Il terzo...incomodo (?)
LE VOCI DI MRB.IT | 'L'Humus in Fabula', dalla rubrica di Marcello Fumarola
L'humus in fabula Tutte le News
Le Voci di MRB.it Tutte le News
foto Luca Barone
Marcello Fumarola | 20 Febbraio 2019 - 11:00
Fidelis Andria-Taranto, una partita iniziata troppo presto e fuori dal campo, con polemiche e scaramucce tra le due società per un posticipo non accordato.
Poi la situazione molto "particolare" della squalifica "a seguire" del campo andriese che ha provocato reazioni scomposte nella tifoseria ma anche, meno giustificabili, nella stampa tarantina.
La deontologia, cosi ho sentito dire, dovrebbe distinguere il giornalista sempre "sobrio ed equilibrato" dal tifoso "focoso e parziale"; ma evidentemente, questo, è un concetto "a tempo e a piacimento".
Parlando del match, un Panarelli camaleontico rinuncia agli amati (tatticamente) esterni, (Esposito è addirittura in tribuna con l'infortunato Lanzolla) ma la rinuncia forzata e più dolorosa è quella a Vito Di Bari.
Opta per un 4-3-1-2 scegliendo Bonavolontà e non Carullo quale quarto under nonché Menna al fianco di Bova al centro della difesa.
Prima frazione caratterizzata dalle proteste rossoblu per un rigore non concesso, da due belle parate dei rispettivi portieri e dalla traversa colpita da Benvenga (e... benvenga la traversa).
Nella ripresa i cambi di Panarelli ci riportano al più "assimilato" 4-2-3-1 ma, ad una decina di minuti dalla fine, subiamo un rigore che fa rima con errore (Carullo come all'andata) e Cristaldi non perde occasione per trasformare in gol (anche lui... come all'andata).
La superiorità numerica (espulso proprio Cristaldi) ed il gol all'ultimo respiro diventano quasi una bella abitudine per i nostri ragazzi. Un pareggio che giunge con una perla di Marsili che significa tantissimo nel contesto ambientale del match e della rivalità tra le due tifoserie; un gol che evita una sconfitta che avrebbe avuto più peso "morale" che non di classifica; la carica dei tifosi rossoblu alla partenza della squadra ha avuto bella risposta proprio in quel rabbioso "schiaffo" al pallone di Marsili.
Meno significativo (forse... lo vedremo alla fine) il punto conquistato in chiave classifica, in considerazione delle vittorie delle altre.
Guai a mollare (e ci mancherebbe pure) anche se ora la matematica ci toglie dalle mani il pallino vincente che ci avrebbe consentito di arrivare in Lega Pro senza attendere passi falsi altrui.

Le tessere sono tutte al proprio posto: squadra, tifosi, stampa e società sono uniti più che mai; l'obiettivo è uno solo, anche dopo Andria, e dovrà esserlo fino alla fine.

L'entusiasmo dell'ambiente è da conservare e da corroborare; molto meno il vittimismo cronico di taluni, a mio avviso assolutamente controproducente oltre che ingiustificato.
Perché sento parlare di avversari che si scanserebbero, di arbitri che agevolerebbero gli avversari; discorsi da tifosi, discorsi da bar.
Molto più opportuno e realistico, da parte degli addetti ai lavori, sarebbe invece chiedersi se davvero, a luglio, eravamo una squadra "competitiva anche in Lega Pro" (cit. Giove); con i vari Albanese, Gori, Ancora, Diakitè, il forse infortunato D'Alterio, under come Araldo o Infusino e con l'ex capitano Miale, del quale non si hanno più notizie in distinta (e non solo).
Se siamo, anche quest'anno, a rincorrere non è colpa di fantasmi o congiure varie, ma di semplici errori di valutazione, ben mascherati dal prezioso e proficuo lavoro di Panarelli.
E poi, dopo tanti anni nel dilettantismo, sappiamo bene che in questa categoria e sopratutto nelle ultime giornate, chi ha "polvere" spara e purtroppo da noi (sappiamo anche questo) le polveri più diffuse sono quelle... "sottili".

Anche tra i tifosi l'entusiasmo è tutto da godere e da tenere vivo; emozionante e significativo l'abbraccio alla squadra alla partenza per la trasferta di Andria; pare però strano, rispetto al passato, come nessuno (neanche tra i presunti rappresentanti della tifoseria) si preoccupi di chiedere chiarezza quando si scopre che il settore giovanile, la cosiddetta Casa Giovani, scricchiola e traballa paurosamente.
È il tempo del "silenzio assenso"... insomma.

Domenica si riparte dal Fasano, bastonato in casa dal Bitonto.
Le prime tre in classifica hanno partite casalinghe "diversamente ostiche"; nonostante il livello del campionato non sia eccelso, le insidie ci sono, ovunque e per chiunque; tornare alla vittoria e attendere, questo ci tocca.
Potevamo essere padroni del banco, rischiamo di ritrovarci nel ruolo di "terzo incomodo", ma c'è ancora tanta strada da percorrere ed è decisamente troppo presto per chiamare in causa il mitico Vasco con la sua quasi quarantenne... "Alibi"; molto meglio fargli intonare un comunque speranzoso "Eh già... noi siamo ancora qua".
MRB.it Tag:
taranto fc
serie d