Rincorse e ricorsi
LE VOCI DI MRB.IT | L' 'humus in fabula', dalla rubrica di Marcello Fumarola
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Foto Luca Barone
Marcello Fumarola | 6 Marzo 2019 - 08:08
Innanzitutto una premessa: chi dovesse aspettarsi un "pezzo da requiem" rimarrà un tantino deluso. Nonostante la batosta post Gravina, infatti, non è certo il momento di sputare sentenze. Certo, è più di una sensazione quella di aver nuovamente fallito l'obiettivo di vincere un campionato di serie D, ma credo sia il caso di respirare profondamente e rimandare le valutazioni sulla gestione di questa stagione ad un futuro forse, purtroppo, imminente.
Inizio parlando di mister Panarelli; dopo 8 vittorie consecutive la squadra, già con Andria e Fasano, pareva aver perso smalto e qualche sicurezza, sino ad arrivare alla carente prestazione di Gravina; ora però è davvero troppo facile (e a mio avviso sbagliatissimo) addossare al solo mister responsabilità che non gli appartengono. Quali sarebbero, infatti, le colpe di Panarelli? Forse quella di aver chiamato gente come Di Senso (low cost ed alto rendimento)? Quella di aver recuperato, purtroppo solo a dicembre, Vito Di Bari? Quella di aver tenuto accesa la fiammella della speranza, nonostante abbia giocato un girone di andata con un solo centravanti di ruolo (Favetta), peraltro reduce da una stagione caratterizzata da un fastidioso infortunio? Ha forse la colpa di aver fatto tornare l'entusiasmo tra i tifosi alternando strategicamente gli uomini a disposizione e riuscendo a sopperire anche ad un limitato numero di under? Non sono qui a negare che il giovane allenatore rossoblu, domenica scorsa, ha sicuramente perso l'equilibrio (tattico), precipitando nella Gravina con tutta la sua squadra; ma le situazioni vanno viste nell'arco di mesi e non certo di una singola partita. Facile, ripeto, scaricare in campo responsabilità che hanno radici al di fuori dello stesso.

Detto quindi delle rincorse sempre più affannose e vane alla vetta della classifica (anche a causa del filotto di vittorie delle dirette contendenti), passiamo a parlare di...ricorsi. Anche in questo senso, rileggendo le dichiarazioni dell'avvocato Chiacchio, c'è poco da "entusiasmarsi"; incartamenti a dir poco "corposi" e ancora da leggere; altri, numerosi, processi da affrontare; la casistica che indica poco probabile un ribaltamento in seconda istanza di quanto inizialmente sentenziato dalla giustizia sportiva in prima; insomma, verrebbe da dire: "Animo avvocà...e che Chiacchio!

Appare tra l'altro evidente che qualora il Picerno dovesse vincere anche nel recupero proprio contro il Gravina, il peso specifico di quel punto in ballo sarà molto meno significativo. In questo contesto va ad inserirsi il goffo e poco tempestivo tentativo di "annunciare" l'ipotesi di un intervento da parte di ArcelorMittal nel calcio tarantino, auspicato, attraverso interviste, dal presidente della Confindustria di Taranto Cesareo e dal dg jonico Montella; tale ipotesi ha provocato prevedibili reazioni nel popolo tifoso e non solo. La questione porta, a mio modestissimo avviso, a 3 interpretazioni o chiavi di lettura: la prima è quella dell'inaccettabile ricatto, sintetizzato nello slogan "prima Taranto, poi il Taranto". Impossibile accettare che chi avvelena la città possa "farla franca" investendo nel pallone.
La seconda si chiama "teoria del compromesso" ed è sostenuta da coloro i quali, preso atto della incapacità (o nolontà) di impedire che "il mostro" inquini, ritengono opportuno quantomeno un "risarcimento" (alquanto effimero poiché la morte è difficilmente risarcibile).
La terza considerazione che scaturisce è quella de "l'occhio che non vede, cuore che non duole": ovvero con Mittal che finanzia (direttamente o in modo "indotto") l'attuale società, senza esporsi in prima pagina, senza applicare la propria targa all'ingresso dello Iaco ma "occupandolo" a tutti gli effetti.
D'altro canto, concetto già espresso, il presidente Giove ha interessi aziendali (anche) nell'ex Ilva ed è normale che possa e debba augurarsi che la stessa produca e "lavori". Quindi, cosa succede? Accettiamo questa "beffarda matrioska"? Il dibattito è ormai aperto ma ritengo sia stato destabilizzante averne parlato nella scorsa settimana e aver parlato addirittura di ripescaggio (ma poi con quali speranze?) con la squadra ancora protesa nella sua difficile rincorsa.

Altro aspetto che avevamo fatto notare da tempo è la costante presenza allo stadio dello stesso Cesareo, mai visto prima e a dir poco "ponziopilatesco" in quella travagliata estate del 2012. Sarebbe ora che le associazioni, il Sindaco ed altri che in questi giorni si sono "pronunciati", dimostrassero reale volontà di creare i presupposti per la crescita della città e, quasi consequenzialmente, della squadra. Nell'era dei social propongo, quali possibili soluzioni per un'inversione di tendenza, due hashtag:
#Mammaliturchi e
#lasalutedallospedale.
A buon intenditor...

E sempre in tema di social, leggendo qua e là, ci si rende conto che aumentano gli atti aggressivi, prevaricanti e molesti attuati tramite strumenti telematici: la violenza e l'aggressività nel linguaggio di molti; la prevaricazione della libertà di espressione e la molestia nel creare profili fake per intervenire in forma anonima nelle discussioni. Insomma, vivere sui social comporta dei rischi, purtroppo da calcolare.

Tornando alla squadra e volendo chiudere con una frase fatta, potremmo quindi affermare che, "sino a quando la matematica non ci condannerà", oppure "vinciamole tutte e poi si pensa", o magari "le altre mica possono vincere sempre" e cosi via. Possiamo dirlo...certo...ma crederci davvero è un tantino più difficile.
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