Fifa 98
LE VOCI DI MRB.IT | 'RetroGamingRoom', dalla rubrica di Marco Fiorucci
  • Marco Fiorucci
  • 28 Marzo 2019 - 15:32
 
I videogiochi a tema calcistico si evolvono, cambiano, diventano sempre più perfetti. I motori grafici diventano sempre più potenti, in grado di regalare un’esperienza di gioco immersiva e sempre più vicina alla realtà.

CHISSENEFREGA! Il vero delinquente, anche a distanza di anni, nel cuore ha un solo gioco. Fifa ’98, il videogioco più bello che la mente umana abbia mai potuto partorire. Erano altri tempi, i computer e le console erano nel loro periodo preistorico, e noi ci sentivamo fortunati a poter essere tra i primi a giocare videogames di calcio che sembravano avvicinarsi per davvero alla realtà (certo, i più delinquenti si erano già consumati le dita con i floppy disk di Sensible Soccer, ma questo è un altro discorso).



E il gioco migliore al mondo, per quanto potrà evolvere la realtà dei videogiochi calcistici, resta solo e soltanto uno. Il capolavoro: Fifa ’98.
Il fallo con la Q
Basterebbe questo solo ed unico motivo, in realtà. Noi ci giocavamo al computer, sul nostro Pentium scassato con il monitor che pesava quanto un bue intero. Quelli che giocavano alla Playstation, con il joypad, forse non potevano provare la nostra stessa emozione. Quell’emozione che saliva, fortissima, quando ci veniva voglia di delinquere. La voglia matta di stendere qualcuno in campo, anche e soprattutto senza un motivo logico e razionale.
E Fifa ’98, che aveva già capito che in fondo al nostro cuore albergava una fame innata di malvivenza, aveva pensato a tutto questo. Bastava premere il tasto Q con tutta la forza che avevamo in corpo e scattava prepotentemente la delinquenza. Entratacce a piedi uniti, tackle scivolati sul portiere avversario, gomitate in pieno volto. Il tasto Q era la risposta a tutti i problemi della nostra infanzia. E poi, la cosa più bella, era quando l’avversario se ne andava in contropiede e noi lo fermavamo con un fallaccio con la Q a palla lontana. Se avevate un amico a fianco, la rissa era quantomeno ineluttabile.
Leggenda vuole che nessuno sia mai riuscito a infilare un calcio di punizione direttamente in rete, qualcuno dice in giro che un paio di eletti ci siano riusciti. Di certo, sui calci d’angolo, la tattica era soltanto una: alzare al massimo quel maledetto freccione e far spiovere la palla in mezzo al mucchione inverecondo che si veniva a creare nel cuore dell’area di rigore.
Comunque, in ogni caso, Giacomo Bulgarelli sarebbe stato pronto ad esclamare: “Mi domando chi batterà questa punizione, hanno una sfilza di giocatori che possono metterla dentro da qui, sono specialisti!”
E per concludere una colonna sonora PAZZESCA PER QUEGLI ANNI..
una su tutte BLUR - SONG 2
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