Silenzio, questo nemico
LE VOCI DI MRB.IT | Della società non parla nessuno, difficile decifrare il futuro
Roberto Orlando Tutte le News
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foto Luca Barone
Roberto Orlando | 16 Aprile 2019 - 08:38
Il silenzio stampa è una strategia alla quale molto spesso una società si affida, ma non staremo qui a scomodare teorie e tecniche comunicative per capire quanto sia opportuna o meno una scelta del genere. In questo momento della stagione però la scelta di non parlare lascia tutti in alto mare. Innanzitutto, la società: non sappiamo se questa sera il Presidente Giove tornerà a parlare dalle frequenze del media partner, resta il fatto che il pensiero e la strategia societaria è racchiusa da una settimana nell’ultimo intervento del numero uno rossoblù. “Stiamo pensando al ripescaggio”, “sono deluso ma il progetto continua”, “al comando della società ci sono io”, il Giove-pensiero. Tanto basta per far stare serena una tifoseria sempre incessantemente alla ricerca di conferme, segnali, risposte?

Silenzio stampa per l’area tecnica: mister e giocatori allontanati dal contatto quotidiano con i tifosi e i giornalisti; sarà che ciò è stato fatto per mantenere alta la concentrazione del gruppo in vista degli ultimi appuntamenti stagionali, ma dopo dieci giorni questa squadra risulta assente, lontana. Nel corso della stagione in molte occasioni pubbliche, ricreative, benefiche, la società si è spesa per presenziare agli inviti con una delegazione o rappresentanza e questi gesti sono stati apprezzati da tutti; ora però la mancanza di questo contatto non lascia trasparire niente di buono. L’unico momento per vedere i calciatori rossoblù è la domenica allo stadio, troppo poco per continuare a mantenere intatto e solido il legame con D’Agostino & C. e sentire ancora propria la squadra e restare “innamorati”.

In questo quadro generale allora forse si trova la risposta (volontaria o inconscia che sia) degli spalti vuoti domenica scorsa, oltre i tanti altri motivi per stare a casa anziché andare a divertirsi allo stadio. La fruizione del calcio, per molti, è entertainment, divertimento, passatempo. Se al tifoso gli si da questo, il tifoso segue, altrimenti via, si passa oltre, ad un altro divertimento. Il silenzio stampa sta allontanando la squadra dai tifosi e viceversa, proprio adesso che serve stringersi insieme, come chiesto più volte accoratamente dal presidente Giove. Dall’altro lato, per gli addetti ai lavori, la mancanza di comunicazione quotidiana, diuturna, porta a lavorare nel sottobosco, tra notizie di secondo e terz’ordine che non trovano né riscontro né smentita. Ricostruire i fatti, guardare all’immediato futuro diventa esercizio di predizione, con il pericolo di creare ancor più confusione.

Crediamo che se davvero la società in questo momento vuole tutti intorno ad essa deve abbattere il muro del silenzio stampa, tornare a parlare con la gente, con i tifosi, coi giornalisti; deve far trasparire la reale volontà di andare avanti con un progetto credibile che possa essere condiviso. E lo deve fare adesso, a poche giornate dalla fine, in previsione dei playoff e della costruzione di una speranza (e che non sia mai illusione!). Noi siamo qui, aspettiamo il Taranto.
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