Un segnale da non sottovalutare
LE VOCI DI MRB.IT | L'analisi tecnica della gara Taranto-Fasano
  • Luigi Boccadamo
  • 25 Febbraio 2019 - 07:45
 
La formazione iniziale di Taranto-Fasano - foto Luca Barone
Oggi vorrei evidenziare un andazzo che si ripete da diverse domeniche in campo e fuori. Spesso da qualche domenica sono obbligato a lunghe code fuori dai tornelli che costringono me, come tanti altri tifosi, a guadagnare gli spalti a partita talvolta iniziata, tra l'altro si assistono sistematicamente scene di genitori con bambini che sono costretti ad aprire le bottigliette dell'acqua gettando il tappo, come previsto dal regolamento, peccato poi che sui gradoni tocca continuare a vedere gente che vende bottigliette d'acqua, borghetti ed altri generi tutti regolarmente chiusi. Ancor più grave è il fatto che da almeno un mese sui gradoni della curva stazionino pezzi di cemento armato, derivanti dalla rottura di parte dei gradoni stessi che, se utilizzati da qualcuno potrebbero recare dei danni gravissimi (altro che bottigliette).

Ritornando al campo invece il primo tempo ci da un segnale ben preciso che ormai deve far riflettere, o meglio sono tre partite che l'atteggiamento temperamentale dei nostri giocatori favorisce gli avversari. Anche oggi infatti abbiamo notato che nel primo tempo la squadra è stata troppo bassa e slegata tra i reparti le distanza non erano corrette e si faticava a fare gioco. Osservando con attenzione si conferma la tendenza delle ultime gare a cercare le punte attraverso dei lanci lunghi che, spesso vanno dalla difesa all'attacco, questo sembra essere logica conseguenza di un frequenza di gioco che stenta a decollare. Troppo spesso per non dire quasi sempre per tutto il primo tempo i nostri giocatori non facevano movimento senza palla al fine di ricercare "zona luce" per favorire il portatore di palla nella giocata facile, questo finiva con obbligare al lancio lungo che come quasi sempre accade agevola le difese avversarie ben schierate e pronte ad attaccare palla frontalmente. Se ci aggiungiamo che nelle ripartenze in Fasano si rendeva pericoloso, ne vien fuori che grazie alle due super parate del nostro estremo difensore il primo tempo non sia finito 0 a 2.

Probabilmente nell'intervallo il tecnico tarantino si sarà fatto sentire dai suoi infatti la squadra nel secondo tempo è entrata con un piglio più aggressivo, tanto che per larghi tratti l'undici tarantino stazionava nella metà campo del Fasano. Bisogna sottolineare come spunto di riflessione positivo il coraggio e la lettura della gara che anche oggi ha mostrato Panarelli, allorquando ha tolto Bova e si è schierato a tre in difesa con gli under, nonostante il Fasano avesse grande corsa e capacità di attacco della profondità sugli esterni. Questa mossa poteva risultare rischiosissima perchè poteva dare corridoi liberi sugli esterni avversari, ed invece il contrappeso d'attaco del Taranto rinforzato dall'ingresso di Favetta, ha costretto loro ad abbassarsi offrendo più spesso il fianco alle giocate dei singoli tarantini che hanno di fatto inventato le azioni che hanno messo in ghiaccio la gara.

Possiamo sicuramente dire che le squadre avversarie hanno imparato a conoscere il Taranto e lo affrontano con grande attenzione tattica ed aggressività, costringendo la squadra di Panarelli a giocare lungo, pertanto bisognerà lavorare molto suoi movimenti senza palla di tutta la squadra ritornando a sviluppare quella qualità di gioco fatta di possessi e verticalizzazioni al momento giusto, passando sempre da giocate facili che si ottengono se i giocatori ricercano con costanza la "zona luce", favorendo così la giocata facile del portatore palla, solo così potremmo riapprezzare un Taranto che gestisce i ritmi delle partite a proprio piacimento come ci aveva abituati a vedere.
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