Due mesi per capire cosa sarà
LE VOCI DI MRB.IT | I rossoblù obbligati ad onorare il campionato

  • Roberto Orlando
  • 05 Marzo 2019 - 07:56
 
foto Luca Barone
Scindiamo obbligatoriamente il fattore societario da quello prettamente agonistico e iniziamo a parlare proprio da questo. Noi siamo fortemente convinti che mister Panarelli, come abbiamo detto a più riprese, sta svolgendo un ottimo lavoro; professionista serio, è riuscito ad amalgamare un gruppo non costruito da lui, puntellarlo per ciò che si poteva a dicembre e ha ottenuto risultati più che ottimi. Nei commenti dei tifosi e degli addetti ai lavori hanno ripreso voce e interesse il calcio giocato, le tattiche, le strategie, tutto ciò che riguarda il campo di gioco. Panarelli ha restituito ai tifosi il gusto di vedere giocare la squadra.

Fisiologico, come già detto dal nostro commentatore tecnico Luigi Boccadamo, che dopo una stagione a rincorrere le forze mentali vengono meno; le ultime prestazioni sono calate di intensità e di qualità e solo i risultati hanno mascherato questa involuzione. Tolta la vittoria contro il Fasano, l’intera squadra non ha raggiunto la sufficienza complessiva e quindi si può anche comprendere la caduta di Gravina. Ma adesso gli uomini di Panarelli devono dimostrare la professionalità fin qui palesata, continuando ad onorare il campionato che, fin quando non ci sarà la matematica a condannare il Taranto, dovrà essere vissuto comunque al massimo. Non si sa mai cosa il calcio può riservare e, senza troppe illusioni, mancano otto giornate e ventiquattro punti.

Dall’altro lato, abbiamo detto, restiamo vigili sulla società. Certamente adesso che diventa difficile la scalata, il presidente Giove dovrà guardare oltre il 5 maggio e iniziare a porsi domande ed obbiettivi. Ci sono dei punti concreti positivi dai quali partire: l’Amministrazione comunale renderà disponibile già da quest’estate un campo B in erba sintetica, uno stadio in parte ristrutturato e l’appoggio stesso dell’Amministrazione Melucci. Non è cosa da poco, anche se non basta.

A bocce ferme ci chiederemo cosa è mancato a questa società per dominare il campionato e vincerlo, anche se già adesso si potrebbero fare dei bilanci provvisori, ma non sarebbe giusto sentenziare in modo definitivo. Ora è il momento di concludere questo campionato e continuare a vigilare sull’operato della società. Non siamo noi i controllori di Massimo Giove, sia ben inteso, ma nel riconoscere alla società punti di forza e di debolezza, sarà necessario non perdere di vista proprio questi ultimi: grossi sponsor da affiancare al Taranto, risanamento del bilancio e pianificazione a lungo termine delle risorse, rafforzamento dei quadri societari, maggiore comunicazione. Continuità negli obbiettivi, irrobustimento economico e dirigenziale.

Ci lasciamo alle spalle dietrologi della prima e dell’ultima ora, complottisti e vittimisti: il calcio vive di tante dinamiche, molto spesso sottese, che sfuggono ai più. Potremmo fare un elenco infinito di vicende che oscillano tra la verità e l’alibi nella bilancia del Taranto, ma sarebbe disonesto dare la colpa a questo o a quell’episodio. Costruire significa guardare l’intero quadro, non solo i dettagli.
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