E voglio proprio vedere...
LE VOCI DI MRB.IT | 'L'Humus in Fabula', dalla rubrica di Marcello Fumarola
  • Marcello Fumarola
  • 05 Dicembre 2018 - 10:17
 
foto Luca Barone
Il Taranto torna alla vittoria e continua a dare un bel pò Di Senso al campionato; contro il sempre ostico Francavilla in Sinni finalmente raccoglie, non senza soffrire, quanto abbondantemente seminato; purtroppo lo fanno, in scioltezza, anche Picerno e Cerignola.
La vittoria consente di scalare qualche posizione in classifica in virtù dei pareggi di Nardò e della Fidelis Andria fermata anch'essa dal Fasano. I baresi, dopo un inizio balbettante (1 punto su 3 partite) a causa di una composizione della rosa avvenuta in extremis, hanno preso continuità e sono stati capaci di battere il Picerno tra le mura amiche, il Taranto a domicilio, pareggiando poi con merito a Cerignola; quantomeno da tener d'occhio.
Il mercato ed i prossimi risultati quindi, per poter accorciare le distanze sulle prime due in un campionato, ovviamente, ancora tutto da giocare. In tal senso la tutt'altro che proibitiva trasferta di Ercolano arriva al momento giusto.
In chiave mercato è bello salutare il ritorno di Vito Di Bari.
Sia dal punto di vista tecnico, viste le sue note capacità di impostazione che mancano a questa squadra, sia dal punto di vista fisico (le partite disputate con il Bitonto scongiurano un nuovo caso D'Alterio), ma soprattutto dal punto di vista umano, per trasformare le lacrime di frustrazione dopo lo spareggio contro la Pro Vercelli in lacrime di gioia.
L'arrivo di Croce può rappresentare valida alternativa allo sfiancato Favetta che, nelle pentole delle aree di rigore avversarie, nelle ultime giornate più che il mestolo trova spesso il "palo" ma che domenica contro i Sinnici ha confermato la sua funzionalità ed efficacia negli schemi di Panarelli.
Su tutti i nuovi arrivi attenderò l'inappellabile giudizio del campo per evitare le magre figure che molti "esperti" hanno fatto nel giudicare enfaticamente conferme ed acquisti estivi, già diventati invece... "fuori stagione".
Necessario ottimizzare le risorse con la cessione di qualche "colpaccio" a vuoto, per acquisire giocatori più utili alla causa.

E per reperire i fondi necessari si sta percorrendo ogni strada, anche quella (strategica) di "sensibilizzare" l'ambiente verso un'eventuale partecipazione della grande industria alla gestione del pallone.
Premessa d'obbligo, in tal senso: l'ambientalizzazione e la riconversione economica di questa città sono obiettivi da perseguire ineluttabilmente.
Detto ciò si sta prospettando ciò che si sapeva da tempo, soprattutto dopo la definizione della trattativa per la cessione dell'Ilva, ovvero che la nuova proprietà contribuisse economicamente alle sorti del Taranto F.C..
Alcuni amici supporters mettono (giustamente da parte loro) mani e piedi davanti per evitare che il logo di Arcelor-Mittal sia affiancato a quello della squadra di calcio; mi chiedo, però, se il presidente Giove faccia affari nel settore alimentare o in quello dell'abbigliamento o ancor più dei giocattoli e non, come in realtà, proprio con il "siderurgico".
E mi tornano altresì in mente le veementi contestazioni della Curva quando Ilva diede un sostanzioso contributo all'allora presidente Blasi. Accadrebbe anche ora? Oppure sono cambiati i tempi e, soprattutto, i protagonisti?
Ora, insisto, conta sempre e solo la squadra da seguire ed incitare ovunque e comunque, o torniamo ad interessarci, da "semplici" tifosi, anche delle vicende societarie? Il coro resta sempre e solo "per la maglia", oppure ora ci interessa anche chi ci compra "le maglie della... salute?"
Certo è che in qualcosa dobbiamo pur sperare. Piacevole sarebbe la collaborazione di qualche imprenditore fuori dalle dinamiche del "mostro", che magari, però, vorrebbe "entrare" a pieno titolo in società; nel palazzo di vetro, invece, le porte di ingresso sembra siano ancora da costruire.
Invece lo sponsor Mittal rappresenterebbe, per l'attuale proprietà, il miglior acquisto; non un gran colpo ma un vero e proprio "Colpo grosso" alla Umberto Smaila. Sembrerebbe proprio questa la risposta al quesito iniziale datato ottobre 2017, ovvero: "ma a Giove... chi gliel'ha fatto fare?"
Lo scenario che potrebbe realizzarsi confermerebbe che, a volte, come nella pubblicità "l'attesa del piacere diventa, essa stessa, un piacere".
Quindi, come già scritto in passato, ritengo che eventuali collaborazioni franco indiane, che godrebbero sicuramente del placet convinto ed interessato dell'amministrazione comunale e delle confederazioni di settore, non debbano rappresentare alibi o ulteriori immunità per entrambe le parti in causa, le quali non potrebbero eludere due punti prioritari ed imprescindibili: da un lato (Mittal) l'impellenza di ambientalizzare (se mai fosse ancora possibile) la fabbrica e tutto il territorio; dall'altro (Giove & Co) l'impegno di convogliare ogni risorsa sulla squadra di calcio, anche con metodo... "indotto"!
Se cosi non fosse, nonostante le massicce campagne promozionali avviate in una sorta di "tutti insieme appassionatamente" mediatico, la Croce non la metteremmo solo sul campo ma su tutto lo... "sfumeggiante" progetto.
Perché, come a Taranto ci vogliono far credere (e tantissimi, purtroppo... credono) da ormai 50 anni: una ciminiera... è per sempre!
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