Aggressione ai rossoblù, Bova e Croce spiegano tutto sui Social
AZ PICERNO-TARANTO 0-0 | L'attaccante è uno dei tre calciatori aggrediti nell'intervallo
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Antonio Croce - foto Luca Barone
Redazione MRB.it | 18 Aprile 2019 - 22:15
Attraverso i Social Network, i calciatori rossoblù provano a chiarire cosa è accaduto durante l'intervallo di Picerno-Taranto.

Antonio Croce pubblica un post su Instagram:
"È impensabile che ci siano persone che cercano di infangare il mio nome per raggirare colpe a me non imputabili. Continuo a leggere dichiarazioni e commenti tra gli addetti ai lavori dove si dichiara che sia stato io il fautore di una vera e propria aggressione premeditata e ripeto premeditata subito in occasione di una gara di calcio. Sicuramente la giustizia farà il suo corso però io vi posso assicurare che avrebbe reagito chiunque in sua difesa e in difesa di un compagno colpito addirittura con una cazzottiera(se non fossi intervenuto in sua difesa non so cosa sarebbe successo). Avvalorano quanto sto dichiarando anche immagini dove si vede chiaramente la mia estraneità ai fatti in quanto il giocatore d’alessandro è nelle immagini addirittura alla fine di quanto accaduto...viva lo sport sempre"

Dario Bova, invece, esprime il proprio pensiero su Facebook:
"Non sono solito parlare di calcio su Facebook ma quello che è accaduto oggi a Picerno non mi era mai successo in 20 anni di carriera in giro per l'Italia. Avrei preferito restare in silenzio ma alla luce del comunicato stampa che ho letto a cura della società del Picerno non posso esimermi dal fornire la mia testimonianza in quanto presente all'accaduto. Non posso assolutamente permettere che vengano infangati i miei compagni di squadra che non sono stati certo aggressori ma aggrediti. Nell'intervallo della partita ero alle spalle di Favetta e Croce mentre erano in procinto di entrare negli spogliatoi, un presunto steward ha colpito Favetra con una spallata e Ciro ha reagito chiedendo a questo personaggio:"Cosa vuoi?!" . Questo per tutta risposta gli ha tirato un cazzotto in faccia. A quel punto siamo intervenuti io e Croce per difenderlo. Da qui è nato un papapiglia generale e a pagarne le conseguenze è stato Croce che, sempre nel tentativo di difendersi dall’aggressore, era stato visto dall'arbitro nel momento in cui ha reagito. Un'altro individuo senza pettolina ha aggredito Manzo con un tirapugni. Il pronto intervento dei Carabinieri ha sedato gli animi. Credo che questa aggressione fosse premeditata. Sono basito da quanto letto nel comunicato stampa del Picerno nel quale non c'è una parola per stigmatizzare l'episodio di violenza che, al contrario, viene negato. Sarebbe stato quantomeno doveroso chiedere scusa e prendere le distanze da qualsiasi forma di violenza. Complimenti al Picerno per il grande risultato sportivo, grande quasi come la figura fatta oggi davanti a tutta l’Italia sportiva e non."
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