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LE VOCI DI MRB.IT | L'analisi tecnica della gara Gravina-Taranto
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Luigi Panarelli - foto Luca Barone
Luigi Boccadamo | 4 Marzo 2019 - 07:27
In questi momenti è facile sparare a zero trovando responsabilità sulle scelte dell'allenatore, ma avendo nel mio piccolo vissuto di questi momenti capisco a pieno la sensazione di solitudine che si prova a fine partita ed oggi vedere Panarelli seduto in silenzio in panchina a fine partita mi ha fatto rivivere quella strana sensazione.

Troppo facile dare addosso ad un solo uomo che, fino a qualche settimana fa, ci aveva fatto vedere una bella squadra, che dava dimostrazione di solidità e compattezza, che era piacevole da vedere sia in casa che fuori. Alla distanza però l'obbligo di vincere ti fa consumare troppe energie mentali e si finisce alle prime difficoltà per non averne più a sufficienza per affrontare nuovi ostacoli. Infatti era ormai qualche settimana che avevamo avuto modo di sottolineare l'involuzione di gioco che avevo colpito la squadra infatti l'incapacità di imporsi sugli avversari di turno era sintomatico di questo processo involutivo.

Oggi come evidenziato dallo stesso tecnico del Taranto tutta la squadra è apparsa timorosa eccessivamente impacciata nel fare gioco, ed il Gravina ne ha approfittato. Sicuramente Panarelli come i suoi giocatori starà ripensando a cosa possa aver sbagliato o a cosa avrebbe fatto di diverso rispetto alle scelte operate. Spesso ho evidenziato come la capacità di lettura durante le partite del mister Panarelli ci avesse consentito di cambiare l'inerzia di alcuni match e ci avesse fatto guadagnare punti importantissimi, oggi invece pur apprezzando il tentativo di mettere in campo l'intero potenziale offensivo, mi ha lasciato perplesso il fatto che ci si sia ritrovati ad un certo punto senza centrocampo... allora mi sono messo a riflettere su quali potessero essere i perché di quella scelta di Gigi ed allora mi sono rivenute in mente le parole che mi diceva un mio vecchio mister "le partite si vincono a centrocampo". Volendo glissare su questo luogo comune, mi sono detto "ma le palle agli attaccanti chi le deve giocare"? Se si aggiunge il fatto che il Gravina ha infoltito ancor più la linea difensiva trovare spazi con palle lunghe in quel groviglio di uomini era quasi impossibile.

Sicuramente al di là di questa sconfitta che nel calcio ci può stare, non punterei il dito contro il tecnico bensì sul fatto che questa squadra è costretta a rincorrere dall'inizio del campionato. Le ragioni di questo io le vedrei nel fatto che bisognava costruire una rosa completa e competitiva da giugno, perché si veniva da un campionato simile a questo e per come era andato bisognava avere le idee chiare e sapere la rosa da far partire in ritiro, ed invece per varie vicissitudini che a noi non addetti ai lavori sfuggono, ci siamo ritrovati ad avere una squadra con gente che arrivava, partiva o non si sapeva se doveva rimanere o no. Sono stati presi giocatori con caratteristiche per giocare con il 433, salvo poi tenere in rosa giocatori importantissimi che con quel modulo di gioco non potevano giocare, ed ancora si è provato ad intervenire campionato durante ed anche nel mercato invernale, ma nonostante siano stati presi dei buonissimi giocatori, la rosa risulta incompleta, infatti è evidente che in alcuni ruoli c'è della gente che fatica da qualche giornata ma deve giocare per forza perché non ha sostituti in quel ruolo.

Insomma chi agisce può sbagliare e chi invece giudica a volte ha vita facile, quindi secondo me bisogna muovere una critica costruttiva che possa favorire spunti di riflessione anche a favore degli addetti ai lavori, senza sparare a zero tanto per partito preso. Sarebbe altrettanto fondamentale però che chi sbagli rifletta ed impari dai propri errori affinché possa evitare di commettere nuovamente gli stessi.
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