcello Fumarola
  • 23 Aprile 2019 - 08:22
 
foto Luca Barone
E cosi il Taranto finisce questo campionato senza perdere contro la squadra che conquista la promozione in Lega Pro. Magra consolazione che però acuisce il rimpianto su ciò che poteva essere e non è stato. Da parte picernese triste, molto triste nonché assolutamente inspiegabile quanto successo a fine primo tempo. Episodio che macchia una bella cavalcata e che poteva (doveva a mio modesto avviso) costare una sconfitta a tavolino (magari accompagnata da corposa multa) per la compagine del Presidente Curcio, che invece si è vista sanzionare una multa irrisoria ed una giornata a porte chiuse assolutamente indolore; cosi come indolore sarebbe stato lo 0-3, per la classifica, "grazie" al clamoroso pareggio rimediato dal Cerignola contro l'ultima della classe; ma di certo non indolore, quanto accaduto, dal punto di vista dell'organizzazione e dell'immagine fornita, a livello nazionale, dalla neo promossa. Davvero una brutta vicenda...davvero una brutta sentenza!

Vista la giornata in cui si è giocato, potremmo affermare che "A Madonne se l'a viste!...Oppure anche: "A Madonne sape a ce porte le recchine" (tristemente famoso per chi tifa Taranto). Perché proprio quando alla mezzanotte del Giovedì Santo, la "nostra" Madonna è uscita in Processione, nella piccola Picerno in Basilicata, erano invece impegnati in cortei meno sacri e commoventi ma molto più festosi e vincenti. E come l'anno scorso (cit. Edoardo Vianello), dopo l'inutile goleada contro il derelitto Manfredonia, si andò a partecipare alla festa del Potenza, quest’anno, dopo analogo maramaldeggiare contro il già retrocesso Granata, siamo stati ospiti di un'altra festa; che doveva essere col botto ed invece è stata (inopinatamente)...con le botte. E sempre come a Potenza, ulteriore beffa, sono nuovamente i colori rossoblu a trionfare.

E si può dire ciò che si vuole, ma il giudizio finale su questa stagione non può che essere... "fallimentare"; perché quando hai un unico obiettivo e non lo raggiungi, purtroppo hai fallito (quasi come la Juve in Champions). Dopo Matera e Potenza, dicevamo, tocca al Picerno; c'è da sperare, pertanto, che né il Melfi né altra lucana si attrezzino per vincere il prossimo campionato.

L'obiettivo stagionale, per Panarelli ed il suo gruppo, diventa ora vincere i playoff, Cerignola permettendo. Nonostante la defaillance degli uomini di Bitetto contro il Granata (che potrebbe consentirci di scavalcare gli ofantini in classifica in virtù di una nostra possibile vittoria a tavolino) non sarà comunque facile, visto che da quelle parti società squadra e tifosi si sono compattati, nonostante l'enorme delusione. Qui, invece, un deleterio silenzio stampa ha contribuito ad alimentare scoramento e scetticismo.

Vincere i playoff, quindi, per porsi al meglio in ottica di un eventuale ripescaggio; come detto più volte c'è da sperare che i criteri vengano modificati, in particolare laddove viene negato il ripescaggio alle società che ne hanno già usufruito negli ultimi 5 anni; superato questo notevole ostacolo sarà poi necessario avere la forza per affrontare il conseguente gravoso impegno economico; e qui sorgono i miei dubbi perché, pur auspicando il verificarsi di sinergie ad oggi sconosciute in questa città, non si può pensare di pagare questa somma (che proprio il presidente Giove definì "anticostituzionale" nella sua uscita televisiva precampionato) solo attraverso raccolte allargate o simil-questue.

Ripescaggio o no, c'è un futuro a cui pensare. Programmare (verbo troppo spesso impropriamente utilizzato) significa scegliere ed investire su persona di spicco (a livello nazionale) per il settore giovanile che porti sullo Jonio, da subito, degli under in grado di fare la differenza; significa scegliere un allenatore capace di gestire uno spogliatoio "vincente"; uno molto bravo in psicologia ancor più che nella tattica; non so se l'identikit possa portare ancora al nome di Luigi Panarelli che è giudicabile (nel nostro piccolo) solo per quanto mostrato in questa stagione nell'impiego degli uomini a disposizione; vuol dire confermare lo zoccolo duro degli over arricchendolo con almeno 3/4 innesti di indiscutibile valore, anch'essi in grado di fare "realmente" la differenza. Per ora, come detto, tutto tace e ciò non mi pare un buon segno o buon viatico per riprendere il discorso.

Non dimentichiamo, infatti, che anche a fine campionato scorso si è potuto "programmare" la costruzione della squadra; nonostante ciò la rosa è rimasta incompleta, soprattutto in attacco, sino a dicembre (e per fortuna che Favetta in quel periodo ha risposto sempre presente). Una difesa priva (sino all'arrivo di Di Bari) di un leader, uno in grado di far partire l'azione, a dispetto di chi esultava e si esaltava per gli acquisti effettuati in estate. Alcuni under inadeguati sugli esterni bassi (Araldo, Infusino, ma anche Carullo) ed un secondo portiere (Cavalli) rivelatosi non all'altezza nonostante il timbro di garanzia appostogli dai nostri insospettabili talent scout.
Attendiamo pertanto notizie, precisando un aspetto molto importante: nessuno chiede (a prescindere) la cessione della società; non sarebbe assolutamente corretto. Serve però assoluta chiarezza ed il silenzio di questi giorni non deve essere il preludio di un'altra stagione meramente illusoria. Questo se si vuole parlare (e fare) di calcio e di fattiva programmazione; se al contrario vogliamo raccontarci altre favole senza lieto fine, ci portiamo avanti con il lavoro: c'era una volta il Taranto...
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