Gridelli, 'Per conquistare i tifosi ci vuole un grande cuore'
TARANTO FC | Intervista a Maurizio Gridelli, oltre 100 presenze in rossoblù
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Per il difensore di Rimini esperienze anche a Siena e Casarano
Angelica Grippa | 14 Febbraio 2019 - 08:33
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Maurizio Gridelli nasce a Rimini nel 1962; difensore grintoso ed efficace arrivò a Taranto nel novembre del 1986, giocando per tre anni e mezzo con questa maglia, tra Serie B e C1, segnando 5 gol. Si rese protagonista di gol importanti, come la semi rovesciata che permise al Taranto di pareggiare nello storico derby contro il Bari nell’88. Ripercorriamo le tappe salienti di quell’avventura a tinte rossoblù.

Signor Gridelli lei è nato a Rimini, mi parli dei suoi inizi calcistici: quando e come è diventato un calciatore professionista?
Ho iniziato a giocare a calcio per strada quando ero ragazzino, come accadeva ai miei tempi. Poi sono passato al Sanmaurese, la squadra della mia città; nel ’78 è iniziato il vero calcio per me, calcando i campi importanti della serie D. Dopo un anno passai alla primavera del Torino, iniziò così il professionismo. Per quattro anni giocai in altre squadre con la formula del prestito.

Nella sua carriera calcistica ha disputato 17 partite in Serie A con la maglia del Bari. Com’è per un calciatore calcare quel palcoscenico?
La Serie A è unica, è complesso arrivarci ed è ancora più difficile rimanerci. Vi sono vari fattori che influenzano la permanenza di un giocatore nella massima serie: bravura, fortuna e impegno. In serie A ci sono stato solo per un anno, poi la mia carriera è stata in Serie B e C.

Lei arrivò a Taranto nella stagione 1986/87 in Serie B, come fu il primo impatto nella squadra jonica?
Giunsi a Taranto nel novembre del ’86 e ci rimasi sino al giugno del ’90. Sono stati tre anni e mezzo incredibili, con compagni di squadra come Roselli, Maiellaro. Quest’ultimo poi passò al Bari e lo affrontai come avversario.

Lei entrò presto nel cuore dei tifosi rossoblù, mi parli di questo rapporto speciale.
Per conquistare i tifosi bisogna avere un grande cuore, impegnarsi sempre e dare tutto per la squadra. Ovviamente bisogna avere anche le doti tecniche e un pizzico di fortuna nella gestione della squadra. Ma un calciatore che da tutto se stesso in campo, per un tifoso non commette mai errori. Io ho sempre messo tutto il cuore e la passione.

Quali sono le partite che ricorda con maggior affetto, in quel periodo a Taranto?
Ricordo un ambiente molto accogliente, anche se all’inizio ebbi delle difficoltà perché venni da un infortunio. In seguito mi riscattai alla grande, segnando tre gol. Il calcio è fatto da fasi alterne, è sempre una sorpresa la partita che affronterai. Tutti e tre gli anni li ricordo con grande affetto, come il gol nel derby contro il Bari.

17 aprile 1988: derby Taranto-Bari con risultato finale sul 2-2. Cosa ricorda del suo gol e di quella partita rimasta indelebile nella memoria dei tifosi?
Sono passati quasi trent’anni, come in ogni derby nella prima frazione di gioco le due squadre si studiano, e c’è sempre un’atmosfera particolare. Quel match fu sbloccato da una punizione di Loseto e passarono in vantaggio, dopo fummo bravi a pareggiare con De Divitis. Ad un certo punto si calmò l’atmosfera, le due compagini sembrarono rassegnate al pareggio. Nel secondo tempo a sorpresa, segnò per loro Rideout, con un tiro abbastanza fortunoso. In quel momento diedi uno sguardo alla panchina, arrivò una palla dalla bandierina dalla parte opposta con un cross di sinistra verso destra, mi trovai in area e con una semi rovesciata misi la palla in rete. Agii d’istinto senza capire molto.

Che tipo di difensore fu, e quali differenze la contraddistinguevano dai difensori del calcio moderno?
Ai miei tempi c’era una marcatura mista a centrocampo, mentre in difesa si agiva con la marcatura a uomo, con un libero staccato con le marcature su due attaccanti e a volte anche sul trequartista. Io ero un difensore che marcava bene le punte rapide, trequartisti e anche esterni. C’era Serra che essendo più alto marcava il centravanti classico.

E’ rimasto legato ai colori del Taranto, lo segue ancora nel campionato di Serie D?
Ho degli amici che mi parlano del Taranto, lo seguo da lontano. Mi piacerebbe tanto tornare in quella splendida città dove manco dal 2008, quando vidi Taranto-San Marino. Da allora non ho più visto lo Iacovone.

Attualmente è ancora nel mondo del calcio?
No, ho letteralmente staccato la spina con il calcio. Ogni tanto vado a vedere qualche partita della squadra dl mio paese, la Sanmaurese in Serie D. Seguo i risultati di tutte le mie ex squadre come un normale tifoso. Non sono più legato ad alcuna società.
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